AMBIENTE

Ong abbandonano Conferenza clima, pronti a mobilitazione

E' la prima volta che le organizzazioni lasciano i lavori

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Ong abbandonano Conferenza clima, pronti a mobilitazione




ROMA. E' la prima volta che accade in un vertice Onu sul clima: le associazioni e le Ong del Pianeta hanno abbandonato i lavori della Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici di Varsavia e sono pronti alla mobilitazione.
Sul fronte italiano il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando, che si trova ancora in Polonia dove si svolge la Cop19 (la 19esima Conferenza delle parti dell'Unfccc, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), fa sapere che incontrerà a Roma le associazioni ambientaliste «per giungere ad un'azione condivisa sui cambiamenti climatici tra politica e società civile».
Per il ministro, che ha avuto un incontro con le associazioni, «il confronto ha avuto come oggetto i target europei di riduzione delle emissioni, efficientamento energetico e utilizzo delle fonti rinnovabili; il ruolo dell'Europa in particolare dell'Italia nella Conferenza, il calendario per la definizione degli impegni di riduzione delle emissioni da introdurre nel nuovo accordo del 2015 e ancora i temi dell'adattamento e dell'importanza della sensibilizzazione e della didattica».
Questo perché, secondo Orlando, «anche alla luce delle resistenze che si incontrano nei processi negoziali è essenziale coinvolgere, non solo gli addetti ai lavori, ma tutte le espressioni della società nell'elaborazione delle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici».
Sul fronte internazionale, Greenpeace e Wwf - insieme ad altre associazioni - raccontano che, tra le motivazioni dell'abbandono del vertice climatico, c'è il fatto che «non sta portando a nulla». 

Ed è per questo che «le organizzazioni e i movimenti rappresentati dalla società civile hanno deciso di fare un uso migliore del loro tempo ritirandosi dai colloqui di Varsavia». Associazioni e Ong intendono ora «concentrarsi su come mobilitare la gente per spingere i governi ad assumere la leadership per una seria azione per il clima». Per Mariagrazia Midulla «la Conferenza sul clima è a un livello bassissimo e assolutamente non al passo con quanto richiesto dalla comunità scientifica». A testimoniare il livello non adeguato ai problemi sul tappeto della Conferenza sul clima - precisa Midulla - è il fatto che «il Paese ospitante, la Polonia, ha approfittato del vertice per fare propaganda al carbone, e dopo il rimpasto di governo il ministro dell'Ambiente polacco, che ha il mandato di questa Cop19, non è più ministro».
Questo è «il segnale di un fallimento. E il Pianeta non se lo può permettere. Una Conferenza mondiale Onu non può essere condotta così». Per evitare che le distanze tra i Paesi mettano a repentaglio il risultato della Conferenza pregiudicando il conseguimento degli obiettivi, «la delegazione italiana si è fatta promotrice, tramite il ministro Orlando, di un'iniziativa politica volta a favorire un dialogo tra Unione Europea e Cina». L'incontro di Orlando - che riferirà del colloquio in sede europea - col ministro Xie Zhengua, capo negoziatore della Cina sui cambiamenti climatici, «si è inserito in questa azione ed ha raccolto la disponibilità della Cina a definire un'agenda e un calendario di azioni utili per poter arrivare a un accordo in vista della conferenza di Parigi del 2015».