GIUSTIZIA AL RISPARMIO

Taglio tribunali, 4 regioni con l’Abruzzo per chiedere referendum abrogativo

La richiesta va presentata entro il 30 settembre

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2256

Taglio tribunali, 4 regioni con l’Abruzzo per chiedere referendum abrogativo


ABRUZZO. L'Organismo Unitario dell'Avvocatura-Oua esprime pieno sostegno alla decisione dei consigli regionali di Marche, Puglia, Calabria, Abruzzo e Basilicata, di convocare un referendum abrogativo della legge di riforma della geografia giudiziaria, come previsto dall'articolo 75 della Costituzione (cinque regioni possono indire un referendum).
Nicola Marino, presidente Oua, ricorda che anche «la Campania, giovedì prossimo prenderà una decisione». «Se, come si prevede, il voto fosse positivo, non solo ci sarebbero i requisiti previsti dalla Costituzione, ma anche un forte segnale politico al Governo».
A inizio agosto, invece, il Consiglio regionale abruzzese ha approvato all'unanimità la delibera di referendum abrogativo che stabilisce la soppressione dei quattro Tribunali minori di Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano. 

«Per questa ragione - conclude Marino - ma anche per gli evidenti errori e per le conseguenti situazioni di caos e confusione registrati su tutto il territorio, ribadiamo la richiesta di sospensione del provvedimento e, con una lettera inviata al premier Letta e al ministro Cancellieri, abbiamo proposto l'urgente convocazione di un tavolo di confronto con la presenza dell'Oua in rappresentanza dell'avvocatura».
Il termine ultimo per proporre alla Cassazione una consultazione referendaria nazionale è il 30 settembre all'apposito Ufficio per le successive fasi di verifica e indizione.
Sono due gli interventi legislativi che regolano il riordino della geografia giudiziaria in Italia: il primo riguarda la chiusura di 31 tribunali ordinari, altrettante procure e di 220 sezioni distaccate; il secondo prevede la soppressione di 667 uffici del giudice di pace.
Molti Consigli dell'Ordine degli Avvocati, le Camere Penali e diversi Comitati costituitisi nelle sedi circondariali hanno avanzato richiesta ai Consigli regionali d'Italia di deliberare la proposizione di referendum abrogativo delle norme in questione.