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Abruzzo. Bussi, la farsa della bonifica e della reindustrializzazione: oggi non arriva il ministro

Mille ostacoli mai risolti in sette anni, soldi che non ci sono: solo appelli e promesse

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L'area da bonificare

BUSSI. In sette anni -da quando le mega discariche sono state scoperte dalla Forestale- non è stato fatto nulla.
Solo da un paio di anni una parte della zona è stata messa in sicurezza (provvisoria). Per la bonifica la politica non sa che pesci prendere, occorrono centinaia di milioni di euro ma nessuno sa dove prenderli e anche smaltire i veleni di 100 anni di Montedison è una incognita al momento senza soluzioni.
Eppure si parla di reindustrializzazione il che implica o costruire fabbriche sopra le mega discariche (?) oppure prima si bonifica e poi si pensa alle fabbriche. Intanto oggi pomeriggio non arriverà come previsto il ministro Andrea Orlando. Appuntamento alle 16 alla Provincia di Pescara.

LO STATO DELL’ARTE: TOTO PER ORA NON C’E’
Tra le tante notizie emerse in questi anni anche quella di un interessamento del gruppo Toto spa che però non avrebbe mai presentato il progetto preliminare e, dunque, per il governo «non è un interlocutore».
Il Comune di Bussi intanto ha pubblicato un bando per cercare nuovi soggetti con i quali trattare la bonifica dell’area ed il suo futuro. La scadenza è prevista per il 5 novembre 2013.
In sette anni però non è stato fatto nulla e l’impressione è stata che le istituzioni si siano adagiate nell’attesa della definizione dei processi in corso, come se la giustizia fosse un fulmine.
Invece, guarda le coincidenze, proprio per il caso Bussi si è rivelato essere una lumaca zoppa al rallenty: non solo lentezza ma anche inciampi ed errori che hanno fatto del procedimento una sorta di gioco dell’oca con due passi avanti e tre indietro. Dunque difficile immaginare sentenze definitive prima di 5-7 anni dopodichè bisognerà pensare alle cause civili che le istituzioni pubbliche potrebbero intentare alla Montedison per richiedere il risarcimento danni. Insomma prima di 10 anni non ci saranno definizioni giudiziarie del caso. Allora che si fa?
Nulla, sette anni sono già passati invano.
Al massimo si parla, c’è qualcuno che si agita provando a dare l’impressione che si faccia qualcosa.

LA CARATTERIZZAZIONE DELL’AREA
Il fatto che nessuno stia pensando davvero alla bonifica viene provato in maniera schiacciante dal fatto che in sette anni a nessuno è venuto in mente che occorre la “caratterizzazione dell’area inquinata” una sorta di radiografia approfondita dell’area che dica quanti veleni ci sono , quali, in che percentuale e dove. Senza questo costoso studio è impensabile agire con una bonifica. Perché non si è fatto finora?

COMMISIONE EUROPEA E VIOLAZIONE DIRETTIVA DISCARICHE
Arrivano allora nuove grane e infrazioni per l’Italia dall’Europa?
Le associazioni del Comitato Bussiciriguarda , hanno, da oltre un mese, inoltrato alla Commissione Europea un esposto - stilato dall’avvocato Veronica Dini – per Violazione della Direttiva Discariche, in relazione all’abbandono sostanziale dei veleni di Tre Monti a Bussi.
Secondo le associazioni le leggi dello Stato imponevano una messa in sicurezza definitiva.
«Ancora oggi», dicono le associazioni, «l’intera popolazione della nostra vallata, l’area più densamente popolata di tutto l’Abruzzo, è costretta a subire, come se niente fosse, le conseguenze di un inquinamento chimico da sostanze tra le più terribili fra quelle dall’uomo sintetizzate. Riteniamo però che il Ministro Orlando possa e, ci auguriamo, voglia cambiare passo e provare ad evitare le sanzioni europee, rientrando nel rispetto delle leggi e della salute delle popolazioni».

TESTA:«ARRIVA IL MINISTRO CHE ANNUNCIA LA BONIFICA»
Il presidente della Provincia Guerino Testa ha ieri divulgato una lettera al presidente Chiodi per informarlo che «arriverà il ministro dell'Ambiente Orlando per annunciare l'intervento di bonifica a Bussi sul Tirino. Un'opera molto attesa che, però, rischia di deludere le aspettative dei cittadini abruzzesi, oltre che delle istituzioni».
Testa conferma che l’intervento (per cui il governo ha stanziato 50 milioni, una cifra ampiamente al di sotto del necessario) non sarà portato avanti seguendo le indicazioni del decreto 225/2010, che prevede la bonifica del sito industriale e dei siti limitrofi ai fini della reindustrializzazione.
«La bonifica interesserà solo i siti limitrofi e ciò vuol dire che saranno lasciate inascoltate le esigenze della comunità», scrive Testa, «e che nell'area del sito industriale non ci saranno più possibilità di nuovi insediamenti, nonostante sembrano ci siano già degli imprenditori interessati, come dimostrano le istanze pervenute al Comune di Bussi a seguito di un avviso pubblico. Vi prego di intervenire quanto prima su questa vicenda delicatissima per evitare che quella di domani sia una passerella politica, eticamente discutibile, in vista delle prossime elezioni».

IL SINDACO DI BUSSI:«LA PRIORITA’ DELLA BONIFICA E’ LEGATA AL LAVORO»
Il sindaco di Bussi sul Tirino, Salvatore Lagatta, invece aspettando il ministro ha ribadito la posizione del Comune sulla bonifica e la reindustrializzazione.
«I 50 milioni di euro stornati dai fondi per il terremoto del 2009 - dice il sindaco - erano finalizzati al rilancio dello sviluppo economico ed occupazionale dell'area di Bussi, come area interessata al sisma del 2009. Era un impegno politico preciso che poi è stato cristallizzato in un decreto legge (il n. 225/2010). Quel decreto - ricorda il primo cittadino - stabilisce un vincolo funzionale all'utilizzo dei 50 milioni, nel senso che queste somme vanno utilizzate per la bonifica del sito industriale e dei siti limitrofi, ai fini della reindustrializzazione. Mi auguro quindi che domani il ministro Orlando arrivi sul nostro territorio proprio per annunciare un intervento in tal senso. D'altronde», aggiunge il sindaco, «al nostro avviso del 5 settembre per la ricerca di investitori interessati al sito di Bussi sono già arrivate diverse proposte, protocollate al Comune, di imprenditori interessati all'insediamento su queste aree. L'avviso scade il 5 novembre».
Lagatta conclude facendo notare che «a Bussi il problema occupazionale resta prioritario perché, mentre si attende di dare attuazione al decreto 225/2010, la Solvay Chimica Bussi porta avanti il piano di smantellamento delle attività produttive».