PROSTITUZIONE

Abruzzo. Montesilvano, Di Mattia da Barbara D’Urso: «riaprire le case chiuse»

Pdl insorge e chiede (di nuovo) le dimissioni del sindaco

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Abruzzo. Montesilvano, Di Mattia da Barbara D’Urso: «riaprire le case chiuse»




MONTESILVANO. Ieri pomeriggio il sindaco di Montesilvano, Attilio Di Mattia, ha portato nel programma Mediaset Pomeriggio 5 di Barbara D’Urso la sua iniziativa di far traslocare le prostitute nelle case chiuse o in lovely park.
Il primo cittadino è convinto che questo sia l’unico sistema per liberare le strade della città dalle prostitute. E lo ha ribadito anche in tivù insieme ai sindaci leghisti Giovanni Azzolini (Mogliano Veneto) e Angela Colmellere (Miane) promotori di un referendum sull’argomento. Di Mattia ha assicurato che l’iniziativa è seria, «non ha colori politici» e che potrebbe risolvere uno dei problemi più sentiti dalla popolazione.
Il sindaco ha spiegato anche che in questo modo si potrebbe anche porre rimedio all’imbarazzo dei tanti genitori che non sanno come spiegare questo fenomeno ai più piccoli. «Un giorno sono andato in una scuola», ha raccontato dagli studi di Milano, «ho visto dei disegni dei bambini. Quando disegnano la nostra città fanno il mare, le palme, gli stabilimenti balneari e le donnine vicino ai marciapiedi. I genitori dicono loro che sono persone che aspettano l’autobus».
Se in trasmissione il dibattito è stato acceso e la questione è stata buttata presto in caciara (con il titolare del sito Pontifex che definiva «malati» i transessuali e gli omosessuali) intanto a Montesilvano la politica seguiva con attenzione il primo cittadino che con questa trovata si è guadagnato un’estate all’insegna della ribalta nazionale. 


«Di Mattia & Barbara D'Urso. Dio li fa e poi li accoppia!», ha scritto ‘in diretta’ Manuel Anelli (Movimento 5 Stelle) sulla propria pagina Facebook mentre la puntata era ancora in onda. «Ecco come valorizzare la nostra città: andare a Pomeriggio 5! Ha fatto goal! Epifani prendi provvedimenti e, ti prego, espelli!»
«Il sindaco prima ha proposto i sex box, adesso propone i lovely park in abbinamento a campagne sulla contraccezione», ha commentato Vittorio Gervasi ex assessore comunale alle politiche giovanili. «Ma la contraccezione più sicura è la castità, non temo smentite. Praticarla anche nelle parole e nei comunicati stampa metterebbe la nostra Montesilvano al sicuro dalla ribalta mediatica nazionale che oramai pervade l’informazione per le continue e ripetute proposte su di un unico tema: il sesso il città. Lo stress mediatico incomincia a farsi sentire. Credo che i nostri giovani abbiano bisogno di spazi di aggregazione del tutto assenti in città, credo che abbiano bisogno di spazi culturali dove esercitare i loro talenti piuttosto che di spazi isolati dove potersi appartare».
«Vogliamo trasformare Montesilvano in una città turistica per persone che vengono a sfruttare le povere prostitute costrette alla strada?», ha chiesto Manola Musa (Pdl). «Lo avevamo già detto e confermiamo: il sindaco deve dimettersi». «In campagna elettorale il sindaco aveva promesso altro e ora, con questi annunci, vuole distogliere l'attenzione. Si tratta di cose non fattibili, di soldi che non ci sono. Il problema - aggiunge - andrebbe risolto all'origine perché ci sono 16enni che si prostituiscono sul lungomare e questo non è accettabile. Vorrei che i turisti venissero a Montesilvano per il suo mare e per i servizi, ma non per le prostitute».
Il capogruppo si sofferma anche sui numeri della raccolta firme per il referendum per l'abrogazione parziale della legge Merlin, di cui Di Mattia è primo firmatario e promotore per l'Abruzzo: «Sono state raccolte solo 300 firme in due settimane - dice Musa - non mi sembra di vedere tutto questo consenso. Tra l'altro molti dei sottoscrittori sono residenti in comuni diversi da Montesilvano».
a.l.

MARAGNO, «PROBLEMI MONTESILVANO NON SI RISOLVONO IN TV» 
«I problemi di Montesilvano non si risolvono con le interviste in tv». Questo il messaggio che Francesco Maragno, presidente dell'associazione Democrazia e Liberta', lancia al sindaco Attilio Di Mattia. «Grazie alle sue dichiarazioni in diretta nazionale, Montesilvano e' divenuta famosa per la prostituzione, che non e' di certo un bel biglietto da visita da esibire nelle fiere del turismo. Abbiamo sentito parlare di tutto fuorche' del mare della Citta', della capacita' di accogliere gli ospiti, delle bellezze da scoprire. Crediamo che le ricadute di queste affermazioni arriveranno a pesare sui bilanci degli operatori turistici nei mesi a venire e di questo, con la probabile ulteriore perdita di posti di lavoro, pesera' sulle spalle del sindaco Di Mattia», spiega ancora Maragno. A stupire ancora di piu' il consigliere comunale di Democrazia e Liberta' e' anche il cambiamento di atteggiamento del primo cittadino sul fenomeno della prostituzione. 
«E' bastato fare una semplice ricerca sul web - dice - per trovare un articolo di giornale che riporta la sua ordinanza n.118, di appena un anno fa la quale 'prevede il divieto su tutto il territorio comunale, a conducenti e passeggeri di mezzi di trasporto, di contrattare prestazioni sessuali e intrattenersi, anche solo per chiedere informazioni, con persone che esercitano attivita' di meretricio su strade in prossimita' di abitazioni, spazi e luoghi pubblici e demaniali o aperti al pubblico'. A questo punto Di Mattia e' come il dottor Jekyll e Mr.Hyde. Da un lato fa ordinanze per impedire la prostituzione, dall'altro vuole creare i box del sesso per farla esercitare».
Secondo il presidente dell'associazione Democrazia e Liberta' l'unica via d'uscita e' rappresentata dal «rientro al lavoro in Comune. Li' si affrontano i problemi dei cittadini, non negli studi televisivi. I riflettori della tv di certo non lo aiuteranno a trovare i fondi per sostenere i progetti nel sociale, per migliorare i servizi del Comune e dare una mano alle famiglie in difficoltà».
MARAGNO, «PROBLEMI MONTESILVANO NON SI RISOLVONO IN TV» 

«I problemi di Montesilvano non si risolvono con le interviste in tv». Questo il messaggio che Francesco Maragno, presidente dell'associazione Democrazia e Liberta', lancia al sindaco Attilio Di Mattia. «Grazie alle sue dichiarazioni in diretta nazionale, Montesilvano e' divenuta famosa per la prostituzione, che non e' di certo un bel biglietto da visita da esibire nelle fiere del turismo. Abbiamo sentito parlare di tutto fuorche' del mare della Citta', della capacita' di accogliere gli ospiti, delle bellezze da scoprire. Crediamo che le ricadute di queste affermazioni arriveranno a pesare sui bilanci degli operatori turistici nei mesi a venire e di questo, con la probabile ulteriore perdita di posti di lavoro, pesera' sulle spalle del sindaco Di Mattia», spiega ancora Maragno. A stupire ancora di piu' il consigliere comunale di Democrazia e Liberta' e' anche il cambiamento di atteggiamento del primo cittadino sul fenomeno della prostituzione. «E' bastato fare una semplice ricerca sul web - dice - per trovare un articolo di giornale che riporta la sua ordinanza n.118, di appena un anno fa la quale 'prevede il divieto su tutto il territorio comunale, a conducenti e passeggeri di mezzi di trasporto, di contrattare prestazioni sessuali e intrattenersi, anche solo per chiedere informazioni, con persone che esercitano attivita' di meretricio su strade in prossimita' di abitazioni, spazi e luoghi pubblici e demaniali o aperti al pubblico'. A questo punto Di Mattia e' come il dottor Jekyll e Mr.Hyde. Da un lato fa ordinanze per impedire la prostituzione, dall'altro vuole creare i box del sesso per farla esercitare».Secondo il presidente dell'associazione Democrazia e Liberta' l'unica via d'uscita e' rappresentata dal «rientro al lavoro in Comune. Li' si affrontano i problemi dei cittadini, non negli studi televisivi. I riflettori della tv di certo non lo aiuteranno a trovare i fondi per sostenere i progetti nel sociale, per migliorare i servizi del Comune e dare una mano alle famiglie in difficoltà».