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Università: Carrozza, Patto con i rettori per il rilancio

Ministro incontra atenei Sud 'si terrà conto diversità contesti'

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Università: Carrozza, Patto con i rettori per il rilancio

Maria Chiara Carrozza




ROMA. Quasi tre ore di confronto, ma non un negoziato.
L'incontro di giovedì pomeriggio tra il ministro Carrozza e i rettori degli atenei del Sud si è concluso con la condivisione di un metodo di lavoro e con l'obiettivo di arrivare a un Patto nazionale per l'università e la ricerca. Il cosiddetto Decreto punti organico che definisce i criteri per l'attribuzione a ciascun ateneo del contingente di spesa disponibile per l'anno 2013 espresso in termini di assunzioni e che è stato la scintilla che ha fatto esplodere la protesta delle "penalizzate" università meridionali è stato solo uno dei punti affrontati nel lungo scambio di opinioni.
Il ministro ha detto chiaramente che «per il 2013 ci sono grosse difficoltà che dipendono dalle finanze dello Stato» ma ha riconosciuto la necessità di tener conto del contesto socioeconomico di ubicazione degli atenei nella ridefinizione del modello di finanziamento: «purtroppo - ha detto - c'è una stratificazione normativa che non tiene contro delle differenze territoriali».
«Ci apprestiamo a varare un provvedimento sull'università ed è importante - ha aggiunto - avere il contributo di tutti gli atenei, del Nord, del Centro e del Sud. Ci sarà la delega per un testo unico che riorganizzi la normativa del settore e un provvedimento che sto elaborando e che va condiviso».
Si occuperà delle modalità di finanziamento e di gestione degli atenei, con grande attenzione al territorio. «L'obiettivo fondamentale è la mobilità geografica e sociale. L'università deve recuperare il ruolo di ascensore sociale che ha avuto negli anni '50 e per questo è molto importante dialogare con i governi regionali», ha spiegato il ministro ricordando che il Governo Letta ha un obiettivo prioritario che riguarda l'occupazione giovanile. Nei dettagli del provvedimento in cantiere il ministro non è entrata proprio perché - ha detto - deve essere il frutto di un lavoro comune. 

«Abbiamo stabilito un metodo di lavoro che passerà per la Crui» (un incontro con la Conferenza dei Rettori è stato già fissato per il 12). Soddisfatti pure i rettori che "saliti" a Roma pronti a dar battaglia hanno poi apprezzato la disponibilità al dialogo del ministro.
«Siamo soddisfatti - ha detto per tutti Antonio Felice Uricchio (Università Bari) - dell'incontro lungo e costruttivo. Sono stati toccati tutti i temi che riguardano il finanziamento dell'università (costo standard studente, modelli di perequazione per la distribuzione delle risorse, valorizzazione di indicatori di coesione sociale). Sono fiducioso che si possa arrivare a una definizione di regole eque».
Al ministro i rettori hanno consegnato un documento in cui sottolineano l'esigenza di intervenire per rimuovere gli squilibri di natura strutturale dell'attuale sistema di finanziamento delle università e suggeriscono alcuni interventi da attuare nel brevissimo periodo - come l'introduzione di clausole di salvaguardia finanziaria che consentano di preservare gli equilibri di bilancio degli atenei nel 2014, il superamento della divergenza tra i criteri di attribuzione dei punti organico e delle risorse finanziarie - e altre misure da adottare "a breve": la revisione dell'intero sistema di finanziamento delle università (con particolare riguardo all'introduzione del costo standard per studente da determinare con riferimento anche ai diversi contesti economici in cui si opera l'ateneo); l'introduzione di efficaci sistemi di incentivazione che attribuiscano le risorse sulla base di risultati che gli atenei si impegnano a raggiungere, in modo verificabile.