RIFIUTI

No al Sistri: Trasportounito raccoglie le firme e chiede il risarcimento

«Mai entrato in funzione, ci risarciscano»

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No al Sistri: Trasportounito raccoglie le firme e chiede il risarcimento

ROMA. Richiesta cancellazione definitiva del «fallimentare sistema di tracciamento» dei rifiuti e il rimborso alle imprese di contributi e danni subiti.
Il sistema non è mai entrato in funzione e avrebbe dovuto tracciare i trasporti di rifiuti sul territorio nazionale.
«I vantaggi per lo Stato, derivanti dall’applicazione del Sistri», si legge ancora oggi sul sito ufficiale, «saranno molteplici in termini di legalità, prevenzione, trasparenza, efficienza, semplificazione normativa, modernizzazione. Benefici ricadranno anche sul sistema delle imprese. Una più corretta gestione dei rifiuti avrà, infatti, vantaggi sia in termini di riduzione del danno ambientale, sia di eliminazione di forme di concorrenza sleale tra imprese, con un impatto positivo per tutte quelle che, pur sopportando costi maggiori, operano nel rispetto delle regole».
Ma qualcosa non ha funzionato.
«Circa 350.000 imprenditori – denuncia Trasportounito- sono stati obbligati, nel triennio 2010-2012, a versare complessivamente 500 milioni di euro di contributi per adeguarsi alle regole del Sistri acquistando gli appositi dispositivi black box: soldi buttati via, visto il sistema di tracciabilità dei rifiuti non ha mai funzionato. L’unica cosa che ha funzionato - per Trasportounito – è stata invece la macchina degli scandali con un principale indiziato: lo Stato. Tempo perso e denaro sprecato, con pesanti incidenze su bilanci di imprese già quotidianamente costrette a fare i conti con problemi di sopravvivenza e ora il Governo ha deciso di reiterare gli errori del passato: a partire dal 1 ottobre le prime 70.000 imprese torneranno sotto la “tortura improduttiva” del Sistri. Per contro le imprese straniere che trasportano rifiuti in Italia saranno invece assurdamente esentate».
Trasportounito, verificato il risultato «assolutamente fallimentare del Sistri, invita pubblicamente le Imprese ad una raccolta di firme per chiedere al Governo: l’eliminazione totale e definitiva del progetto e la compensazione dalle imposte dei contributi versati e il risarcimento dei danni subiti dalle imprese».
La raccolta delle firme inizierà il prossimo 27 settembre dinanzi alle Camere di Commercio oppure nelle sedi delle Associazioni territoriali di Trasportounito.