IL FATTO

Priebke, ancora incertezze sui funerali. E in Abruzzo manifesti di cordoglio

I ‘camerati atessani’ pubblicano manifesti funebri

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Priebke, ancora incertezze sui funerali. E in Abruzzo manifesti di cordoglio

(da Facebook)




ABRUZZO. Non si stoppa l’ondata di polemiche sul luogo dei funerali dell’ex SS Erich Priebke, condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine e morto a Roma venerdì scorso.
Le autorità ecclesiastica hanno detto ufficialmente no alle esequie per l'ex criminale: la linea del Vicariato resta ferma sul diniego a qualunque celebrazione pubblica. Spunta l’ipotesi di un funerale casalingo, dunque: «l’autorità ecclesiastica, considerate tutte le circostanze del caso, ha ritenuto che la preghiera per il defunto e il suo affidamento alla misericordia di Dio - finalità proprie della celebrazione delle esequie religiose - dovessero avvenire in forma strettamente privata, cioè nella casa che ospitava le spoglie del defunto. Pertanto, nel rispetto della legge della Chiesa, non è stata negata la preghiera per il defunto, ma è stata decisa una modalità diversa da quella abituale, riservata e discreta. La proposta è stata rifiutata dall’avvocato del signor Priebke. Pertanto, nel rispetto della normativa canonica, tutti i ministri cattolici, nella diocesi di Roma, si atterranno alle disposizioni stabilite dall’ordinario».

Nei giorni scorsi era stato ricordato il canone 1184 del codice di diritto canonico secondo il quale le esequie possono essere negate dall'ordinario, cioè dal vescovo, «ai peccatori manifesti» che prima della morte non abbiano dato segno di pentimento e ai quali «non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli».

I MANIFESTI AD ATESSA
Intanto in tutta Italia compaiono cartelli in memoria dell’ex capitano delle Ss. Uno, che sta facendo il giro del web, è firmato ‘I camerati Atessani’ e recita «riposa in Pace, capitano». Su Facebook c’è chi chiede alle istituzioni di prendere provvedimenti. Ma lo sdegno non ferma i supporters del criminale tedesco. 

Il sindaco, Nicola Cicchitti, ha presentato un esposto contro ignoti alla Procura di Lanciano. «L'affissione - ha detto il primo cittadino - è avvenuta al di fuori dei controlli della società di affissione e delle agenzie di pompe funebri».

Agli angoli opposti, i manifesti recano due immagini sui Sacri Cuori di Gesù e Maria. «Sono indignato per questo gesto - dice il sindaco Cicchitti -. I manifesti li ho visti ieri sera tardi. Ritengo sia stato un gesto ad opera di fanatici, di qualsiasi provenienza politica essi siano, che non hanno tenuto conto del ricordo e rispetto delle vittime delle Fosse Ardeatine».
Il sindaco, Nicola Cicchitti, ha presentato un esposto contro ignoti alla Procura di Lanciano. «L'affissione - ha detto il primo cittadino - è avvenuta al di fuori dei controlli della società di affissione e delle agenzie di pompe funebri».Agli angoli opposti, i manifesti recano due immagini sui Sacri Cuori di Gesù e Maria. «Sono indignato per questo gesto - dice il sindaco Cicchitti -. I manifesti li ho visti ieri sera tardi. Ritengo sia stato un gesto ad opera di fanatici, di qualsiasi provenienza politica essi siano, che non hanno tenuto conto del ricordo e rispetto delle vittime delle Fosse Ardeatine».
Da quanto si è appreso, i manifesti non sarebbero stati stampati in tipografia ma realizzati in maniera artigianale con un'impostazione grafica presa da internet e impaginati con un computer. Sull'episodio stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Atessa, coordinati dal capitano Massimo Di Lena. Un'informativa sarà inviata nelle prossime ore alla Procura della Repubblica di Lanciano. Si sta verificando se si è trattata di un'iniziativa di autori della zona o di gruppi dell'antagonismo di centrodestra giunti da fuori provincia.
Frasi di cordoglio arrivano anche da Davide D’Amario, responsabile dell’associazione Nuove Sintesi di Teramo: «La nostra associazione china il capo in segno di rispetto alla morte del capitano Erich Priebke. Lo facciamo per non venir meno alla nostra lotta odierna, ma lo dobbiamo anche ad un uomo che ottantenne ha subito per venti anni la più bieca persecuzione. Non vogliamo qui parlare di storia, di quello che avvenne realmente in quel tragico periodo. Vogliamo semplicemente tributare a quest’ uomo che si è spento a 100 anni, il nostro rispetto di italiani. La viltà italiota ha barattato la sua sudditanza verso Il sistema mondialista, facendo pagare ad un uomo indifeso, la propria colpa storica».