INDUSTRIA IN CRISI

Abruzzo. Vertenza Italcementi, si tratta ancora

E per il cementificio Sacci Testa chiede Task Force

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2174

Abruzzo. Vertenza Italcementi, si tratta ancora

PESCARA. Interlocutorio è stato l’incontro di ieri convocato dal ministro per le riforme istituzionali Gaetano Quagliarello e dal sottosegretario Legnini a Roma.
Alla riunione erano invitati i vertici di Italcementi, che hanno annunciato la chiusura dello stabilimento di Scafa. Il deciso invito ribadito dai due rappresentati del Governo è stato quello di mantenere attiva la presenza dell’impianto (Italcementi opera a Scafa dal 1974) per continuare quel rapporto proficuo con il territorio che non può interrompersi proprio nel momento del massimo sforzo per la ricostruzione post-terremoto.
Sono state messe in evidenza alcune particolarità legate alla eventuale dismissione dello stabilimento Scafa e in particolare la perdita di valore dell'azienda pubblica Sama, in concessione a Italcementi che, al contrario avrebbe dovuto essere rilanciata, e la bonifica del sito, delle strade e dei siti minerari, che la Italcementi dovrebbe assicurare lasciando il territorio.
Ma in queste ore la Provincia resta con il fiato sospeso anche per il destino dei dipendenti della Sacci, il cementificio di Pescara che ha annunciato la chiusura. I lavoratori nei giorni scorsi sono scesi in strada per protesta.
Il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa risponde alla richiesta lanciata dai sindacati di categoria che stanno seguendo la vertenza del cementificio del capoluogo adriatico, dove gli addetti sono in cassa integrazione per crisi aziendale. Testa sollecita la costituzione di «una task force che veda insieme di tutti gli enti locali, e quindi Regione, Provincia e Comune, con il coinvolgimento anche del Governo centrale (ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente), della Camera di Commercio, dell'Università e di tutte quelle realtà che possono avere un ruolo attivo non solo per assicurare un futuro allo stabilimento e ai lavoratori ma possano impegnarsi, in caso di smantellamento, a creare le condizioni per nuovi investimenti in quell'area. Ora la priorità sono i posti di lavoro, conclude Testa, perchè non possiamo subire un'altra ferita a livello occupazionale e dobbiamo tutelare con tutti gli strumenti possibili gli occupati. Nello stesso tempo, senza nasconderci dietro un dito, dobbiamo pensare alla eventualità che la Sacci decida di lasciare per sempre questo territorio e studiare il da farsi».