FESTIVAL DELL'ACQUA

Abruzzo. Grasso, «anche la mafia cerca di entrare nel ciclo dell’ acqua»

«E' bene comune, cittadini e istituzioni siano più rispettosi»

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Pietro Grasso

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L'AQUILA. Anche le mafie cercano di entrare nell'intero ciclo dell'acqua.
Una risorsa che è un «bene comune» e verso cui i cittadini dovrebbero essere più rispettosi, visto la crescente «penuria» e «scarsità».
Questo il pensiero del presidente del Senato Pietro Grasso contenuto in un messaggio inviato al Festival dell'acqua, organizzato da Federutility a L'Aquila, dove sarebbe dovuto intervenire - nella serata di ieri prima dello spettacolo teatrale 'Per non morire di mafia' - per parlare di legalità.
«Desidero esprimere il mio sincero plauso per questa manifestazione - osserva Grasso - che costituisce una preziosa occasione per porre una maggiore attenzione sul delicato tema dei rapporti tra legalità e acqua. L'acqua non è come la terra, non può essere di proprietà. E' un bene fondamentale e necessario ed è un bene comune, peraltro in crescente penuria. Il suo sfruttamento e la sua distribuzione alla cittadinanza ha degli inevitabili risvolti economici e richiama troppo spesso le attenzioni della criminalità organizzata - prosegue il presidente del Senato - sempre più spesso le mafie cercano di inserirsi attraverso fenomeni corruttivi nell'intero ciclo dell'acqua, per avere in tal modo il controllo delle energie e quindi anche del territorio».
Serve da parte di tutti «i cittadini un atteggiamento di maggiore consapevolezza rispetto all'uso e all'abuso delle risorse idriche. Ma anche le istituzioni devono fare la loro parte, investendo di più nella manutenzione e nell'adeguamento dei sistemi idrici, promuovendo la massima trasparenza nelle procedure di appalto per l'assegnazione dei servizi idrici, vigilando affinchè gli enti di gestione non vengano contaminati dalle infiltrazioni mafiose».

M5S CONTRO IL FESTIVAL
Intanto il M5S dell'Aquila «si schiera fermamente al fianco dei "Movimenti per l'Acqua Pubblica" impegnati nella contestazione al Festival dell'Acqua ». La manifestazione che, tra dibattiti, convegni e spettacoli, «sembrerebbe volta a celebrare il valore dell'"oro blu", rappresenta - come viene riportato dal Forum nazionale dei movimenti per l'Acqua - il tentativo degli organizzatori di ripulire la propria immagine ed è volto a distogliere l'attenzione dalle loro responsabilità riguardo alla mercificazione di tale bene. L'evento è infatti organizzato da Federutility, cioè la Federazione di una serie di Società quotate in borsa (Iren, Acea, Hera, Veolia) non aventi nulla a che fare con la gestione pubblica delle risorse idriche e il cui unico interesse riguardo a l'Acqua è piuttosto quello di speculare. Tale attività risulta a nostro avviso in totale contrasto con i recenti referendum del 2011 - dice la nota del M5S - grazie ai quali è stato ribadito che l'Acqua è un Bene pubblico inalienabile su cui deve essere impedita ogni forma di profitto»