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Ricostruzione, dalla legge di stabilità 300 mln per L’Aquila: «solo un contentino»

Il sindaco ne aveva chiesti 500. «Pronti alla mobilitazione»

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L’AQUILA. «La legge di stabilità non ci dimentica, ma non ci risolve i grossi problemi di carenza di risorse per la ricostruzione».
Lo dice la senatrice aquilana del Pd Stefania Pezzopane commentando le misure per la ricostruzione dell'Aquila contenute nella legge di stabilità: trecento milioni di euro stanziati per il 2014.
«Non ci siamo proprio», sostiene l’esponente del Partito Democratico. «Servono soldi nuovi, soldi freschi. Lo sforzo fatto - aggiunge - soprattutto grazie a Fassina e Legnini, ci aiuta solo nell'immediato, perché con la soluzione adottata la ricostruzione non si ferma. Ma si tratta di un'anticipazione di cassa sulle risorse del decreto emergenza, quel miliardo e 200 ottenuti grazie alla battaglia e all'approvazione del mio emendamento. In sostanza, quelle risorse diventano soltanto disponibili subito invece che spalmate in 6 anni, sono risorse anticipate. Ma rimangono invariate, senza ulteriori finanziamenti».
Pezzopane fa sapere che adesso approfondirà la relazione tecnica per verificare meglio le procedure previste. Ma quanto inserito nella legge di stabilità «è assolutamente insufficiente».
«Non solo mantengo la mia interrogazione e sto raccogliendo le adesioni di tanti senatori, ma soprattutto appena avrò il testo del ddl approvato dal governo preparerò appositi emendamenti».
Pezzopane ha già concordato con il sindaco Dell'Aquila, Massimo Cialente, un incontro per venerdì prossimo. Ci saranno anche i sindaci degli altri comuni, i sindacati e le categorie produttive.
«E' necessario organizzare le iniziative da intraprendere e la mobilitazione necessaria», dice la senatrice, «Anticipando il miliardo e 200 milioni partono altri progetti, ma in pochi mesi si consumeranno queste risorse e rimarremo a secco. Va riaperta la questione in Europa sulla cassa depositi e prestiti e bisogna prendere fondi nuovi dalle risorse della coesione territoriale. Il ministro Trigilia batta un colpo».
Sulla stessa linea anche Confartigianato che parla di «deludente contentino»
«Il cuore della nostra citta' e dei nostri borghi, con queste scarse risorse, continueranno ad essere fermi, desolatamente vuoti e tristi ancora per molti anni»: il grido di dolore si leva dal presidente di Confartigianato Abruzzo, Angelo Taffo, preoccupato sia per il futuro del capoluogo che per le sorti economiche della regione. «La cifra richiesta dal sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, era di 500 milioni di euro. Chiediamo ai parlamentari abruzzesi un intervento radicale e deciso. E' il momento di fare squadra - conclude Taffo - perche' quello della ricostruzione e' un problema indifferibile di tutta la regione e da problema, con le giuste risorse, potrebbe tramutarsi in un insostituibile volano di sviluppo per l'economia regionale ed un' opportunita' di lavoro per tutti gli abruzzesi»-

400 MLN PER VELOCIZZARE LINEA ADRIATICA E’ PASSO IMPORTANTE
Nella legge di stabilità, approvata la scorsa notte dal Consiglio dei ministri, è previsto anche il finanziamento di 400 milioni di euro per avviare una prima fase del programma di velocizzazione delle Ferrovie sulla dorsale Adriatica. Si tratta di interventi a prevalente contenuto tecnologico finalizzati a conseguire una netta riduzione dei tempi di percorrenza nei diversi tratti compresi sulla linea tra Bologna e Lecce. Lo ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini. «E’ un risultato molto importante per l’Abruzzo e per le regioni adriatiche che abbiamo invocato da tempo e che finalmente vediamo concretizzarsi», spiega Legnini. «Adesso bisogna progettare rapidamente gli interventi e realizzarli per abbattere i tempi di percorrenza. E’ un primo grande passo che contribuisce a farci uscire dal rischio di isolamento dal trasporto ferroviario veloce, che più volte ho denunciato, e si pone in coerenza con l’obiettivo di più lungo periodo di riagganciare l’Alta Velocità. Mi auguro, infatti, che in sede europea sarà affrontata, quanto prima, la questione del prolungamento del corridoio Baltico-Adriatico, che oggi arriva fino a Ravenna».