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Scuola: proteste studenti in 80 città, basta degrado

Tafferugli a Milano. Carrozza, appello manifestare pacificamente

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CORTEO STUDENTI




ROMA. Decine di migliaia di studenti hanno manifestato ieri in 80 città su tutto il territorio nazionale, per protestare contro il degrado e l'abbandono della scuola e dell'istruzione pubblica.
I cortei sono stati tranquilli e pacifici dappertutto, salvo che a Milano dove si sono verificati tafferugli. E il ministro dell'istruzione, Maria Chiara Carrozza, su Twitter ha fatto appello agli studenti invitandoli a manifestare pacificamente, perché in questo modo saranno più ascoltati. A indire le manifestazioni di ieri sono state le associazioni Unione degli Studenti, Rete della Conoscenza e Link Coordinamento universitario. Lo slogan della protesta, "Non c'è più tempo", fa riferimento all'impoverimento del settore negli ultimi anni: «Non c'è più tempo da perdere con le politiche di austerità. Da parte dell'attuale governo non c'è stata nessuna reale inversione di tendenza. Mentre alla scuola pubblica e al welfare vengono destinate poche briciole, si sceglie di continuare a sprecare risorse per le spese militari, le politiche di respingimento dell'immigrazione, la tutela di speculatori e dei grandi patrimoni», ha sottolineato Roberto Campanelli, coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti.
A Milano la protesta si è focalizzata sull'edilizia scolastica e il corteo degli studenti voleva raggiungere la sede della Provincia per «denunciare lo stato spesso fatiscente di molti istituti». 

Arrivato in prossimità della sede della Provincia, blindata per l'occasione, il corteo studentesco ha tentato di sfondare il cordone delle forze dell'ordine: per due volte la testa della manifestazione ha provato a superare gli agenti, venendo sempre respinti dagli scudi. Durante i due tentativi dal corteo è iniziato anche un fitto lancio di oggetti in direzione degli agenti, tra cui un espositore di riviste in ferro. Alcune centinaia di ragazzi poi si sono staccati dal corteo e hanno cercato di raggiungere la sede dell'Agenzia delle entrate ma sono stati fermati dagli agenti. Il corteo ha quindi cercato di raggiungere il palazzo della Regione, ma si è poi fermato a distanza di sicurezza; i ragazzi hanno srotolato una lunga rete arancione da cantiere per simboleggiare la loro contrarietà a Expo 2015 e più in generale alle grandi opere.
«Quei soldi - hanno detto - dovrebbero essere destinati all'edilizia scolastica e alla scuola pubblica». A Cagliari gli studenti sono scesi in piazza anche contro il caro libri e il caro trasporti pubblici e si sono uniti ai giovani del Sulcis che da ieri sera protestano per il diritto al lavoro. A Bologna, i ragazzi hanno sfilato per le strade del centro anche in segno di solidarietà con le vittime del naufragio di Lampedusa, per le quali hanno inscenato un flash mob.
Striscioni contro la Bossi-Fini a Genova, e anche a Roma gli studenti hanno inalberato striscioni contro la legge sull'immigrazione. Risvolto "ambientale" invece a Napoli, dove si è manifestato anche per denunciare il dramma della Terra dei Fuochi, la zona della Campania ad alto degrado ambientale. Sit-in davanti alla Regione Puglia per gli studenti a Bari, che sono stati ricevuti dall'assessore allo studio Alba Sasso. Striscioni contro i tagli e per chiedere la messa in sicurezza degli edifici sono stati posizionati invece dagli studenti a Pescara davanti alle principali scuole della città.