POLITICA

M5S: «Nel decreto sul femminicidio la ‘furbata’ che annulla cancellazione Province»

Ma il Pd smentisce: «la riforma va avanti»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1681

M5S: «Nel decreto sul femminicidio la ‘furbata’ che annulla cancellazione Province»

ROMA. «E fu così che nel decreto sul femminicidio i furbacchioni di PD e PDL inserirono l'emendamento che annulla la riforma delle Province».
La denuncia arriva dal consigliere comunale M5S a Bologna, Max Bugani, che lancia l’allarme sul blog di Beppe Grillo.
Si legge nel post: «anni ed anni a riempirsi la bocca di paroloni sulla riduzione dei costi e sulla abolizione delle province e poi, come sempre, la dura realtà: fanno tutto il contrario di quello che dicono. Sono solo dei quaqquaraquà, tutti chiacchiere e distintivo, solo chiacchiere e distintivo. In un solo colpo hanno sporcato l'importantissima legge sul femminicidio e hanno rilanciato enormi costi che graveranno ovviamente sulle tasche degli italiani. L'Iva al 22%, l'Imu la pagheremo con una salata service-tax, la Tares a cifre da capogiro, la benzina a costi mostruosi, luce acqua e gas sempre in aumento e la disoccupazione a livelli drammatici».
Il Partito Democratico smentisce e assicura che «la riforma non è in discussione. E i deputati Cinque Stelle si erano astenuti su quell'emendamento».

Ma cosa è successo in concreto? Nel decreto sul femminicidio è spuntato a sorpresa un nuovo emendamento firmato da Gianclaudio Bressa del Pd, che vanificherebbe l’ultima proroga del commissariamento dei consigli provinciali in scadenza bloccandola al 31 dicembre 2013. «Questo è il via libera alle prossime elezioni dei consigli provinciali, a partire da gennaio 2014», spiega Danilo Toninelli del Movimento 5 Stelle. «In assenza di una riforma con legge ordinaria, approvata entro fine anno, si andrà al voto normalmente, senza modifiche di alcun genere, senza riduzione di funzioni e numero di consiglieri».
Gianclaudio Bressa del Pd, però, smentisce e spiega così la situazione: «Lo scopo dell'emendamento, è quello di evitare che la corte costituzionale possa intervenire e annullare il provvedimento, come è già accaduto con il salva Italia del governo Monti. La riforma delle Province ha subìto un'accelerazione poichè sul ddl il governo ha posto l'urgenza e ed entro la metà di novembre sarà al voto dell'aula. Quanto ai commissariamenti, prorogati dalla legge di stabilità dello scorso anno fino al dicembre 2013, potranno essere di nuovo prorogati con la prossima legge di stabilità. Le chiacchiere, dunque, le fa Bugani e il distintivo del disinformato e del dilettante se lo appiccica lui».