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Abruzzo. Banche, la Tercas parlerà pugliese

Vicina l’acquisizione da parte della Banca Popolare di bari

Redazione Pdn

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Abruzzo. Banche, la Tercas parlerà pugliese



TERAMO. La Banca popolare di Bari pronta ad acquisite il gruppo Tercas-Caripe? Sembra prossima la stretta finale con grosso dispiacere per quanti speravano ancora in un salvataggio tutto abruzzese.
La stampa negli ultimi giorni offre questo scenario anche se di conferme ufficiali non ce ne sono. Potrebbero però arrivare presto, direttamente da Bankitalia chiamata a dare il proprio assenso a questa unione tra l’istituto pugliese e il gruppo abruzzese. Secondo quanto riportato dal Centro la Popolare pugliese dovrebbe entrare con un aumento di capitale riservato, per un importo di circa 200 milioni, a cui si unirebbero altri fondi assicurati dal sistema bancario. A quel punto il commissario straordinario, Riccardo Sora, potrà dichiarare chiusa la sua gestione e riconsegnare la banca ai nuovi azionisti, che saranno affiancati dalla Fondazione Tercas come socio di larga minoranza. La mossa successiva, ipotizza sempre il quotidiano abruzzese, sarà con ogni probabilità, la fusione tra Banca Tercas e Banca Caripe in un unico istituto e l'avvio di un piano industriale che consenta di mettere a frutto tutte le sinergie tra i back-office di Bari e Teramo.

La Banca popolare di Bari ha tutto l'interesse ad occupare il territorio abruzzese in quanto non ci sono duplicati di filiali in quanto non ha una presenza significativa in Abruzzo.
«E' difficile competere con la banca barese data anche la situazione della Tercas», commenta il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo. «Bisognerebbe tentare almeno di salvare la Caripe che pur orbitando nella galassia Tercas ha un'identità autonoma».

Alla fine degli anni novanta il 75% dell'intermediazione del sistema bancario abruzzese (raccolta ed impieghi) era in mano delle banche del territorio ossia le quattro casse di risparmio, le diverse banche popolari e le casse rurali. Il sistema produttivo abruzzese si irrobustiva nei diversi poli grazie a tale sistema che guardava al territorio senza imbarcarsi, salvo qualche rara eccezione, in voli pindarici.
Rifondazione Comunista già a quel tempo aveva lanciato - «inascoltata», sottolinea oggi Acerbo - l'idea di una fusione delle quattro casse di risparmio per rafforzarne la patrimonializzazione e per mettere in atto delle sinergie in grado di sfruttare le loro capacità operative e per affrontare in anticipo le problematiche della globalizzazione che si affacciava all'orizzonte.
«Il bieco campanilismo e le laute poltrone nonchè interessi clientelari», contesta il consigliere regionale, «non permisero l'avvio di un'operazione che sarebbe stata salutare per l'economia abruzzese e che presentava notevoli spunti di dinamismo».
Negli ultimi due anni lo scenario locale è totalmente cambiato: la Bper ha incorporato la Cassa di risparmio di l'Aquila, la Banca popolare di Lanciano e la Serfina nella BPER. A ciò si aggiunge la crisi del gruppo Tercas che sembrava predatore e invece si è ritrovato preda. «A quanto pare», commenta amareggiato Acerbo, «non è più possibile salvaguardare l'identità abruzzese del gruppo Tercas. Mentre sul caso analologo che sta avvenendo in Liguria - mi riferisco alla Carige - tutte le istituzioni persino quelle ecclesiali stanno lavorando per salvarne l'identità territoriale locale per la Tercas al di là di interventi di facciata non è stato possibile realizzare un piano industriale di salvataggio e di rilancio».
Ultima notazione il direttore della popolare di Bari, Vincenzo De Bustis ex amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena (2000-2003), considerato amico di Massimo D’Alema, che portò a Siena «per un prezzo considerato allora esorbitante la Banca del Salento» (Alberto Statera a proposito di Fratelli d’Italia, inchiesta sulla massoneria di Ferruccio Pinotti, Rizzoli, 2007).

CHIODI:«LA BANCA ORA E’ SALVA»
«La Tercas è salva. Ora siamo attenti a verificare come Bankitalia declinerà questa operazione».
 Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, rispondendo a una domanda dei giornalisti sul futuro dell'istituto bancario nel corso di una conferenza stampa di presentazione di un piano della Regione da 20 mln di euro di aiuti a disoccupati e imprese.
«Oggi - ha spiegato Chiodi - posso dire che la Tercas è salva grazie all'intervento delle Fondazioni, del fondo interbancario e del partner industriale della Banca Popolare di Bari. Da parte di quest'ultima - ha precisato il Governatore - nessun blitz. I problemi che attengono alla governance sono importanti ma secondari rispetto a una dissennata amministrazione che ha portato a una liquidazione coatta amministrativa. Due giorni fa - ha proseguito Chiodi - la Tercas era in pericolo, oggi da quel provvedimento è salva».

Anche le Fondazioni di Teramo e Pescara confermano che l'operazione di «ricapitalizzazione e rilancio del Gruppo Tercas-Caripe si e' positivamente avviata con il costante impegno delle Fondazioni e con il concorso del Fondo interbancario di garanzia dei depositi e della Banca Popolare di Bari».
 E' quanto si legge in una nota dell'ufficio comunicazione della Fondazione Tercas. «Scopo di questa operazione - prosegue la nota - e' la rapida conclusione della fase di amministrazione straordinaria e la ripresa dell'attivita' ordinaria delle Banche del Gruppo, in un disegno strategico focalizzato sul modello di banca del territorio, capace di sostenere l'economia locale e tutelare i livelli occupazionali».