ISTRUZIONE

Scuola, Napolitano: «in passato troppi tagli e miopie»

Elogia Carrozza che dice ai giovani «politica ha bisogno di voi»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1225

SCUOLA

ROMA. «La scuola negli ultimi anni ha sofferto ristrettezze provocate dalla crisi e ha sofferto, diciamo la verità, di incomprensioni e miopie, di rifiuti e tagli alla cieca, più che di una necessaria lotta contro innegabili sprechi, da parte dei responsabili della cosa pubblica».
Non ha usato mezzi termini il capo dello Stato Giorgio Napolitano, per indicare i mali che hanno colpito la scuola italiana negli ultimi anni. E lo ha fatto nel cortile d'onore della Quirinale, dove ieri pomeriggio ha accolto circa 3 mila giovani, arrivati da tutta Italia, in occasione dell'inaugurazione dell'anno scolastico 2013-2014. Il capo dello Stato ha elogiato gli ultimi provvedimenti adottati dal Governo, «si sta comprendendo che bisogna cambiare strada» e ha dato atto al ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza di essere stata promotrice dell'ultimo decreto approvato 10 giorni fa dal Consiglio dei ministri, «con passione e determinazione».
Il capo dello Stato ha sottolineato che il «capitale umano, è un patrimonio su cui un Paese può contare». Un capitale però che in Italia si sta pericolosamente riducendo, ha osservato Napolitano, ricordando come l'Italia sia agli ultimi posti nell'Unione Europea «per il numero di quanti procedono fino in fondo negli studi». Con il calare delle iscrizioni all'università è, per il presidente, «a rischio il progresso realizzatosi nel lungo periodo precedente» un ritardo che è «particolarmente grave al sud, dove il divario rispetto al resto del Paese aumenta man mano che si passa ai gradi più alti dell'istruzione».
E il presidente della Repubblica non ha dimenticato di ricordare il resto del mondo, «ci sono Paesi nei quali lo stesso poter andare a scuola è una fortunata condizione della cui importanza qui noi non siamo più consapevoli». Il ministro Carrozza ha invece spronato i giovani a riacquistare il gusto per la politica: «la politica ha bisogno di voi e del vostro rinnovamento, ha bisogno di spirito di servizio, onestà, voglia di cambiare e discontinuità» ed ha ricordato che «la scuola è il luogo principe per l'integrazione, il luogo in cui i giovani hanno le prime esperienze di relazioni sociali indipendenti dalle famiglie, in cui convivono con coetanei di altre culture, religioni e tradizioni».