DOPO LA TRAGEDIA

Città Sant’Angelo, fabbrica esplosa: era tra i siti a rischio incidente rilevante?

Nel documento del Ministero compare una ‘Pirotecnica’ di Città Sant’Angelo

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ESPLOSIONE FABBRICA FUOCHI D'ARTIFICIO

Una delle abitazioni adiacenti la fabbrica


CITTA’ SANT’ANGELO. Subito verifiche urgenti in tutte le fabbriche italiane.
Lo ha chiesto ieri il Codacons, poche ore dopo l'esplosione avvenuta nella fabbrica di fuochi di artificio ‘Di Giacomo’ a Città Sant’Angelo.
L’azienda abruzzese, descritta da tutti come attentissima a sicurezza e prevenzione offre comunque lo spunto per le polemiche. Ieri i componenti della famiglia Di Giacomo, distrutti dal dolore, hanno garantito che l’ ambiente era «fresco e all'avanguardia» e la fabbrica «tra le più in regola per perfezione e pulizia».
L’associazione nazione del consumatori ricorda che quello di ieri è solo l'ultimo di una lunga serie di incidenti avvenuti in tali strutture in tutta Italia.
Dal 1998 a oggi si sono registrati nella penisola 14 esplosioni all'interno di fabbriche di fuochi d'artificio, con 42 vittime accertate. «Un numero di morti impressionante che fa sorgere più di una domanda sul fronte della sicurezza», insiste il Codacons.
«E' necessario verificare quanti e quali controlli vengono eseguiti in Italia su tali strutture, e accertare se le misure e le norme relative alla sicurezza siano o meno adeguate. Dopo la nuova esplosione di oggi - afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi - chiediamo alle autorità competenti di eseguire una verifica straordinaria presso tutte le fabbriche di fuochi d'artificio esistenti in Italia, allo scopo di garantire al meglio la sicurezza di lavoratori e cittadini».

I SITI A RISCHIO
Intanto il senatore del Movimento 5 Stelle Gianluca Castaldi ha presentato una interrogazione urgente al ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio per sapere se l’azienda saltata in aria ieri fosse classificata negli stabilimenti a rischio di causare incidenti rilevanti.
Nell’inventario aggiornato a giugno 2013 nella parte relativa alla Regione Abruzzo, figura in elenco, con codice Ministero NO032, in località Città Sant’Angelo uno stabilimento la cui ragione sociale viene classificata come ‘Pirotecnica’ e la definizione «produzione’ e/o deposito esplosivi».
Castaldi chiede di sapere se sia proprio la fabbrica esplosa ieri il cui nome ufficiale è ‘Pirotecnica Abruzzese di Mauro di Giacomo’. La risposta sembrerebbe quasi scontata.
Nel caso in cui la risposta fosse affermativa Castaldi chiede al Ministero di sapere «quali siano i dati inseriti nella banca dati sugli esiti di valutazione dei rapporti di sicurezza e dei sistemi di gestione della sicurezza» e se si intenda adottare «le opportune iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di verificare il rispetto del Piano di emergenza interno».

Ma secondo la normativa vigente, come visibile tra l'altro nel rapporto che alleghiamo a fine articolo, l’azienda in questione sarebbe soggetta solo agli articolo 6/7 del decreto legislativo 334/99 cm 238/05 e non all’articolo 8 (chiamato in causa dal senatore) che invece imporrebbe la redazione del rapporto di sicurezza. 

*** LA LISTA DEI SITI RITENUTI A RISCHIO