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Abruzzo. Razzi: «per Berlusconi mi butterei sotto un treno, sono di sua proprietà»

«L’imitazione di Crozza mi piace, fa bene all’Abruzzo»

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Abruzzo. Razzi: «per Berlusconi mi butterei sotto un treno, sono di sua proprietà»

ABRUZZO. «Io non sono né falco e né colomba nel Pdl, sono solo di proprietà di Berlusconi, quello che lui mi dice io faccio. Ce ne vorrebbero altri due di Berlusconi».
Così Antonio Razzi, senatore del PDL, oggi al programma di Radio2 'Un Giorno da Pecora'.
La trasmissione radiofonica lo ha ospitato ancora una volta e il parlamentare abruzzese non delude mai le aspettative di chi vuole rivelazioni a prova di bomba.
In che senso dice che ci vorrebbero altri due Berlusconi?
«Siccome l'Italia è divisa tra nord», spiega Razzi, «centro e sud, ci vorrebbe un Berlusconi al nord, uno al centro e uno al sud. Così sicuramente diventeremo la prima nazione al mondo, l'Italia diventerebbe il giardino del mondo».
Se il Cavaliere le chiedesse di far cadere il governo, lei cosa farebbe? «Io sto con lui».
E per Berlusconi lei farebbe qualunque cosa? «Farei qualsiasi cosa».
Si getterebbe anche sotto un treno? «Certo, perché no? Per salvare l'Italia lo farei», ha detto il senatore a Radio2. Sarebbe anche disposto a morire per Berlusconi? «Senz'altro, se serve per il bene del Paese». In quale modo sarebbe disposto a morire? «Un infarto, in modo veloce».
Quindi non lo tradirebbe mai? «Mai. Piuttosto che tradirlo preferirei morire», ha concluso Razzi a 'Un Giorno da Pecora'.
Razzi è arrivato in studio direttamente da Taipei, dove è stato invitato «propria da Taipei», ha raccontato. Lì ha portato una delegazione di imprenditori abruzzesi. «Abbiamo mangiato giapponese e cinese perché Taiwan è una ex occupazione del Giappone è rimasto alle origini giapponesi».
Il senatore ha poi detto che gli piace l’imitazione che gli ha dedicato il comico Maurizio Crozza: «sì, perché no, l’ho visto da Taipei e mi so’ fatto quattro risate da solo. Massì, mi piace tutto, anche il balletto di ‘Vola vola’, menomale che c’è Crozza che pubblicizza l’Abruzzo.

ANTONIO RAZZI E GLI STIPENDI DA POLITICO
Il senatore PDL ex Italia Dei Valori ha raccontato che nonostante guadagni cifre importanti ormai da diversi anni, non gli è rimasto molto da parte. Senatore, ha fatto un conto di quanto guadagnato nella sua carriera politica? «No».
Ora quanto guadagna al mese? «Circa 12mila euro al mese». Quante legislature ha fatto? «Sono sette anni e mezzo, ma di soldi non mi ritrovo niente. La gente deve sapere che i nostri collaboratori li paghiamo col nostro stipendio». E lei quanti ne ha? «Due, gli do circa 1500 euro al mese ciascuno». E sarebbero 3mila euro, ne restano altri 9mila. «Eh ma ci sono tante spese di rappresentanza, di riunione. Di quei 9mila euro non so quanto mi resta, ma l'importante è che ci riesca a vivere. A Roma la vita costa cara, gli alberghi non costano meno di 200 euro». Veramente ce ne sono di hotel a meno di quella cifra, gli fanno notare i due intervistatori.
«Sì, sì, io devo dire che sono sempre stato in un albergo alla mano, che costava 70 o 80 euro». Allora ce ne sono a meno di 200 euro...ma scusi, con quella cifra non le converrebbe prender in affitto una casa? «No, no, sennò mi costa 2mila euro al mese e poi non rimane più niente».

NON CONOSCE LE TASSE (GUARDA IL VIDEO)
Tu la paghi la Trise?, gli chiedono? E Razzi si lancia nel solito raffronto con la Svizzera: «lì c’è una fabbrica che si chiama Trisa e fa spazzolini da denti…»
La Trise si suddivide in due sotto tasse, come si chiamano? La Tasi e la…?
«Tares, no si chiama…. la tassa, la Tarsù…» poi si arrende.