IL CASO NAZIONALE

Abruzzo. Stamina, Chiodi: «faremo pressioni a Brescia per le cure di Noemi»

Convenzione tra spedali Civili e regione Abruzzo

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Davide Vannoni

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ABRUZZO. «Faremo le pressioni necessarie affinché gli Spedali riuniti di Brescia eroghino le cure alla piccola Noemi».
Lo ha affermato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, a margine di un convegno a Chieti sulla sanità.
Nei giorni scorsi il Tribunale dell'Aquila ha ordinato l'immediata somministrazione delle cellule staminali, gia' presenti nella struttura sanitaria di Brescia, in favore di Noemi, secondo la metodologia della Stamina Foundation Onlus
«Sono molto contento - ha aggiunto Chiodi - per la famiglia di Noemi che i giudici abbiano riconosciuto la possibilità alla piccola di curarsi con il metodo Stamina a Brescia».
Il presidente ha poi spiegato che gli Spedali di Brescia sono già autorizzati in questo senso dalla Regione Abruzzo in virtù di una convenzione che fu stipulata tempo fa con la Fondazione Stamina e che era stata accettata all'epoca anche dall'Agenzia sanitaria nazionale. Poi con il tempo sono subentrati gli aspetti giuridici della vicenda e tutto si è complicato. «Ora stiamo verificando, e lo stiamo facendo insieme con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia», ha continuato Chiodi, «se noi come Regione Abruzzo possiamo supportare la struttura sanitaria bresciana nello snellire le lunghe liste di attesa per il metodo Stamina. Questo è cosa ben diversa - ha concluso il presidente Chiodi - dal pensare che la Regione possa dare il via a processi autorizzatori su questo metodo. Si tratta di processi molto complicati e non certo solo per la Regione Abruzzo».
Intanto un lingotto d'oro celebrativo dei 90 anni della Virtus Lanciano, prodotto in serie limitata (250 pezzi), servirà a raccogliere fondi per l'associazione 'Progetto Noemi'. Ad annunciarlo è stato il vicepresidente della società, Guglielmo Maio, nel corso di una conferenza stampa. Alla presentazione c'era anche il papà di Noemi, Andrea Sciarretta, fondatore dell'associazione, il quale ha ringraziato la società di calcio per la vicinanza alle problematiche della sua bambina. Lo scorso 7 dicembre il capitano della squadra rossonera, Carlo Mammarella, era andato a trovare la famiglia Sciarretta per portare in dono le magliette personalizzate per i figli Mattia e Noemi, entrambe firmate da tutti i giocatori.
Intanto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, riferirà sul metodo Stamina nella prossima riunione del Consiglio dei ministri. L'annuncio arriva dalla Presidenza del Consiglio al termine di una giornata contrassegnata da una nuova protesta a Roma dei malati e comitati a favore del metodo, oltre che da una nuova 'bocciatura' del protocollo di Davide Vannoni da parte della rivista Nature che, sul suo sito, scrive: «Il fiasco delle staminali andrebbe fermato».
Lorenzin, sottolinea la Presidenza del Consiglio in una nota, «aveva chiesto di relazionare al governo secondo un calendario già fissato».
Non accenna dunque a placarsi la polemica sul trattamento basato sull'utilizzo di cellule staminali messo a punto dal presidente di Stamina Foundation. In attesa che il ministero nomini il nuovo comitato scientifico, dopo l'ordinanza del Tar del Lazio che ha sospeso la bocciatura del metodo e giudicato la commissione non imparziale, i gruppi pro-Stamina proseguono la loro protesta. 

Oggi, i malati hanno bloccato le strade del centro della Capitale e una delegazione dei rappresentanti delle associazioni di pazienti che chiedono di potere accedere al trattamento è stata ricevuta a Palazzo Chigi dal vicesegretario generale, Elisa Grande, e dal prefetto di Roma.
«Abbiamo ricevuto rassicurazioni sul fatto che al prossimo Cdm si parlerà del problema delle cure compassionevoli -. ha affermato Roberto Meloni, della delegazione dei malati - Per ripristinare la legalità noi pensiamo che serva un decreto legge. Noi vogliamo accedere al metodo Stamina, una terapia alternativa - ha aggiunto - che ha dimostrato di essere sicura».
Da Nature, intanto, giunge un vero e proprio appello al ministro della Salute: «Il ministro - si legge in un editoriale, non firmato, pubblicato sul sito della rivista - dovrebbe risolvere ogni incertezza riguardo alla possibilità di un trial di una terapia controversa gestito dal Goveno».
Non c'è nessuna evidenza, ribadisce l'articolo, che la terapia funzioni, e anzi potrebbe essere pericolosa. Lorenzin, afferma Nature, «dovrebbe sollevare i membri della commissione che ha giudicato il metodo dall'obbligo di confidenzialità. Inoltre dovrebbe rendere accessibile a un pubblico più ampio il protocollo del metodo. Deve agire ora, prima che le cose peggiorino».