EDILIZIA

Le Pmi contro la patente a punti in edilizia: «così si uccide un settore»

«Rischiamo di ritrovarci l’ennesimo balzello, non se ne può più».

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ABRUZZO. L’Aniem – Associazione Nazionale Imprese Edili Manifatturiere aderente a Confimi Impresa – esprime tutta la propria contrarietà al preannunciato varo della patente a punti in edilizia (oggetto di un Dpr che dovrà passare l'esame del Consiglio dei ministri)
«Siamo da sempre favorevoli ad una vera qualificazione delle imprese, fin dal loro accesso al settore, ma questo provvedimento è assurdo, tende ad uccidere proprio chi vuole operare in modo corretto e rispettoso della sicurezza dei lavoratori che, con la loro professionalità ed affidabilità, costituiscono certamente il patrimonio fondamentale delle imprese, soprattutto delle pmi che hanno un legame fortissimo con la loro manodopera».
«Il problema – continua Piacentini – è che continuiamo a introdurre burocrazia, oneri procedurali ed economici, enti pubblici e privati ai quali chiedere autorizzazioni. Ma non dovevamo semplificare tutto per ripartire? Le imprese edili sono purtroppo da sempre cavie e apripista di sperimentazioni, falcidiate da documenti, attestazioni, certificazioni di ogni tipo. Il risultato è che pagano il doppio di altri settori, come accade per la formazione che gli imprenditori edili pagano sia per obblighi di legge (lo 0,30 comune a tutti i settori) che per adempimento contrattuale (la formazione garantita dalle scuole edili a livello territoriale). Per non parlare dei costi assicurativi da sostenere sia attraverso l’Inail che le assicurazioni private».
Aniem critica aspramente il nuovo meccanismo della patente a punti che introdurrebbe l’obbligo di iscrizione, oggetto di pagamento, ad una Sezione speciale per l'edilizia istituita presso le Camere di commercio. 

«Continuiamo a frammentare e moltiplicare ulteriormente gli adempimenti a carico delle aziende edili (attestazione Soa, certificazione di qualità, Durc, ecc.) andando in una logica assolutamente contraria all’obiettivo di semplificazione preannunciato da questo Governo e, per quanto riguarda il nostro settore, oggetto di una concertazione che era stata avviata a luglio dal Vice Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, De Luca».
Oltre ai rilievi sulla sostanza del provvedimento, Aniem non condivide il ruolo centrale affidato alla “cassa edile del territorio” per il funzionamento della Sezione Speciale per l’Edilizia.
«Ricordiamo che in questo Paese non esiste, e certo non per responsabilità nostra, un’unica cassa edile rappresentativa di tutto il sistema di imprese. Magari riuscissimo a realizzarne una sola cassa nazionale con tutte le componenti datoriali e sindacali; tecnicamente è agevolmente attivabile ed in grado ai applicare sia le contrattazioni nazionali che quelle territoriali. Continuiamo ad attendere risposte dalle altre Associazioni Imprenditoriali e dai Sindacati, noi siamo pronti a partire anche subito su questo progetto che semplificherebbe e libererebbe risorse economiche da destinare unicamente ai lavoratori».