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Corte Europea e treni: «obbligatorio indennizzo al viaggiatore se il ritardo supera i 60 minuti»

Anche in caso di maltempo o scioperi

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TRENO FERROVIE

ABRUZZO. La Corte di Giustizia Europea, con la sentenza C-509/11 del 26 settembre scorso ha stabilito che, in caso di ritardo, i viaggiatori dei treni hanno diritto all'indennizzo anche se il ritardo è stato causato da ragioni di forza maggiore, come maltempo o agitazioni sindacali.

Per i giudici di Lussemburgo «l'impresa ferroviaria non può inserire nelle proprie condizioni di trasporto una clausola che la esoneri dall'obbligo di indennizzo».
«Finora Trenitalia», spiega Federconsumatori Abruzzo, «ha tentato in tutti i modi di evitare l'applicazione corretta dell'art. 17 del Regolamento 1371/2007 ( relativo agli obblighi e ai diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario ), ma con la Sentenza della Corte di Giustizia Europea sarà impossibile che i gestori del trasporto ferroviario possano continuare ad applicare scorrettamente il contenuto delle norme europee».
Perciò quando il ritardo dei treni sarà compreso tra i 60 e 119 minuti, i viaggiatori avranno diritto ad un indennizzo del 25% del prezzo del biglietto; se il ritardo eccede i 119 minuti, l'indennizzo sarà del 50% .

Dunque secondo la Corte Europea, che si è espressa su un ricorso proposto dall’impresa ferroviaria austriaca ÖBB-Personenverkehr, «il regolamento non esonera le imprese ferroviarie dall’obbligo d’indennizzo per il prezzo del biglietto qualora il ritardo sia imputabile a un caso di forza maggiore».

La Corte rileva poi che le regole uniformi, che esonerano il trasportatore dall’obbligo di risarcimento in caso di forza maggiore, riguardano esclusivamente il diritto dei viaggiatori al risarcimento del danno conseguente al ritardo o alla soppressione di un treno. Al contrario, l’indennizzo previsto dal regolamento, calcolato sulla base del prezzo del biglietto di trasporto, ha una finalità del tutto diversa, ossia quella di compensare il prezzo pagato dal passeggero come corrispettivo per un servizio che non è stato eseguito conformemente al contratto di trasporto. Si tratta inoltre di una forma di compensazione finanziaria di tipo forfettario e standardizzata, a differenza del regime di responsabilità previsto dalle regole uniformi che implica una valutazione individuale del danno subito. Peraltro, poiché questi due regimi di responsabilità sono completamente diversi, oltre all’indennizzo forfettario i viaggiatori possono anche proporre azioni di risarcimento danni a titolo delle regole uniformi.
La Corte conclude che le cause di esonero della responsabilità del trasportatore previste dalle regole uniformi non sono applicabili nell’ambito del sistema d’indennizzo stabilito dal regolamento. I lavori preparatori del regolamento dimostrano inequivocabilmente che il legislatore dell’Unione ha inteso estendere l’obbligo d’indennizzo ai casi in cui i trasportatori sono esonerati dalla responsabilità di risarcire il danno in forza delle regole uniformi.
La Corte respinge altresì l’applicazione analogica delle regole relative alla forza maggiore contenute nelle disposizioni sui diritti dei passeggeri che utilizzano altri mezzi di trasporto, quali aereo, nave e autobus. Infatti, poiché le diverse modalità di trasporto non sono intercambiabili quanto alle loro condizioni di utilizzo, la situazione delle imprese che operano nei diversi settori del trasporto non è paragonabile.
La Corte risponde quindi che un’impresa ferroviaria non può inserire nelle proprie condizioni generali di trasporto una clausola che la esoneri dall’obbligo d’indennizzo per il prezzo del biglietto in caso di ritardo causato da forza maggiore.