OPERE E OMISSIONI

Abruzzo. Comitato contro il gasdotto: «Chiodi si inginocchia davanti alla Snam»

La dura replica degli ambientalisti alla decisione della Regione di non difendere la propria legge

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Abruzzo. Comitato contro il gasdotto: «Chiodi si inginocchia davanti alla Snam»

Gianni Chiodi




SULMONA. La notizia che la Giunta regionale ha deciso di non difendere davanti alla Corte Costituzionale la legge sulle centrali di compressione in aree sismiche ha fatto andare su tutte le furie il comitato dei cittadini che da anni chiedono trasparenza e dialogo.

Nella Valle Peligna molti cittadini si sono schierati contro l’opera della Snam, un gasdotto importante per il Paese, adducendo però sempre motivazioni specifiche e dettagliate.

«La scelta della Regione è di una inaudita gravità», dice i lcomitato cittadini per l’ambiente –fermiamo la centrale ed il gasdotto, «Siamo stati facili profeti nel prevedere che ciò sarebbe avvenuto, ma fino all'ultimo abbiamo sperato che non si giungesse fino a questo punto.
Dobbiamo, purtroppo, prendere atto che il Governatore Chiodi con questa decisione si prostra davanti al potere di una multinazionale e rinuncia, in modo ignominioso,  a difendere diritti fondamentali del territorio e dei cittadini abruzzesi. Un personaggio simile, che dimostra una così elevata mancanza di rispetto per l'Istituzione che rappresenta, non merita di stare alla guida dell'Abruzzo un solo minuto in più e ci auguriamo, se avrà l'ardire di ripresentarsi nelle ormai imminenti elezioni regionali, che egli venga  sonoramente rispedito a casa dagli elettori».
Le motivazioni che Chiodi ha cercato di addurre per giustificare il suo irresponsabile comportamento per i cittadini «sono totalmente inconsistenti sia sul piano strettamente tecnico che su quello politico e, affinché i cittadini possano giudicare con cognizione di causa, riteniamo necessario riportare  il testo della legge regionale  e il passaggio essenziale della impugnazione da parte del Governo nazionale».
La L.R. n. 14 del 7 giugno 2013, votata all'unanimità dal Consiglio Regionale e, quindi, dallo stesso Chiodi che risulta presente alla seduta, così recita : "La localizzazione e la realizzazione di centrali di compressione a gas è consentita al di fuori delle aree sismiche classificate di prima categoria, ai sensi della vigente normativa statale, nel rispetto delle vigenti norme e procedure di legge, previo studio particolareggiato della risposta sismica locale attraverso specifiche indagini geofisiche, sismiche e litologiche di dettaglio".
Così il Governo nazionale ha motivato la presunta incostituzionalità della legge :"L'art.2 della L.R. n.14/2013, che inserisce l'art.1 ter nella L.R. 1° marzo 2008,n.2, introducendo una disciplina di dettaglio per la localizzazione di centrali di compressione a gas suscettibile di porre limiti stringenti alla stessa localizzazione di dette centrali di compressione, di interesse nazionale, finisce per impedirne la realizzazione su larga parte del territorio regionale, ponendosi così in contrasto con i principi fondamentali in materia "produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia".
Quindi, secondo il Governo nazionale e secondo lo stesso Chiodi e la sua Giunta, «per poter realizzare centrali di compressione sarebbe contro la Costituzione prescrivere studi dettagliati sulla sismicità del territorio!», dice il comitato. 
«Sostenere una tesi del genere è semplicemente folle», sostengono gli ambientalisti, «soprattutto dopo il disastroso terremoto del 6 aprile 2009 e dopo la condanna della Commissione Grandi Rischi  proprio per aver sottovalutato il rischio sismico».


 Il Consiglio Regionale, nell'approvare questa legge, ha recepito, in senso anche letterale, quanto contenuto nel parere della Commissione nazionale per la Valutazione di Impatto Ambientale che, in relazione al progetto denominato "Metanodotto Sulmona-Foligno e centrale di compressione di Sulmona" ha imposto proprio questa prescrizione : "...dovrà essere effettuato uno  studio  approfondito sulla  risposta  sismica  locale dell'opera,  sulla  base  di  parametri  che scaturiscano da specifiche indagini  geofisiche, sismiche e litologiche di dettaglio". (Parere n. 535 del 7/10/2010).
«Se è incostituzionale la legge della Regione Abruzzo allora è incostituzionale anche la prescrizione della Commissione nazionale V.I.A.», aggiunge il comitato, «che è stata calata pari pari nella legge regionale. Ma se così fosse, saremmo nel regno dell'assurdo perché il parere V.I.A. è stato recepito dal Governo nazionale che ne ha fatto un proprio decreto!
E' incredibile : il Governo ritiene incostituzionale una norma che è contenuta in un suo decreto   e il Presidente Chiodi, che quella norma ha votato, anziché difenderla dà ragione al Governo. Quanto alle responsabilità politiche, Chiodi farebbe meglio a tacere perché, in tutta questa vicenda, i principali responsabili sono proprio lui e la sua parte politica: infatti, i decreti che hanno imposto una accelerazione all'iter del progetto Snam, quello di compatibilità ambientale e quello di pubblica utilità, portano le firme di Ministri del PDL, Stefania Prestigiacomo e Paolo Romani. Né lui né parlamentari abruzzesi del suo partito (in primis Paola Pelino), hanno mai mosso un dito affinché ciò non avvenisse».