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Abruzzo. Golden Lady, «vicenda oscura e scandalosa». Esposto in procura di Rifondazione

Il partito chiede di fare chiarezza alla procura su una vicenda che si poteva evitare

Redazione Pdn

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Abruzzo. Golden Lady, «vicenda oscura e scandalosa». Esposto in procura di Rifondazione




GISSI. «La vicenda Golden Lady oltre che drammatica è scandalosa. Per questo presenteremo un esposto alla procura di Vasto sulle ombre che hanno contrassegnato la tentata e fallita riconversione».

Lo hanno annunciato questa mattina i vertici locali e regionali del Partito di Rifondazione comunista attento alle problematiche dei lavoratori dell’ex stabilimento leader nella biancheria intima.
La vicenda nebulosa e inframmezzata da vicende giudiziarie non solo locali ha risvolti grotteschi poiché dopo l’entrata in crisi dell’originario gruppo titolare del marchio è subentrata la New Trade che però non è riuscita a risollevare le sorti dello stabilimento che di fatti non è mai decollato veramente. Due crisi e due fallimenti che hanno messo in ginocchio decine di famiglie mentre la politica si è dimostrata distratta e impotente.

«Al dramma è scarsamente sensibile il Ministero», ha detto Marco Fars, segretario regionale Rc, «che per l’ennesima volta ha rinviato l’incontro previsto. Non è la prima volta, infatti, che il ministero comunica l’annullamento di un incontro, con una leggerezza tale, che sembra non si renda conto che in ballo c’è il futuro di centinaia di famiglie. Una leggerezza riscontrata anche nell’ultimo verbale, pieno di imprecisioni. Sulla vertenza Golden Lady le parole di solidarietà, se non seguite da fatti concreti, risultano parole di circostanza e vuote. Occorre rimettere in campo un processo di riconversione che veda coinvolta la Golden Lady come prima responsabile della sofferenza delle lavoratrici e dei lavoratori, oggi, senza lavoro. Perché, in primo luogo, se la Golden Lady non avesse deciso di guadagnare di più e più velocemente spostando le produzioni in Serbia, oggi ci sarebbero 382 disoccupati in meno, nel nostro territorio».
Ma poi ci sarebbero responsabilità politiche a più livelli, secondo Rc :«a partire dalla Regione Abruzzo che per troppo tempo è rimasta alla finestra».
«Il presidente Gianni Chiodi solo pochi giorni fa», ha ricordato Riccardo di Gregorio, responsabile provinciale Rc, «in occasione della commemorazione dell’on. Remo Gaspari, il “re delle raccomandazioni”, come amava egli stesso definirsi, ha speso qualche parola sulla vicenda. Parole tanto doverose, visto che si trovava a Gissi, quanto vuote ed inutili perché non accompagnate da fatti concreti. Anzi, in più di un’occasione Chiodi ha avuto l’ardire di snobbare lavoratori licenziati, facendo notare la sua sistematica assenza in Val Sinello».
Sulla vertenza Golden Lady rimangono poi aperte una serie di questioni poco chiare: dalle modalità di affidamento della riconversione Golden Lady a società evidentemente inaffidabili come Silda e New Trade, fino ai 2,5 milioni di euro circa che Golden Lady avrebbe versato a Silda.
«Per questo come Rifondazione Comunista», ha aggiunto Carmine Tomei, «presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica di Vasto, affinché possano essere accertate eventuali responsabilità penali nei fatti riguardanti la vertenza Golden Lady. Nel frattempo, come dall’inizio della vicenda, rimaniamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori (ex) Golden Lady, costretti a lottare da troppo tempo per un loro sacrosanto diritto: un lavoro dignitoso».