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Abruzzo. Inquinamento Bussi: ministro Orlando: «presto scriveremo la parola fine»

Oggi sfumato l’incontro in Provincia

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Abruzzo. Inquinamento Bussi: ministro Orlando: «presto scriveremo la parola fine»

Il ministro Orlando

L’AQUILA. «Sono state trasferite finalmente al commissario le risorse, convocherò nei prossimi giorni un tavolo per mettere una parola finale su questo tema».
Lo ha detto il ministro dell' Ambiente, Andrea Orlando, a margine di una tavola rotonda all'Aquila sul Festival dell'acqua, rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto notizie sul 'caso' dell' inquinamento del sito industriale di Bussi.
«Da mesi - ha dichiarato - stiamo lavorando nell' attività istruttoria, adesso credo sia importante definire le priorità anche alla luce degli studi e delle analisi che sono state fatte che evidenziano una preoccupante prosecuzione dell' attivita' inquinante nel fiume con conseguenze che sono arrivate persino a contaminare il porto di Pescara. Quindi e' assolutamente fondamentale adesso definire gli interventi piu' urgenti per impedire che questo fenomeno prosegua, poi le altre vicende in qualche modo devono essere contemperate, devono essere tenute in adeguata considerazione. Ma cio' che noi dobbiamo fare prioritariamente, con urgenza - naturalmente se gli ulteriori accertamenti che sto disponendo confermeranno questi elementi - e' quella di interrompere un' azione inquinante che rischia di provocare ulteriori danni per l' uomo e la natura».

Per il sito Sin (Sito di interesse nazionale) le risorse stanziate sono pari a 50 milioni, come confermato dal ministro Orlando. Oggi il ministro doveva recarsi a Pescara proprio per un confronto sul sito di Bussi ma per via del Consiglio dei ministri programmato in giornata non andrà.
Oggi parla di «studi allarmanti» che «se confermati dalle verifiche» porterebbero all'urgenza di «bloccare per prima cosa l'inquinamento».
Il Movimento 5 Stelle contesta invece «le assurde» parole del presidente della Provincia Guerino Testa secondo il quale la bonifica andrebbe effettuata solo in presenza di un piano industriale: «come se la salute di centinaia di migliaia di abruzzesi», replica il deputato Gianluca Vacca, «non fosse un motivo sufficiente per cominciare a sanare una delle catastrofi ambientali e sanitarie peggiori della nostra storia».
Per il Movimento 5 Stelle il vero problema è che il governo Letta «non ha soluzioni, non ha risorse (tranne che per gli aerei F35, la TAV e Expò 2015 di Milano); qualcuno pensa al danno ambientale e alla salute del cittadino? Non raccontiamoci le favole, non c’è volontà politica di bonificare l’area forse perché con gli scavi potremmo trovare di tutto, e forse perché in fondo il Ministro Orlando e il Governo Letta non risponde agli interessi dei cittadini ma di altri. Ricordiamo che questo governo ha provato ad eliminare, di fatto, l'obbligo delle bonifiche da parte delle aziende inquinanti, con una norma del Decreto del fare che anche grazie alla nostra opposizione parlamentare è stata bloccata».

IL PETROLIO
Ma a L’Aquila il ministro Orlando ha parlato anche del progetto Ombrina al largo delle coste abruzzesi e ha chiarito che «entro fine mese» farà il punto della situazione. Il ministro ha chiesto oltre alla Valutazione di impatto ambientale (Via), anche l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Per ora, aggiunge Orlando, «stiamo andando in questa direzione in buona armonia con la Regione».
«Nonostante la chiara volontà dei cittadini che non vogliono i pozzi di petrolio», continua Vacca, «nonostante le tantissime dichiarazioni “contro” dei politici locali – compresi quelli che appoggiano il governo o sono al governo – il ministro rimanda, differisce, scopre il fianco e subisce i ricorsi delle società petrolifere,e insieme a lui il sottosegretario Legnini, le cui promesse sono ancora in attesa di un reale riscontro; basterebbe, invece, un “Decreto del Fare il bene de cittadino” o l’approvazione in Parlamento di 1 dei 7 disegni di legge depositati (esiste almeno una proposta legislativa per schieramento politico) che mira a bloccare le petrolizzazioni e tutto sarebbe risolto. La verità, però, è che non vogliono bloccare le petrolizzazioni, non vogliono bonificare la discarica di Bussi, non vogliono l’acqua pubblica e rimandano tutto in attesa delle prossime elezioni regionali in cui prometteranno, sperando di raccogliere voti, e poi rimarrà tutto come ora».

CASTRICONE: «NON CI SARANNO EQUIVOCI SU USO RISORSE»
 «In queste ore – commenta il parlamentare del Pd Antonio Castricone – è stata sollevata qualche preoccupazione rispetto all'utilizzo dei fondi e su questo, insieme con i parlamentari abruzzesi del PD e di chi vorrà dare il proprio contributo, ribadirò la ferma volontà affinché queste importanti risorse siano utilizzate esattamente come indicato nel decreto quindi mantenendo fermo l'obiettivo della reindustrializzazione del sito di Bussi. Avendo parlato personalmente con il Ministro, sono convinto che non ci saranno equivoci rispetto alle cose da fare e la sua mancata visita non ci impedirà certo di vigilare e favorire il rapido utilizzo dei fondi e di invitare il Ministro in Abruzzo per confrontarsi e dialogare con tutti i rappresentanti del territorio. Questo avverrà già nelle prossime ore».