LA PROTESTA

Abruzzo. Protesta ‘Forconi’, nella Marsica arriva anche la Iena Luigi Pelazza

Studenti si uniscono ai presìdi

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Abruzzo. Protesta ‘Forconi’, nella Marsica arriva anche la Iena Luigi Pelazza

Luigi Pelazza con i Forconi d'Abruzzo





ABRUZZO. La protesta dei forconi va avanti in tutta Italia e in Abruzzo, però, stenta.
Il presidio di Pescara, in piazza Duca D’Aosta, non riesce a decollare e il numero di partecipanti supera a malapena, nei momenti di maggior affollamento, le 30 unità. Gli organizzatori hanno annunciato di aver chiesto i permessi per continuare a manifestare ancora nei prossimi giorni ma il malumore anche tra i partecipanti è forte.
Resiste invece il presidio della Marsica, vero cuore della protesta abruzzese, che ieri si è arricchito anche della presenza degli studenti, scesi in strada al fianco di disoccupati, cassintegrati e precari.
E proprio ieri è arrivato ai più giovani la comunicazione della dirigente scolastica del Pollione che avverte che in relazione alle assenze di massa ingiustificate la scuola dovrà adottare provvedimenti disciplinari che si rifletteranno sui viaggi di istruzione e il voto in condotta.
Ma intanto sempre ieri a sorpresa si è unito ai manifestanti anche la ‘Iena’ Luigi Pelazza, che si trovava in città per partecipare ad un convegno contro l’usura.
Alle 18 Pelazza ha incontrato in piazza Torlonia i manifestanti, li ha spronati ad andare avanti, ha spiegato loro che condivide la loro protesta nonostante lui non viva in condizioni di indigenza. E se nelle prossime ore ad Avezzano potrebbero arrivare anche manifestanti da Pescara (irritati per la cattiva organizzazione in città e per la coordinatrice «sparita nel nulla»), dal chietino ieri alcuni manifestanti si sono spostati in Molise.
A Termoli, infatti, sono arrivati "rinforzi" da San Salvo e Vasto. Circa venti le persone che dal vicino Abruzzo hanno raggiunto disoccupati, cassintegrati, operai, agricoltori. «Abbiamo accolto con entusiasmo il loro arrivo - ha dichiarato Domenico Zeoli, uno dei promotori del presidio - che ha dato nuovo vigore alla nostra mobilitazione che, ribadisco, è pacifica e non violenta. Ma siamo intenzionati a restare qui».
La sera prima proprio a Termoli non sono mancati momenti di tensione davanti il casello A14 quando un gruppo di manifestanti ha rallentato notevolmente il traffico fermando almeno quattro tir all'uscita dell'autostrada per illustrare le motivazioni della protesta. Raccogliendo l'invito loro rivolto, alcuni autisti si sono fermati. Un agente di Polizia è intervenuto invitando a riprendere la marcia; ne è nata una discussione con i presenti. «Non si può invitare ad andare spediti ai grossi camion se noi stiamo parlando o stiamo sulla strada - hanno dichiarato dal presidio oggi -. Abbiamo contestato questo tipo di intervento».

LETTA: «PICCOLA MINORANZA, NON SONO IL PAESE»
Intanto il Governo 'spunta' i forconi. «Sono solo una piccola minoranza, non rappresentano il Paese», ha detto il premier Enrico Letta. Mentre il vicepremier e ministro dell'Interno, Angelino Alfano annuncia la linea dura: «non avremo remore a reprimere ogni minaccia e intimidazione che dovesse essere espressione di atteggiamenti delinquenziali». Sul fronte dell'opposizione, si registra la marcia indietro di Silvio Berlusconi, che rinvia l'incontro previsto con una delegazione dei dimostranti. E il neosegretario della Lega Nord, Matteo Salvini, dà fuoco alla polveri: «dopo il voto di fiducia di oggi dovrebbero entrare in Parlamento. Quando la protesta è non violenta, è sempre benvenuta», sostiene, spiegando che in queste condizioni, con un premier che «ha parlato a vuoto, senza accennare minimamente al lavoro», non c'è da stupirsi «se i forconi vengono a cercare qualcuno».
A Torino altra giornata di cortei e blocchi. La procura ha aperto un fascicolo di indagine per gli episodi avvenuti negli ultimi tre giorni. Devastazione e saccheggio, istigazione a delinquere, resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata, lesioni, i reati ipotizzati. Ieri sono state arrestate 5 persone. Anche la procura di Genova ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando l'interruzione di pubblico servizio di autobus e treni.


007: «RISCHIO DEGENERAZIONI»

Il rischio di degenerazioni della protesta dei forconi è stato segnalato nei giorni scorsi dall'Aisi, in alcuni informative che mettevano in guardia soprattutto da possibili 'infiltrazioni' da parte di soggetti interessati ad alimentare il caos ed a compiere violenze. E, nelle ultime informative, ci sono anche avvisi su possibili atti eclatanti da parte non necessariamente dalla confusa 'galassia-forconi', ma anche da singoli individui, 'cani sciolti' mossi da esasperazione o da progetti precisi.

VENERDI’ MANIFESTAZIONE A LANCIANO

Il Coordinamento 9 dicembre di Lanciano ha organizzato per domani una manifestazione in citta' con raduno alle ore 9 in piazzale Cuonzo, nei pressi dello stadio Guido Biondi. L'invito a partecipare e' stato diffuso tramite il gruppo Facebook del coordinamento di Lanciano e alcuni volantini distribuiti in citta': «operai, artigiani, commercianti, liberi professionisti, agricoltori, imprenditori, studenti, pensionati...italiani tutti uniamoci per far sentire la nostra voce», si legge nel volantino pubblicato nella pagina Facebook del coordinamento di Lanciano. Alla manifestazione, che si snodera' lungo viale Cappuccini, via Ferro di Cavallo, corso Trento e Trieste e infine piazza Plebiscito, «non sono ammesse bandiere, stendardi, cartelloni, striscioni che riportino simboli e frasi riconducibili a partiti politici e movimenti di alcun genere», come spiega in un post uno degli amministratori del gruppo Facebook del Coordinamento.

«E importante non inficiare l'occasione di poter sfilare tutti insieme come italiani in protesta e come tali senza alcuna discriminazione», scrive ancora una delle amministratrici del gruppo.