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Pdl: lo strappo di 24 senatori, c’è anche Chiavaroli

«Basta critiche al Governo Letta»

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Gaetano Quagliariello

Gaetano Quagliariello




ROMA. «Non è più possibile tollerare la critica distruttiva e permanente» di parte del Pdl «alla legge di stabilità e all'operato del governo di cui 5 nostri ministri fanno parte e a cui abbiamo riconfermato la fiducia meno di tre settimane fa su indicazione dello stesso presidente Berlusconi».
Lo affermano in una nota congiunta 24 senatori del Pdl, tra i quali c’è anche l’abruzzese Federica Chiavaroli che nei giorni scorsi aveva già preso le distanze dal partito annunciando la fiducia al Governo Letta.
Alla fine il braccio di ferro si era concluso con la vittoria dei ‘dissidenti’ e lo stesso Berlusconi ha detto sì alla prosecuzione del governo delle grandi intese.
A guidare la battaglia, oggi, è il ministro Gaetano Quagliariello (napoletano d’origine ma eletto nella circoscrizione Abruzzo) che ieri in una intervista ha detto senza mezzi termini «è inutile minacciare la crisi, non hanno più i numeri». Il riferimento è ovviamente ai falchi del Pdl.
«Se le linee politiche resteranno inconciliabili bisognerà prenderne atto», ha detto Quagliariello. «Berlusconi, con quel suo colpo di reni sulla fiducia, ha cercato una- conciliabilità. Ma il dibattito dei giorni successivi, così come interpretato da una parte del partito, mi pare che lo abbia smentito».
All’intervista ha replicato la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco che ha definito il ministro azzurro «un traditore»: «sui tradimenti Quagliariello ha ragione. Anch'io non ne farei una questione pregiudiziale. In questo campo lui e' un campione nazionale imbattibile e io mi rimetto serenamente alle sue valutazioni, frutto di una decennale professionalita' maturata sul campo».
Da qui la presa di posizione di 24 senatori, tutti compatti con Quagliariello: «non è tollerabile che i toni e il linguaggio del dibattito politico dentro il Pdl degradino fino al livello utilizzato oggi nei confronti di Quagliariello e in questi giorni nei confronti di coloro che hanno espresso determinate posizioni».
La nota è firmata, oltre che dalla senatrice abruzzese Federica Chiavaroli, anche da Piero Aiello, Andrea Augello, Antonio Azzollini, Laura Bianconi, Giovanni Bilardi, Antonio Stefano Caridi, Riccardo Conti, Francesco Colucci, Luigi Compagna, Nico D'Ascola, Claudio Fazzone, Roberto Formigoni, Antonio Gentile, Carlo Giovanardi, Marcello Gualdani, Giuseppe Marinello, Bruno Mancuso, Paolo Naccarato, Giuseppe Pagano, Maurizio Sacconi, Francesco Scoma, Salvatore Torrisi, Guido Viceconte.
«Non è più possibile tollerare la critica distruttiva e permanente alla legge di stabilità e all'operato del governo di cui cinque nostri ministri fanno parte e a cui abbiamo riconfermato la fiducia meno di tre settimane fa su indicazione dello stesso presidente Berlusconi - aggiungono - Il confronto nel nostro gruppo e nel nostro partito deve riacquistare correttezza. In caso contrario, i reiterati richiami all'unità suonerebbero come moneta falsa, dietro la quale si cela la volontà di determinare una incompatibilità di fatto».