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Forconi e 9dicembre: mercoledì protesta a Roma ma il movimento si spacca

I due leader Calvani e Ferro hanno vedute diverse

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Forconi e 9dicembre: mercoledì protesta a Roma ma il movimento si spacca




ROMA. In piazza a Roma per «non tradire il patto con la gente», che da giorni manifesta con presidi nel Paese.
Danilo Calvani, uno dei leader del coordinamento 9 dicembre, non abbandona la linea dura della mobilitazione dei Forconi e si dissocia dal coordinamento ed in particolare dalla linea di un altro dei fondatori del movimento, Mariano Ferro. Se infatti Ferro, paventando il rischio di infiltrazioni, ha fatto retromarcia e chiesto di non aderire alla manifestazione in piazza del Popolo a Roma il 18 dicembre, Calvani non fa passi indietro e chiama tutti all'adunata. Ma la questione non è legata soltanto ai rischi sul fronte dell'ordine pubblico.
Ferro e la sua area si dicono disposti a sedersi al tavolo con il governo per capire se ci sono soluzioni sul breve periodo, anche senza andare a nuove elezioni.

MEDIAZIONE CON IL GOVERNO?
«Se il governo ha delle soluzioni ce le dia», dice Ferro. «Credo che non ce ne siano, ma non voglio dare adito a Letta per fargli dire che siamo solo dei facinorosi. Voglio sedermi col governo, poi si decide. E se non ha soluzioni, allora non c'é nessun motivo per restare. Inoltre sarà meglio evitare la manifestazione di mercoledì prossimo a Roma: c'è il rischio di infiltrazioni e l'aria che si respira nella Capitale è diventata pesante».
Ferro ha riferito anche di essere stato contattato dal sottosegretario ai Lavori Pubblici, Rocco Girlanda. «Ma finora non gli ho mai parlato». In merito alla spaccatura con Danilo Calvani, l'altro leader, Ferro ha commentato: «c'è divergenza. Se pensa che io voglia fondare un partito è fuori strada. Spero che dietro di lui non ci siano parti politiche non rassicuranti».
Per Calvani, invece, «questa classe dirigente politica deve andare via subito». Non c’è voglia di trattare o di scendere a patti perché l’unico obiettivo è quello di mandare tutta l’attuale classe dirigente a casa.
Decisamente più dura, dunque, la linea sposata dal 51enne contadino di Pontinia, in provincia di Latina, che in nove mesi ha contribuito a mettere su un movimento che, da nord a sud, sta scuotendo l'Italia intera e che ora si prepara a sbarcare nella Capitale.

«SAREMO IN PIAZZA»
«Mercoledì saremo in piazza - ha spiegato Calvani - . Non vogliamo nessuna trattativa. Non si può fare la lotta e contemporaneamente trattare col governo. Come avevamo stabilito andiamo avanti ad oltranza. Bisogna essere onesti con la gente. Non è giusto fare patti e accordi con chi il giorno prima diceva di voler delegittimare. Sarà una manifestazione pacifica, dopo la quale manterremo il presidio a piazzale dei Partigiani», dove da giorni ormai i manifestanti si danno il turno per sostenere la protesta. La frattura nel movimento ormai è profonda e dietro si nascondono reciproci sospetti, soprattutto tra i due leader. Ferro si augura che dietro Calvani «non ci siano parti politiche non rassicuranti».
«Credo - risponde Calvani - che Ferro ed i suoi ormai pensino già ad un partito, che probabilmente sarà 'Life', l'associazione 'Liberi imprenditori federalisti europei'. Noi invece non abbiamo un programma politico - ha specificato il leader di Latina - la nostra è un'operazione per "togliere un tumore". Non ci siamo espressi contro i partiti ma contro l'attuale classe dirigente, che non è adeguata. E' una questione di uomini non di sigle. Per cui, nessuna trattativa e mercoledì saremo in piazza».

IN ABRUZZO
Intanto in tutta Italia continuano blocchi e presidi, in particolare in Valle d'Aosta e Veneto. In Valle d'Aosta resta operativo il presidio, anche se il coordinamento sta valutando soluzioni alla mancanza di attivisti nell'orario notturno. A Vicenza, ieri mattina, nuova chiusura della tangenziale sud, con disagi comunque limitati per via del giorno feriale. Grigliata all'aperto, invece, all'uscita del casello di Montecchio Maggiore. Corteo in pieno centro, infine, a Mestre tra tricolori e bandiere della Serenissima.
In Abruzzo si stanno organizzando pullman che a metà settimana raggiungeranno la Capitale. Mentre i vari presidi hanno perso consistenza, ad Avezzano oggi è atteso alle ore 18 in piazza Torlonia, Domenico Zeoli, del Coordinamento Nazionale e stretto collaboratore di Danilo Calvani.
«Sarà a nostra completa disposizione», spiegano gli organizzatori marsicani, «per ogni chiarimento e domanda sul da farsi in occasione della protesta a Roma». Tutti pronti, dunque, i manifestanti pro-Calvani e i numeri sulle presenze saranno rivelatori dei rapporti di forza all'interno di questo variegato movimento. L'idea era quella di montare un presidio con delle tende a piazza del Popolo. Ma il sindaco Ignazio Marino si è detto contrario ad accampamenti. In primo piano ci sono anche le esigenze di sicurezza pubblica: il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha lanciato un appello a restare «dentro le regole». Con «chi va a tirare la vernice contro i poliziotti, minaccia i commercianti, impedisce alle merci di circolare, ai cittadini di muoversi saremo durissimi. Non voglio dire 'legge e ordine ', ma lo penso».