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Scuole e contributo ‘volontario’: quella proroga di un mese che sembra una imposizione

La lettera della dirigente ai genitori che chiedono un aiuto

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Scuole e contributo ‘volontario’: quella proroga di un mese che sembra una imposizione



PESCARA. C’è la crisi, i genitori stringono la cinghia e anche un bollettino di 60 euro per l’educazione dei figli può portare a salti mortali incredibili.
Per questo motivo un anno fa alcuni genitori dell’istituto comprensivo Pescara 5 avevano chiesto alla dirigente scolastica di poter dilatare i tempi del pagamento del bollettino del ‘contributo liberale’.
Un contributo che, dice il ministero, non è obbligatorio sebbene in alcune scuole italiane non sembra venga chiarito bene ai genitori il confine tra pagamento dovuto o pagamento volontario.
Nei giorni scorsi il deputato del Movimento 5 Stelle ha parlato proprio del caso del ‘istituto comprensivo Pescara 5 circolo spiegando che il ministero starebbe indagando per verificare se la scuola abbia agito correttamente. Lo stesso Ministero ha chiarito più volte che il contributo nelle scuole è volontario e non può essere in alcun modo imposto, che il contributo non può riguardare lo svolgimento di attività curricolari, e che «qualunque discriminazione ingiustificata a danno degli studenti derivante dal rifiuto di versamento del contributo in questione, sia in termini di valutazione che disciplinari, risulterebbe del tutto illegittima e gravemente lesiva del diritto allo studio dei singoli».

La dirigente scolastica Francesca Berardinelli, intanto, su Il Centro respinge la ricostruzione del Movimento 5 Stelle e spiega che «la scuola ha sempre coperto e salvaguardato le famiglie che non hanno la possibilità di fare questi versamenti, finalizzati esclusivamente a percorsi di arricchimento dell’offerta formativa. Al tempo stesso, la scuola ha sempre rispettato anche le posizioni di chi, non per ragioni economiche, ma per questioni di principio, si è opposto al contributo volontario».
Ma un anno fa, quando i genitori hanno chiesto alla scuola la possibilità di dilatare i tempi del versamento della quota ‘liberale’ perché nessuno li ha avvertiti che potevano anche non pagare? I genitori avevano chiarito bene la loro situazione, denunciando che alcuni di loro avevano perso il lavoro o si erano visti ridurre gli orari e avevano chiesto una mano «considerata anche la prossimità delle feste natalizie».
La dirigente ha concesso la proroga di un mese «considerate le motivazioni rappresentate» e «confidando nella puntualità considerati i particolari benefici di apprendimento degli alunni». Insomma hanno dovuto pagare.
Berardinelli oggi ricorda che il contributo ‘liberale’ aiuta a finanziare «30 ore di educazione al suono e alla musica con insegnanti diplomati al conservatorio, con cui peraltro la scuola collabora, e, dal secondo quadrimestre, 30 ore di educazione fisica con docenti diplomati all’Isef o a Scienze motorie. Oltre a questo, ci sono 13-15 incontri di tecnologia e informatica, anche in questo caso con personale qualificato che alla fine del progetto metteranno in condizione i ragazzi di produrre un prodotto multimediale. Si tratta di figure non previste nell’organico di scuola elementare che hanno contribuito a fare della nostra scuola una tra le prime 110 scuole d’Italia per eccellenza».