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Alitalia, Letta: «l'importante era salvare AirOne». Usb: «parole gravi ed in ritardo di 5 anni»

Le dichiarazioni del premier sull’operazione Fenice

Redazione Pdn

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Carlo Toto

Carlo Toto

ABRUZZO. Tutta l’operazione (soprannominata ‘Fenice’) che portò alla privatizzazione di Alitalia sarebbe stata gestita con un unico scopo: non salvare la compagnia di bandiera ma salvare l'Air One dell'imprenditore teatino Carlo Toto.
Lo ha detto nei giorni scorsi il premier Enrico Letta che ha parlato precisamente di «una strada condizionata dall'obiettivo dell' integrazione coatta tra Alitalia ed Air One, che aveva alla base la volontà di salvare Air One».
La Compagnia Aerea Italiana vera e propria, nota anche con l'acronimo CAI, è nata come S.r.l. il 26 agosto 2008 su iniziativa dell'istituto bancario Intesa Sanpaolo col proposito di rilevare il marchio e le attività della vecchia Alitalia e di Air One
«Come è noto», ha ricostruito due giorni fa Il Sole24 Ore, «il grande regista finanziario dell'operazione fu Corrado Passera, allora amministratore delegato di una Banca Intesa -divenuta azionista di Alitalia- nel pieno della sua stagione da "banca di sistema". Che l'acquisto di Air One da parte dell'Alitalia presentasse molte ombre emerse già all'epoca. Che ruolo ebbe Toto, patron di una compagnia con seri problemi di efficienza e molti debiti che vennero poi scaricati su Alitalia? Cai, la società dei piloti-industriali, comprò prima Aliatalia per circa un miliardo, e poi, neanche un mese dopo, Air One (63 aerei contro i 93 Alitalia e con una quota di mercato pari al 30% di quella Alitalia) più o meno per la stessa cifra. Toto userà poi parte del ricavato per acquistare (a debito) nuovi aeroplani che verranno poi "affittati" ad Alitalia, la cui convenienza ad un'operazione del genere era, e resta, avvolta nella nebbia».

Il 3 ottobre 2008 l'ambasciata statunitense a Roma trasmise un cable (rilasciato nel 2011 da Wikileaks) in cui contesta l'acquisizione dell'azienda pubblica da parte di CAI, paragonandola negativamente ad altre vicende simili già accadute nel paese, che, a dire del relatore, invece di favorire la concorrenza creavano dei monopoli de facto a svantaggio del paese e dell'utenza.
Oggi l’assetto finale della compagnia prevede la gestione dei voli regionali e di apporto da parte della controllata Alitalia CityLiner (ex Air One CityLiner) e del ramo low cost da parte di Air One.
«Le parole rilasciate da Letta», commenta adesso Francesco Staccioli del sindacato Usb lavoro privato trasporto aereo, «sul fatto che l'operazione fosse stata ideata per salvare AirOne e i crediti di Banca Intesa sacrificando sull'altare Alitalia e le sue migliaia di dipendenti sono la clamorosa verità che tutti sapevano ma che nessuno ha mai osato dire su una delle pagine più orrende della storia sindacale e industriale di questo Paese».
Per Staccioli, dunque, le dichiarazioni del premier sarebbero arrivate «con ben 5 anni di ritardo» e questo «non allevia di certo le pene dei circa 10.000 dipendenti dell'ex compagnia di bandiera che hanno perso il posto di lavoro nel 2009, metà delle quali non matureranno alcun requisito pensionistico entro il 2015».

Per questo Usb chiede che alle parole Letta «faccia seguire un'assunzione di responsabilità che eviti di commettere quegli errori strategici che hanno drammaticamente riportato la compagnia al punto di partenza in meno di 5 anni. Ad oggi sembra che la raggiunta e faticosa ricapitalizzazione di Alitalia sia servita più a passare la nottata che a progettare un futuro, mancando ancora di un piano industriale che chiarisca missione e alleanze future».

USB sta chiedendo che si faccia esattamente l'opposto del piano fenice: «si rilanci la capacità produttiva della Compagnia e la riacquisizione di rotte e traffico remunerativo, si arrivi finalmente a dotare il settore di regole comuni di cui si parla dal 2003 e che si pratichi la solidarietà dentro e tra le categorie per evitare altri esuberi. Dovremmo già chiederci piuttosto come recuperare quelli già sul campo che rappresentano una bomba sociale ad orologeria che comincerà a scoppiare in breve tempo».

+++ TUTTO SULL'OPERAZIONE DI ALITALIA-AIRONE DEL 2007