FESTIVAL DELL'ACQUA

Abruzzo. Gabrielli: «L’Aquila torni alla lucentezza che le spetta. Non abbassare la guardia»

Per il capo della Protezione Civile :«Italia cade a pezzi per dissesto suolo»

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Gabrielli

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L’AQUILA. «L'Italia cade a pezzi» per colpa del dissesto idrogeologico ed per questo che nonostante non ci siano molte risorse «non bisogna abbassare la guardia».
Così il capo della Protezione civile Franco Gabrielli intervenendo al Festival dell'acqua, organizzato da Federutility a L'Aquila, dove ieri ci si è concentrati sul rischio dissesto suolo e sul terremoto.
«Per me tornare a L'Aquila - afferma Gabrielli - è una soddisfazione da un lato ma di anche di dolore per l'altro finché questa città non sarà tornata non dico all'antico splendore ma almeno alla lucentezza che le spetta. Per me è sempre una ferita aperta».
Gabrielli è stato prefetto della città proprio nel periodo del tragico sisma.
«In un territorio come questo che deve necessariamente ripartire sotto tutti i punti di vista è ovvio che è un tema di attualità, però per fortuna tra i tanti problemi di cui tratto, questo non è sotto la mia responsabilità. L' Abruzzo è un contesto geografico più ampio della realtà del cratere del terremoto, quindi in questi anni con una parte del territorio i rapporti sono stati assolutamente normali, ordinari, tesi a far crescere nelle altre province della regione questa necessaria cultura di protezione civile».
«Poi - ha osservato - c'è il territorio aquilano più propriamente detto che poi non coincide nemmeno con l' intera provincia dell' Aquila, dove questa ferita ancora aperta, ancora così non solo visibile nelle macerie, nella distruzione ma credo anche nel tessuto sociale, ovviamente molto spesso rende i rapporti più complicati e più difficili». Gabrielli ha poi spiegato che i «piani di emergenza contro terremoti e alluvioni rimangono nei cassetti polverati. Quando si verificano emergenze ambientali alla Protezione civile viene chiesto di fare presto, mentre noi vorremmo dire “fate prima”, perchè la prevenzione è l’unica misura vera di gestione delle emergenze. La pianificazione dei rischi non può più attendere».

DISSESTO IDROGEOLOGICO: 5 MLN DI ITALIANI A RISCHIO
In base agli ultimi dati di Legambiente sul dissesto idrogeologico oltre cinque milioni di italiani vivono in zone pericolose esposte a frane e alluvioni, e più di 6.500 comuni (l'82% del totale) hanno aree a rischio idrogeologico. La superficie critica si estende per oltre 29.500 kmq (il 9,8%) del territorio nazionale.
«In alcune aree del Paese – ha continuato Gabrielli – lo stato delle reti è da paese in via di sviluppo. Le reti del servizio idrico, elettrico e del gas non possono non essere poste all’interno della pianificazione del rischio e delle emergenze. La collaborazione con soggetti come Federutility è indispensabile, dobbiamo fare prevenzione facendo sistema, in modo da accrescere il livello di resilienza del nostro territorio».

LA PREVENZIONE COSTA MENO DEI SOCCORSI
Alle parole di Gabrielli si sono associate quelle del Sottosegretario alle Infrastrutture Erasmo D’Angelis. «Ammontano a 5 mld all’anno dal 1945 ad oggi i costi economici delle riparazioni e dei risarcimenti per alluvioni e terremoti, costi cui si aggiungono quelli drammatici delle vittime: è un costo pazzesco, soprattutto perché la prevenzione costa meno. Siamo tra i paesi più esposti a questi rischi, dobbiamo mettere in sicurezza il territorio e dobbiamo fare presto. I primi 300 mln stanziati dal governo con il decreto edilizia per i Comuni sono un primo segnale di una nuova prassi».
Il sottosegretario ha poi annunciato che nella legge di stabilità saranno previste per il sistema idrico «le prime risorse di sostegno da affiancare a quelle fondamentali della tariffa per garantire un servizio universale efficiente a tutti gli italiani».
Il Festival dell’Acqua si concluderà oggi con un appuntamento dedicato al diritto universale all’Acqua: “Dissetare il mondo: esempi e strumenti verso Expo 2015”. Lo stato dell’arte degli Obiettivi del Millennio (Onu, 2010) fino alla proiezione verso Expo 2015, che nell’Acqua avrà uno dei temi fondamentali.
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