IL FATTO

Stamina: per i giudici Noemi non deve aspettare, «infusioni immediate»

Papà bimba: «ora Brescia ci chiami»

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Stamina: per i giudici Noemi non deve aspettare, «infusioni immediate»




GUARDIAGRELE. Niente liste d' attesa all'accesso del metodo Stamina per la piccola Noemi, la bimba di 18 mesi di Guardiagrele, affetta da Atrofia muscolare spinale (Sma1) per la quale ieri i giudici del Tribunale dell'Aquila hanno detto sì alla cura ribaltando una precedente decisione del giudice del lavoro dello stesso Tribunale aquilano.
La nuova sentenza dà obbligo agli Spedali Civili di Brescia di provvedere «all'immediata somministrazione di cellule staminali già presenti nella struttura». Lo afferma il papà di Noemi, Andrea, che ieri aveva denunciato il timore di dover aspettare anche fino a 3 mesi prima di poter curare la bimba.
Ma, ha spiegato il papà, la sentenza aquilana è «senza precedenti perché sostiene di poter usare cellule da donatori, ovvero già esistenti. Quindi niente liste d'attesa. Le liste sono per chi deve fare i carotaggi, cioè il prelievo delle proprie cellule e quindi la verifica delle stesse nei tempi che richiedono. Qui si dice di prendere le cellule esistenti già e infonderle a Noemi».
Lo stesso Andrea ha riferito di aver inviato stamane via fax la sentenza alla struttura bresciana e domani il suo avvocato manderà la notifica. «La sentenza - sottolinea - è esecutiva. Ora Brescia deve chiamare». Nel provvedimento dei giudici dell'Aquila, si fa riferimento al diritto alla salute che nella Costituzione è strettamente correlato al principio di autodeterminazione del cittadino, unico arbitro delle decisioni sulla propria vita.

COSI’ LA LISTA SCORRERA’ VELOCEMENTE

l principio stabilito per la piccola Noemi dal Tribunale dell'Aquila, ovvero quello di poter accedere alla immediata somministrazione di cellule staminali già presenti nella struttura degli Spedali Civili di Brescia, «è di enorme importanza, poichè potrebbe permettere di velocizzare considerevolmente la lista dei pazienti in attesa di ricevere il metodo Stamina», sottolinea il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni. «Per la prima volta - ha sottolineato Vannoni - i giudici affermano che possono essere utilizzate per un paziente le cellule staminali già disponibili a Brescia, e non solo le cellule prelevate ad esempio da uno dei genitori nel caso di bambini malati. Questo principio potrebbe consentire di velocizzare la lista d'attesa, considerando che sono oltre 150 le persone che attendono l'accesso al metodo Stamina presso gli Spedali Civili di Brescia. Vedremo come reagirà l'ospedale».

In ogni caso, ha affermato, «applicando questo principio, l'ospedale di Brescia potrebbe riuscire a curare almeno 100 persone in attesa nell'arco di pochi mesi».

Vannoni ha inoltre auspicato che la regione Abruzzo, «dalla quale sono venute delle aperture, consenta di mettere a disposizione un ospedale dove poter somministrare il protocollo Stamina ai pazienti». In attesa dell'evolversi della situazione, Vannoni ha comunque confermato il progetto di sottoporre le linee cellulari Stamina alla valutazione di esperti dell'Università di Miami: «Per dimostrare - ha detto - che le nostre linee cellulari sono sicure». Riferendosi quindi alla sentenza del Tar Lazio che ha sospeso la bocciature del metodo da parte del primo comitato scientifico nominato dal ministero, «certamente il fatto che il Tar abbia sancito l'inconsistenza dell'affermazione in merito alla pericolosità del metodo - ha concluso Vannoni - penso abbia avuto un'influenza da un punto di vista morale».

CONSIGLIO ABRUZZO APPROVA RISOLUZIONE ALL'UNANIMITA'

Intanto proprio oggi è stata approvata all'unanimita' la risoluzione, presentata dal consigliere regionale di Sel Franco Caramanico, e condivisa da maggioranza e minoranza, con la quale si invita il commissario alla sanita', Chiodi a verificare presso il ministero se sia possibile autorizzare la somministrazione di cellule staminali per la piccola Noemi in un centro trapianti del Servizio sanitario nazionale. «Il provvedimento - spiega Caramanico - nasce dall'urgenza di dare una speranza reale alla piccola». 

PER CURE IN ABRUZZO CI VUOLE UNA SENTENZA

«Solo un'apposita sentenza di un magistrato avrebbe potuto individuare una struttura ospedaliera nella regione Abruzzo idonea a poter effettuare il procedimento». Lo afferma in una nota il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, in merito a un possibile trattamento in Abruzzo con il metodo Stamina per la piccola Noemi. «In questo caso sarebbe stato necessario che il personale di 'Stamina' fosse autorizzato, una volta individuata la struttura idonea, a realizzare tecniche e metodiche per l'applicazione delle procedure previste dal metodo. L'applicazione di tale metodo presso l'Ospedale di Brescia, dunque - dice Chiodi - è la conclusione di un percorso estremamente articolato che solo su autorizzazione di un giudice si è potuto realizzare». «Accolgo con sollievo e soddisfazione la notizia che riaccende la speranza per la piccola Noemi e le offre la possibilità di sottoporsi subito alla cura Stamina», ha detto ancora Chiodi. «Il nostro pensiero - prosegue il Governatore - va ai suoi coraggiosi genitori che le sono accanto con dolcezza e amore e stanno portando avanti una battaglia per la vita». Chiodi sentito poi in serata dopo l'approvazione della risoluzione in Consiglio regionale che lo invita ad attivarsi per le cure in Abruzzo per Noemi, ha detto che il Consiglio «ha espresso una precisa e chiara volontà politica ma comunque - ribadisce Chiodi - si tratta di una procedura molto complessa che mi è stata indicata con una nota ufficiale dal responsabile del centro trapianti Abruzzo, Antonio Famulari, che non mi permette di attivare un Reparto non essendo il servizio riconosciuto dal Sistema sanitario nazionale. Quindi - conclude - serve l'autorizzazione di un giudice».

UN ALTRO VIA LIBERA A PESARO
Intanto oggi è arrivato un altro via libera da parte del tribunale di Pesaro per Federico, un bimbo di 3 anni affetto da un rarissimo morbo che gli sta paralizzando il corpo. I giudici hanno detto sì al proseguimento delle infusioni col metodo Stamina agli Spedali di Brescia.
Il bimbo potrà dunque continuare a curarsi. A marzo scorso il Tribunale di Pesaro aveva accolto il primo reclamo presentato dalla famiglia del bimbo, che risiede a Fano ed è affetto dal morbo di Krabbe, autorizzando 5 infusioni. Al termine del trattamento c'era stato un altro stop alla prosecuzione. Da qui, un nuovo reclamo dei familiari, secondo cui Federico ha avuto evidenti miglioramenti con il metodo Stamina. Con la decisione di oggi il tribunale collegiale (presidente Mario Perfetti, Francesco Nitri e Carla Fazzini) non fissa limitazioni al numero di infusioni, ma affida la durata della terapia al giudizio medico. I giudici hanno poi inflitto il pagamento delle spese legali a carico dell'ospedale di Brescia per tutti i doppi gradi di giudizio sopportati, per un totale di 6mila euro. Soddisfazione del legale che tutela la famiglia, l'avvocato Tiziana Cucco, che dice: «Sono felice di questa scelta perché il sorriso di Federico non si spegnerà grazie alla determinazione dimostrata in questa fase dai giudici, che hanno capito come debba essere il solo medico a stabilire la durata di una terapia e non certo un magistrato».
Intanto sulla vicenda è tornata a parlare anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin dopo l'appello di Paolo Bianco a pubblicare il metodo per fare chiarezza: «io non posso, perché il ministero è vincolato, ma credo che sarebbe opportuno da parte di Stamina rendere loro pubblico il metodo. Ho consultato il nostro ufficio legale ma mi hanno risposto che non è possibile, perché siamo vincolati alla segretezza. Io avrei voluto pubblicare immediatamente tutto. Capisco il senso dell'appello di Bianco perché c'è voglia da parte di tutti di poter sapere di cosa si tratta veramente».
Continua, intanto, a Roma la protesta dei fratelli Sandro e Marco Biviano, affetti da distrofia muscolare, che chiedono un decreto d'urgenza per curare se stessi e le loro due sorelle, tra cui una gravissima. «Quando sono arrivato a Roma camminavo», ha detto Sandro Biviano il 7 dicembre al convegno sulle cellule staminali tenutosi e Jesi, «ora sto su una sedia a rotelle. Non smetterò di protestare e non andrò via finché qualcuno non si degnerà di ascoltarmi. Se necessario, continuerò a protestare davanti a Montecitorio anche a Natale».

NUOVO COMITATO DI ESPERTI ENTRO PROSSIMA SETTIMANA

Si è anche appreso che il nuovo comitato scientifico che il ministero della Salute nominerà per la valutazione del metodo Stamina sarà reso noto entro la prossima settimana ed entreranno a farvi parte anche esperti stranieri. L'ordinanza del Tar Lazio con la quale, lo scorso 4 dicembre, i giudici hanno "sospeso" la bocciatura del metodo da parte del primo comitato scientifico nominato dal ministero, rileva infatti come sia «necessario che ai lavori partecipino esperti, eventualmente anche stranieri, che sulla questione non hanno già preso posizione o, se ciò non è possibile essendosi tutti gli esperti già esposti, che siano chiamati in seno al Comitato, in pari misura, anche coloro che si sono espressi in favore di tale metodo».