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Lavoratori in mobilità negli uffici giudiziari, Melilla interroga Ministero

Tra pochi mesi scade la proroga

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Lavoratori in mobilità negli uffici giudiziari, Melilla interroga Ministero


ABRUZZO. Nel novembre del 2011 ha avuto inizio un percorso riservato a lavoratori collocati nelle liste di mobilità della Regione Abruzzo.
Un progetto riservato a chi in passato ha lavorato in ambito industriale, commerciale, nei servizi, sperimentando un percorso di mobilità lavorativa attraverso un bando della regione Abruzzo – Assessorato alle Politiche del Lavoro.
Questo percorso costruito sulle esigenze degli uffici giudiziari dell’Abruzzo ha portato 210 persone in contesti lavorativi mai visti prima ma nei quali hanno trovato accoglienza, possibilità di apprendere con il tirocinio formativo e di svolgere un lavoro socialmente utile, con l’utilizzo di ore retribuite con l’assegno di mobilità per catalogare atti giudiziari, sistemare archivi, svolgere un servizio per un’utenza specifica e a dare una mano in generale al “ servizio giustizia” dell'Abruzzo.
La Regione ha promosso la proroga che si intersecherà con un progetto di tirocinio del Ministero della Giustizia di 210 ore circa, che dovrà concludersi nel novembre 2013.
Sulla questione Gianni Melilla (Sel) ha presentato una interrogazione parlamentare: «va evidenziato», spiega Melilla, «che gli uffici giudiziari dell’Abruzzo hanno sofferto negli ultimi due anni gravi carenze di personale e la presenza dei lavoratori in mobilità ha rappresentato un aiuto e un sostegno non di poco conto. Purtroppo la prospettiva per il prossimo anno, al momento non si intravede, le conoscenze e le competenze acquisite finora negli uffici giudiziari andranno sostanzialmente perse e persone di un’età media tra 40 e 55 anni e le loro famiglie torneranno a fare i conti con una precarietà o meglio disoccupazione , e dato che si tratta di lavoratori con mobilità in deroga non potranno più beneficiare neanche degli ammortizzatori sociali.


La situazione di tirocini presso il Ministero della Giustizia è sostanzialmente la stessa anche in altre Regioni ed il numero di tirocinanti è di circa tremilaquattrocento persone in tutta Italia, e ci sono state varie proposte all’esame del Parlamento per poter trovare una soluzione a gravi carenze di organico,e nel contempo salvare un’acquisizione di conoscenze e competenze utili al funzionamento degli uffici giudiziari, e naturalmente dare un sostegno economico seppure minimo che possa rappresentare una speranza per tante famiglie».
Melilla chiede al ministro della Giustizia «quali soluzioni intendano assumere per risolvere anche questa vicenda specifica riferita, nel quadro generale dei precari della Pubblica Amministrazione, alla suddetta tipologia di personale – Tirocinanti nel Ministero della Giustizia, nelle diverse articolazioni territoriali delle Amministrazioni dello Stato, in particolare gli Uffici Giudiziari dell'Abruzzo e anche delle altre Regioni italiane».