IL FATTO

Protesta in Abruzzo, dopo il flop di ieri oggi i forconi ci riprovano

Poche decine di persone nei presidi cittadini

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Protesta in Abruzzo, dopo il flop di ieri oggi i forconi ci riprovano




ABRUZZO. Guerriglia urbana a Torino in nome del cosiddetto Movimento dei Forconi. Mentre nelle altre città d'Italia i presidi e le manifestazioni si sono svolte in modo relativamente pacifico, a Torino la protesta è degenerata in violenza. Contro i palazzi della politica sono volati non solo gli slogan "ladri, ladri", ma anche bombe-carta, sassi, bottiglie, mentre le forze dell'ordine, in tenuta antisommossa e con maschere antigas, sono state costrette a lanciare lacrimogeni per disperdere la folla.
In Abruzzo situazione tranquilla, poche decine i manifestanti che sono scesi in strada al grido di «andatevene tutti». La protesta viene alimentata via social network ma pare che qualcosa non abbia funzionato.
A Pescara ieri mattina in piazza Duca D’Aosta non più di 50 persone che hanno distribuito ai passanti volantini con le motivazioni della protesta ma lo sconforto è cresciuto sulla rete tra la delusione di quanti si aspettavano una mobilitazione di massa e quanti stanno pensando di spostarsi a Roma «perché tanto i pescaresi scendono in strada solo per festeggiare la serie A». Nel pomeriggio il numero è cresciuto ma non a sufficienza tanto che alcuni hanno ammesso di essere andati via tra le battute di scherno dei passanti. C’è chi si lamenta per la mancanza di iniziative coinvolgenti, chi sostiene che si sarebbe dovuto creare almeno qualche disagio alla viabilità, chi propone di spostarsi al casello autostradale di Città Sant’Angelo. Oggi il numero dei partecipanti potrebbe crescere o la protesta potrebbe smontarsi definitivamente.
Nella Marsica presidio degli autotrasportatori che in serata sono arrivati in piazza Torlonia. Oggi alle 10 è previsto un corteo che percorrerà Via Mazzini, con un sit-in di protesta in Piazza Risorgimento davanti alla fontana, per poi proseguire su via Corradini, e scendere lungo Via Roma, fino a ritornare al punto di partenza del presidio.
Un presidio anche nel Teramano a ridosso della rotonda sulla SS. 16,tra Alba Adriatica e Martinsicuro dove nel corso della giornata si sono dati il cambio un centianio di persone. Stamattina presidio anche a Mosciano.
Oggi secondo tentativo. E qualcuno propone: «perché non provare a trasformare la protesta in una festa con musica e balli? Forse la gente sarebbe più propensa a fermarsi, perché ieri sembrava "una riunione condominiale».

NEL RESTO D’ITALIA
A Milano circa duecento persone hanno dato vita a un corteo spontaneo per le vie del centro, in Veneto gli autotrasportatori aderenti ai "liberi imprenditori federalisti" della Life hanno allestito dei presidi creando grandi disagi ai caselli autostradali di Vicenza Ovest, Montecchio Maggiore (Vicenza) e Soave (Verona). In Liguria centinaia di manifestanti partiti in corteo da piazza De Ferrari hanno raggiunto via Fiume, davanti al palazzo dell'Agenzia delle Entrate di Genova. In corteo, oltre agli aderenti al movimento dei forconi, anche studenti, disoccupati e operai. In Toscana circolazione in tilt a Firenze per alcune ore sui viali di circonvallazione per la protesta del movimento dei forconi. A Roma circa 500 persone si sono unite in un presidio a oltranza a piazzale dei Partigiani, sull'Ostiense.
In Puglia tre presidi della protesta dei "forconi", attivi sulle strade pugliesi, hanno provocato forti rallentamenti al traffico. ALFANO: «CHI PROTESTA RISPETTI LE LEGGI»
«Le proteste in Italia sono legittime se rispettano le leggi. Impediremo che vengano violate le leggi e faremo valere la forza dello Stato», ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. «Siamo in uno stato di polizia, non è possibile scioperare come possono fare invece i sindacati», dice invece il leader dei Forconi in Sicilia, Mariano Ferro, che è a Palermo per «valutare le azioni da intraprendere». Ferro replica anche al ministro Maurizio Lupi: «lui dice che la nostra protesta non è legittima, ma lui, dopo la sentenza della Consulta sul porcellum, si è chiesto se è legittimato?»