NUOVE CONSUETUDINI

Consulta boccia ancora la Regione Abruzzo: «illegittimi i 5,5 milioni all’aeroporto»

«Sono aiuti di Stato che falsano la concorrenza»

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ABRUZZO. Nuova bocciatura della Consulta a meno di una settimana alla dichiarazione di incostituzionalità della legge dei portaborse
Questa volta la Corte Costituzionale ha boccia il finanziamento di 5,5 milioni di euro che la Regione Abruzzo ha concesso all’Aeroporto di Pescara. Una brutta notizia che fa traballare lo scalo, già in grosse difficoltà.
Il caso è scoppiato esattamente un anno fa: l’8 febbraio scorso il Consiglio dei Ministri aveva impugnato la Legge Regionale 69/2012 che rifinanziava per 5,5 milioni di euro l'aeroporto d'Abruzzo. Una somma necessaria per la sopravvivenza dello scalo. Il sì della maggioranza era arrivato alla vigilia delle festività di fine anno: una boccata d’ossigeno infiocchettata sotto l’albero di Natale della Saga.
Ma il Governo ha fatto notare che i 5 milioni che avrebbero dovuto garantire una nuova vita all’aeroporto sono stati stanziati «per il finanziamento di attività di internazionalizzazione attraverso progetti di promozione dello scalo».
Ma questa finalità, si contesta, «si pone in contrasto con i principi comunitari». E qui iniziano i problemi. Il finanziamento non è stato sottoposto al vaglio della Commissione Europea che avrebbe dovuto valutare la compatibilità della norma con l'impatto sulla concorrenza sugli scambi tra Paesi membri, e si configura «come un aiuto di Stato non autorizzato».
Il Cdm ha così impugnato la legge contestando il «mancato rispetto dei vincoli comunitari» e di aver ‘scavalcato’ lo Stato che, stando alla Costituzione, è l’unico a poter operare in materia di tutela della concorrenza. La Consulta ha sposato in pieno questa tesi e oggi sostiene che i fondi erogati dalla regione alla Saga sono effettivamente aiuti di Stato, «incompatibili con il mercato interno» secondo quanto previsto dal Trattato della Comunità Europea. 


Dunque si tratta di «agevolazioni di natura pubblica in grado di favorire talune imprese o talune produzioni e di falsare o minacciare di falsare in tal modo la concorrenza, nella misura in cui incidono sugli scambi tra gli Stati membri».
La nozione di aiuto di Stato, ricorda la Consulta, è «di natura complessa e l’ordinamento comunitario riserva alla competenza esclusiva della Commissione europea, sotto il controllo del Tribunale e della Corte di giustizia, la verifica della compatibilità dell’aiuto con il mercato interno, nel rispetto dei regolamenti di procedura in vigore».
La Consulta ricorda che alla Commissione europea vanno «comunicati, in tempo utile» questi aiuti, «perché presenti le sue osservazioni, i progetti diretti a istituire o modificare aiuti». La Commissione fa la sua verifica ma, nel frattempo «lo Stato membro interessato non può dare esecuzione alle misure progettate prima che tale procedura abbia condotto a una decisione finale».
La Regione, però, avrebbe dimenticati di compiere questo passaggio e girato direttamente 5,5 milioni di euro all’aeroporto: «l’art. 1 della legge regionale impugnata ha previsto direttamente, senza alcuna preventiva notifica e, conseguentemente, senza attendere la decisione della Commissione europea in ordine alla legittimità dell’aiuto» il finanziamento che deve considerarsi dunque a tutti gli effetti illegittimo.


Corte Costituzionale, Finanziamenti Saga Pronuncia_299_2013