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Rai: fronte M5s per proteggere Fico, mailbombing e "catene"

#iostoconfico, aderiscono anche gli abruzzesi

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Rai: fronte M5s per proteggere Fico, mailbombing e "catene"

Roberto Fico




ROMA. Un 'mail-bombing', il twitteraggio all'hashtag #iostoconfico e, addirittura, un deputato che minaccia di "incatenarsi" davanti il Parlamento.
Parte sulla rete la difesa del Movimento del presidente della Vigilanza, Roberto Fico, di cui sono state chieste le dimissioni dall'organismo dopo l'iniziativa di protesta a viale Mazzini con Beppe Grillo.
«I partiti non hanno mai chiesto le dimissioni dei delinquenti in Parlamento o dei 5 saggi indagati. Fico però lo vogliono fuori» commenta su Twitter Giulia Di Vita. Angelo Tofalo propone invece a tutti gli attivisti ed eletti di scrivere «'Io sto con Fico' a com_rai@camera.it».
«La libertà della Rai è possibile solo se c'è il M5S» dice, tra gli altri, Vega Colonnese che annota, «si richiedono le dimissioni di Roberto ma ci si allea con il Pdl. Viva la coerenza del Pd». «Se dovesse servire sono pronto ad incatenarmi davanti la Camera, sono disposto a compiere ogni azione di disobbedienza civile per far capire ai cittadini che sono governati da bugiardi o delinquenti (le condanne ci sono) da marionette del potere, da colleghi (non tutti) che hanno come unico obiettivo quello di anestetizzare il M5S, ovvero i cittadini nelle istituzioni» scrive invece Alessandro Di Battista su Fb dove aggiunge: «O ci diamo una mossa tutti e la smettiamo di abbassare la testa o ci sarà poco da fare».
«Perchè noi non abbiamo chiesto le dimissioni quando quelli del PDL sono andati davanti al tribunale? Loro potevano farlo???», chiede un altro utente. «E’ un mondo al contrario», si legge sul blog di Beppe Grillo.
Chi chiede le dimissioni di Fico lamenta «un’infrazione all’istituto di garanzia che il presidente di questa Commissione rappresenta» e «l’occupazione della sede di un’azienda del servizio pubblico da parte di chi dovrebbe garantire totale imparzialità» e «da chi dichiara ogni giorno di voler estromettere la politica dalla Rai e poi, fisicamente, la occupa mettendosi a capo di una delegazione di partito. Anche a livello simbolico non va bene. E’ in corso il dibattito sul piano industriale e l’esame del contratto di servizio e non è mai successo che un interlocutore venisse meno al dibattito. Così lei svilisce il nostro ruolo e rende residuale il nostro lavoro».