SVAPARE NON FA MALE

Via libera alle sigarette elettroniche: «non fanno male se non c’è nicotina»

Veronesi: «utile a smettere» ma tanti contrari uso in luoghi pubblici

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6803

Via libera alle sigarette elettroniche: «non fanno male se non c’è nicotina»




ROMA. Anche con l'emendamento al decreto Istruzione, che ha cancellato il divieto di uso della sigaretta elettronica nei luoghi pubblici, «non sono comunque stati inficiati quelli che erano gli aspetti legati alla salute pubblica».
 Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, torna sulla questione delle e-cig ricordando che restano i paletti contro il fumo nelle scuole e le informazioni ai consumatori sulle sostanze contenute nei liquidi e su come utilizzare questi dispositivi, con l'avvertenza che la nicotina procura dipendenza e un consumo troppo alto può essere dannoso.
Ma all'indomani del via libera all'emendamento che 'sdogana' le e-cig, molti sono i pareri contrari. Favorevole all'utilizzo delle sigarette elettroniche si dice l'oncologo Umberto Veronesi: «Le e-cig non sono un problema. Serve bilanciare qualche rischio con i grandi benefici, perdiamo 30 mila persone l'anno di tumore ai polmoni, sono utili per ridurre i fumatori», ha detto sottolineando, al contempo, come invece «il problema è la tassazione troppo alta».
 Una bocciatura drastica arriva invece dal farmacologo e direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche 'Mario Negri' Silvio Garattini, che giudica quella presa dal Parlamento una «decisione incomprensibile, presa semplicemente sulla base di un emendamento che improvvisamente cambia tutto».
 Già il Consiglio superiore di sanità, ricorda, «aveva dato un parere più restrittivo e lo stesso ministro della Salute aveva deciso di proibirne l'utilizzo nei luoghi pubblici. Poi, improvvisamente, c'è un emendamento che autorizza tutto. Il punto - commenta - è che siamo in un Paese in cui non esistono più regole nè consultazioni».
 Si ignora così il fatto, prosegue il farmacologo, «che l'effetto delle e-cig ancora non è conosciuto nel dettaglio e non ci sono ad oggi studi scientifici che provino che le sigarette elettroniche aiutino effettivamente a smettere di fumare». Inoltre, avverte, «non sappiamo quanta nicotina possa essere sprigionata e vada dunque 'in giro', e potenzialmente potrebbero dunque esserci dei rischi».
Anche per questo, il presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt), Francesco Schittulli, chiede di estendere il divieto di utilizzo delle e-cig almeno agli ospedali e a tutte le strutture sanitarie: «E' vero che il Parlamento è sovrano - rileva - e mi rendo conto anche degli interessi del settore produttivo, ma non è possibile passare dall'eccesso di proibizionismo iniziale ad una permissività così marcata quanto alla possibilità di utilizzo».
 E se il Codacons denuncia come a 8 anni dalla Legge Sirchia, che vieta le sigarette 'classiche' in tutti i luoghi pubblici, lo stop al fumo sia spesso ignorato per mancanza di controlli, i produttori di e-cig, riuniti nell'associazione Anafe-Confindustria, si dichiarano dal canto loro «pronti al dialogo col ministero della Salute su un codice di autoregolamentazione, che spinga ad un utilizzo responsabile della e-cig nei luoghi pubblici, e su una legge quadro per la certificazione dei prodotti fabbricati in Italia».