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Ancora una bocciatura per la Medoil: no al pozzo esplorativo a Scerni

Il sindaco: progetto che non stava in piedi

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Ancora una bocciatura per la Medoil: no al pozzo esplorativo a Scerni




ABRUZZO. Nella giornata di ieri è arrivata la bocciatura definitiva della concessione Civita per un pozzo esplorativo di idrocarburi a Scerni.
Forti le contestazioni degli ambientalisti nel corso delle 4 sedute della commissione Via e ieri è arrivato il no. Si tratta dello stesso soggetto che ha proposto Ombrina Mare, società del Gruppo Mediterranean Oil & Gas Plc.Medoilgas.
Il pozzo in oggetto doveva sorgere a ridosso di Scerni in provincia di Chieti.
Metà paese, sito su una delle colline prospicienti l'area di cantiere, a 600 metri in linea d'aria, avrebbe avuto una nuova visuale panoramica: una trivella di decine di metri d'altezza per la perforazione di un pozzo profondo circa 1600 metri.
Il cantiere che ne sarebbe conseguito, tra una fase e l'altra, poteva durare ben 25 anni a seconda degli esiti della ricerca.
La zona interessata è prettamente collinare e a destinazione agricola, con un Istituto Tecnico Agrario che crea eccellenze in questo campo dal 1876.
I contestatori si opponevano al pozzo esplorativo ma anche ai «disboscamenti, vasche per contenimento di monnezza da quasi 400 mila litri, pozzi in zona agricola con colture di cereali, vigneti e uliveti».

ll progetto fu già bocciato nel settembre del 2012 «ma la MOG», denuncia dalle pagine del suo blog Maria Rita D’Orsogna, «pensando di essere più furba degli altri, prese le osservazioni e decise di farci delle "integrazioncine". Come dire: abbiamo letto le vostre preoccupazioni e adesso ci mettiamo una toppa».
E così si è arrivati all'incontro del 5 Giugno 2013, di nuovo per discutere la questione. La discussione - che coinvolgeva altri progetti fra cui un nuovo mega centro commerciale - e' durata 5 ore.
Secondo il racconto che fa Fabrizia Arduini, lei stessa, Angelo e Peppe hanno protestato presso la commissione VIA sull' uso improprio delle osservazioni al fine di migliorare propri progetti. Si è contestato il «bassissimo livello» delle elaborazioni delle ditte proponenti. Il sindaco di Scerni, Giuseppe Pomponio, ha invece confermato l'assoluta indisponibilità a trasformare una stradina rurale in una strada di accesso al futuro pozzo, con cantiere e trivellazioni e strumentazione necessaria.
Poi ieri l’ultima bocciatura: «speriamo sia l’ultima», chiude D’Orsogna.

IL SINDACO: «PROGETTO SENZA PIEDI PER CAMMINARE»

«Al comitato di Valutazione Impatto Ambientale – spiega il sindaco Pomponio - abbiamo dimostrato come il progetto avanzato dal Gruppo Medoilgas non aveva i piedi per camminare in quanto il luogo individuato dalla società non poteva essere assolutamente raggiunto in quanto priva di una strada di accesso e pertanto l’Amministrazione comunale non avrebbe concesso in nessun modo deroghe, cambiamenti o concessioni  di lavori all’attuale viabilità cittadina. Inoltre in sede di discussione abbiamo rimarcato la vocazione agricola, artigianale e turistica del nostro territorio. Oggi, per il bene e il futuro della nostra comunità, non possiamo compromettere la morfologia collinare del nostro territorio per una costruzione di un pozzo di estrazione gas con un cantiere di durata anche di 25 anni».

«Per il grande risultato raggiunto – conclude il sindaco – mi preme ringraziare i cittadini e le associazioni che si sono attivate per scongiurare la trivellazione sul nostro Comune. Molto proficuo ed efficace è stato svolto, in particolare, dal circolo  sia locale sia regionale di Legambiente che hanno collaborato e studiato con l’amministrazione comunale tutte le motivazioni tecniche al fine di scongiurare l’insediamento della Medoil Gas sul nostro prezioso territorio».