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Abruzzo. Nasce Forza Italia, Chiodi falco-colomba cerca appoggi per la campagna elettorale

Giuliante chiede un chiarimento nella maggioranza

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Chiodi e Giuliante

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ABRUZZO. Ci sarà la convocazione del Comitato regionale del Pdl, dopo l’azzeramento del partito e delle cariche deciso da Berlusconi a livello nazionale? Oppure nascerà Forza Italia e basta?
L’attuale capogruppo del Pdl Lanfranco Venturoni sembra intenzionato a dare seguito all’incarico ricevuto ma è stato spiazzato dalle vicende romane e si sta consultando con il senatore Filippo Piccone nella sua qualità di (ex?) coordinatore regionale.
Perché se sono decadute le cariche, una convocazione del Pdl sarebbe irrituale e a rischio nullità. Il problema però non è solo organizzativo, ma politico e riguarda il ruolo del presidente Chiodi che è alle prese con il periodo pre-elettorale e sul suo posizionamento all’interno del centrodestra.
Su questo aspetto va registrato l’appello dell’assessore Gianfranco Giuliante che ha sollecitato appunto la convocazione del regionale «per affrontare il combinato disposto della situazione partito e della prospettiva elettorale che a breve ci sarà in Abruzzo».
 Argomento che non appare per nulla superato, anzi sembra addirittura rafforzato dall’azzeramento del Pdl e che forse spiega il tentativo di Chiodi di evitare trappole ed insidie occupando politicamente tutti gli spazi liberi nel centrodestra. Così viene infatti interpretata la sua incursione tra “i falchi” del Pdl, dopo che era stato accreditato come “colomba”.

Infatti ha votato con Berlusconi e contro Alfano per la liquidazione del Pdl, mentre prima era con il senatore Gaetano Quagliariello e con la sua squadra abruzzese, da Piccone alla senatrice Federica Chiavaroli, tutti a fianco di Alfano.
Di fatto con il suo voto pro Berlusconi Chiodi ha azzerato Piccone, anche se questo non sembra un gesto di contrapposizione, ma solo il tentativo di occupare il tavolo dei falchi, in Abruzzo rimasto vuoto.
 Avvicinandosi le elezioni, Chiodi ha bisogno di tutto il centrodestra e non gradisce altri leader in campo, visto che si vuole presentare come capo di una coalizione che va dalle colombe ai falchi e che vuole inglobare anche l’Officina, uno dei gruppi di centrodestra ex An che si va rafforzando in questi giorni.
Infatti, dopo la scontata adesione della Alessandra Petri (il cui fratello – che è un esponente nazionale - è venuto recentemente a Pescara per fare campagna di adesioni) è arrivato anche il consigliere Emiliano Di Matteo, che è stato sempre accreditato come un sostenitore del presidente e che mai gli voterebbe contro. Dunque Chiodi presidia il tavolo delle colombe (Piccone e Paolo Tancredi), ma si dichiara falco e stringe alleanza con l’Officina, mentre i consiglieri ortodossi (da Ricciuti agli altri ex An) lo voteranno comunque.

Più defilata e più motivata la sollecitazione dell’assessore Giuliante, che sta con Forza Italia e con il progetto portato avanti da Altero Matteoli e Raffaele Fitto.
«A questo punto chiedo che si faccia chiarezza all’interno della maggioranza – sostiene Giuliante che preme per una rapida convocazione degli organi regionali – il popolo ex Pdl deve avere un quadro chiaro delle prospettive e degli schieramenti in campo. Nessuna conta in senso stretto, nessuna enfatizzazione delle posizioni in campo, niente che pretenda di assomigliare a rese dei conti tanto deprecabili quanto inutili, ma neanche è pensabile di far passare il messaggio di una concordanza indifferente all’interno del partito delle diverse posizioni in campo».
 Infatti la doppia posizione di Chiodi, ad oggi leader di fatto di una parte e contestualmente candidato presidente di tutti in vista della prossima campagna elettorale, deve comunque fare i conti con le diverse anime del partito che governa l’Abruzzo.
«Serve un patto tra gentiluomini per non inquinare il percorso elettorale e per definire in modo chiaro ed inequivoco che nell’ex Pdl le posizioni riconoscibili diverse – chiarisce ancora Giuliante - e comunque entro pochi giorni formalizzeremo all’ufficio di presidenza in consiglio regionale la richiesta di presa d’atto della costituzione del gruppo di Forza Italia».

Sebastiano Calella