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Rise ricordando sisma Aquila, nuovo incarico per il prefetto Iurato

Chiodi la difende: «in Abruzzo è stata molto brava»

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Giovanna Iurato

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ROMA. C'è il nome di Giovanna Iurato tra le nomine decise ieri dal Cdm.
L’ex prefetto de L'Aquila, che andrà a dirigere la Direzione centrale degli affari dei culti presso il Dipartimento delle libertà civili del Viminale, è indagata nell'inchiesta sugli appalti per la costruzione del Ced della polizia, passata da Napoli a Roma. Ma questo ‘problema’ non pare essere un freno per la sua carriera.
In realtà fonti del Viminale chiariscono che quella del prefetto «non è una promozione» ma si tratta di uno «spostamento» in una Direzione che «ha esclusivamente compiti di studio e di approfondimento giuridico». Nel nuovo incarico il prefetto scenderà ad «una fascia economica inferiore» (dal ‘B super’ a ‘B’) rispetto a quella a cui apparteneva attualmente.
Il prefetto Iurato, dicono dal ministero dell'Interno, aveva già un incarico e dunque era «in pieno servizio lavorativo» e l'intervento deciso oggi in Consiglio dei Ministri ha l'obiettivo di «ottimizzare in maniera migliore gli aspetti organizzativa delle carriere prefettizie».
Ma non solo: la Iurato nel nuovo incarico non avrà compiti operativi. La Direzione per gli affari dei culti ha competenza, dicono al ministero, «esclusivamente di studio e di approfondimento giuridico del riconoscimento dei culti diversi da quello cattolico».

L’INCHIESTA
Nell'inchiesta sono emerse intercettazioni in cui il prefetto de L'Aquila, «scoppiava a ridere -dicono i pm - ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani».
La Iurato arrivò come prefetto all'Aquila nel maggio 2010, in piena emergenza terremoto, per sostituire Franco Gabrielli, e rimase nel capoluogo abruzzese fino all'ottobre 2012, quando tornò a Roma per assumere il ruolo di capo dell'Ispettorato generale di amministrazione del ministero dell'Interno.
«La risata? sono stata fraintesa. La mia era una reazione emotiva al telefono, nient'altro», erano «risate amare, nessuna ironia», ebbe a spiegarsi in alcune interviste nel gennaio scorso quando scoppiarono le polemiche attorno alla sua "falsa commozione". 


Una polemica innescata dai contenuti di intercettazioni emerse nell'ambito dell'inchiesta sull'appalto da 37 milioni di euro per la realizzazione del Ced, il Centro elaborazioni dati della polizia di Napoli, che la vede indagata per turbativa d'asta. L'inchiesta, avviata dalla procura del capoluogo partenopeo, è poi stata spostata a Roma per competenza territoriale, visto il coinvolgimento di dirigenti ed ex dirigenti del Viminale. Secondo i pm, l'appalto per il Ced fu "pilotato" e caratterizzato da una serie di pressioni e anomalie procedurali, in particolare sulle norme sugli appalti pubblici. L'indagine è chiusa e si attendono le richieste del pubblico ministero Roberto Felici.
La Direzione Centrale per gli Affari dei Culti, di cui Iurato è stata nominata direttore, vigila sulla concreta osservanza dei principi contenuti negli articoli 3, 8 e 19 della Costituzione e delle normative vigenti, ordinarie e speciali, in materia di libertà religiosa e di regolamentazione dei rapporti Stato-Confessioni religiose, al fine di rendere effettivo il diritto alla libertà religiosa. La direzione, si articola in due grandi aree, destinate: l'una alla cura degli Affari del Culto Cattolico e l'altra degli Affari dei Culti Acattolici.

CHIODI: «IN ABRUZZO MOLTO BRAVA»
«In Abruzzo lei è stata molto brava, le questioni giudiziarie sono assolutamente in corso e ricordo che più del 50% si conclude con l'assoluzione, quindi di che cosa stiamo parlando?», ha commentato il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi. «Dove sta lo scandalo? Anzi, è normale che la professionalità del prefetto sia utilizzata».