IL DISPOSITIVO

Abruzzo/ Sanitopoli, dalla «montagna di prove» alla valanga di condanne

Tutti corruttori, Angelini concusso meno rispetto agli episodi ipotizzati dalla procura

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Abruzzo/ Sanitopoli, dalla «montagna di prove» alla valanga di condanne

I pm Di Florio e Bellelli




PESCARA. La parola più ripetuta dal presidente del collegio Carmelo De Santis è stata “condanna”.
 
Nella afosa aula 1 del tribunale di Pescara, dopo quattro ore di camera di consiglio, è arrivata la sentenza del processo più importante per la regione Abruzzo degli ultimi decenni. Tutti i riflettori puntati sui 9 anni e i 6 mesi di carcere decisi per l'ex presidente della regione Ottaviano Del Turco.
Anche questa volta i giudici hanno spazzato via i pronostici della vigilia: infatti in pochissimi si attendevano condanne così dure e pesanti almeno per gli imputati più importanti.
Sarà ora difficile per l’opinione pubblica extraregionale digerire un simile verdetto tanto distante da quello anticipato per anni (ma sbagliando) da campagne mediatiche che hanno distorto il senso degli addebiti contestati. E all’uscita, tra la ressa generale, è stato palpabile il disorientamento dei giornalisti “nazionali” che non hanno compreso il senso della pronuncia: “non c’è alcuna montagna di prove allora perché questa sentenza?”.
La sentenza di primo grado appellata ‘in diretta’ dalla difesa di Del Turco ora pone delle verità giuridiche di cui bisognerà tener conto fino a quando non saranno eventualmente cassate.
Dunque il tribunale sembra aver compreso e condiviso «la montagna di prove» (copyright Nicola Trifuoggi, 14 luglio 2008) dalla quale è discesa una valanga di condanne.

LE DUE ASSOCIAZIONI A DELINQUERE: «SOLO UNA E’ REALE»

Tra le prime cose che saltano subito all’occhio è che il tribunale ha chiaramente detto  che non è mai esistita una associazione a delinquere all’epoca del centrodestra di cui facevano parte l’ex governatore Pace, Trozzi, l’ex assessore Domenici, Masciarelli, Conga e Anello.
Appena pochi giorni fa la Corte d’Appello de L’Aquila riformando l’assoluzione per Pace lo ha condannato tuttavia dichiarando l’insussistenza delle accuse relativamente alla associazione a delinquere per mancanza di prove (per le accuse  a Pace e Trozzi).
Rimane per certi versi eclatante l’uscita di scena dell’ex assessore Vito Domenici (Pdl) che pure ha avuto ruoli fondamentali all’epoca della prima cartolarizzazione.
Invece è stata pienamente provata per il tribunale l’associazione a delinquere instaurata da Del Turco & C, dal 2005 in poi. Tra le condanne più pesanti, infatti,  per gli uomini di Del Turco proprio il capo di imputazione 11 «per aver promosso una associazione a delinquere operante fino al 2008 finalizzata deviare e condizionare illegalmente l'attività di iniziativa legislativa, amministrativa e negoziale degli organi della Regione Abruzzo e della direzione della sanità».
Anche se di questa non fanno parte né Pierluigi Cosenza né Angelo Bucciarelli, ex segretario di Mazzocca.

CORRUZIONE MOLTA, CONCUSSIONE POCA

Tra le accuse che hanno retto per Del Turco, Quarta e Cesarone ci sono i capi di imputazione che riguardano la corruzione avendo accettato denaro e utilità da Angelini per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio.
Il tribunale tuttavia non ha creduto alle ipotesi di concussione cioè alla costrizione dei politici verso Angelini per cui ha reputato comunque valide le accuse di concussione trasformandole in corruzione (dove non c’è vittima ma entrambe le parti compiono un reato).
Nello specifico Cesarone -quale consigliere regionale- accettò la somma di 200.000 consegnata da Angelini  dicendo: «la nostra organizzazione fa politica e quindi abbiamo dei costi anche rilevanti per cui ne devi tener conto».
Inoltre, sempre Del Turco, Quarta e Cesarone, abusando della loro qualità e dei loro poteri con minacce (Cesarone ad Angelini: «per noi è molto difficile difenderti perchè hai tutti alle calcagna, sei braccato… solo noi possiamo proteggerti ed aiutarti») costrinse l’ex patron di Villa Pini a consegnare la somma di 100.000 nel maggio 2006.
Il tribunale ha ritenuto verificati e provati anche tutta una serie di atti corruttivi (ma non concussioni) che portavano Angelini  a pagare nei vari passaggi importanti della vita amministrativa e in concomitanza di provvedimenti sulla sanità.
Il tribunale in pratica sembra aver creduto poco all’Angelini “vittima” dei poteri forti della politica ma sembra averlo dipinto come un imprenditore disposto a pagare per agevolare le sue pratiche, non esattamente uno stinco di santo.
Tra le dazioni accertate c’è quella dell’ottobre 2006 dopo che era stata emanata la delibera 786 del 14 luglio 2006 aventi ad oggetto la cessione dei crediti sanitari. Angelini avrebbe versato la somma di 100.000. Altri 100mila nel momento del riordino della rete ospedaliera e poi sul riordino dei posti letto.
Nel gennaio 2007 i tre pubblici ex amministratori promettono di contenere le ispezioni sulle cliniche del gruppo Villa Pini e Angelini versa la somma di 500.000 euro.
In pratica tutte le dazioni contestate al trio sono state date per certe ma non come frutto di una minaccia ma di un “semplice” accordo corruttivo.

LE ASSOLUZIONI

Tra le assoluzioni, oltre quella dell’ex assessore Vito Domenici,  spicca quella di Giacomo Obletter di cui si attendeva questo esito (la richiesta della procura andava in questo senso) per la scarsità quasi assoluta di prove a suo carico tanto che non se n’è parlato quasi mai in dibattimento.
Il tribunale ha ritenuto non sussistenti le accuse e le minacce all'ex direttore generale della Asl di Avezzano e Sulmona, Armando Jenca, per costringerlo a compiere atti contrari ai propri doveri di ufficio.
Assolto anche Gianluca Zelli, ex amministratore delegato della Humangest ed ex direttore generale del gruppo Villa Pini. Zelli, difeso dagli avvocati Ernesto Torino Rodriguez e Gennaro Lettieri, doveva rispondere di riciclaggio. Reato da cui è stato assolto "perché il fatto non costituisce reato". L'accusa nei suoi confronti era quella di aver occultato in paesi off shore una parte dei fondi delle cartolarizzazioni, 21 milioni di euro, gonfiando le sponsorizzazioni a due team motociclistici per la partecipazione al motomondiale nel 2005 e nel 2006.

Del resto anche alcune dazioni pure contestate non sono state ritenute provate. Per esempio Del Turco è stato assolto circa l’accusa di concussione «per non aver commesso il fatto» per ricevere la somma di 100mila euro da Angelini nel gennaio 2007, del settembre 2007 e di ottobre 2007.
Nessun illecito anche per la vicenda che riguarda la delibera 58 del 29 gennaio 2008 che avrebbe procurato intenzionalmente al gruppo Villa Pini e all'istituto di credito Deutsche Bank un ingiusto vantaggio patrimoniale.
Le accuse parlavano anche di «attestazione falsa dell'avvenuta certificazione dei crediti oggetto di cessione in favore della Deutsche Bank». Questo fatto per il tribunale però non costituisce reato.
L'ex assessore regionale alla sanità Bernando Mazzocca è stato invece condannato a 2 anni per associazione per delinquere relativa alla seconda cartolarizzazione, concorso in falso in atto pubblico e minaccia a pubblico ufficiale.
E' stato invece assolto dai reati di soppressione di atto pubblico, concussione, abuso e falso. L'ex segretario generale dell'ufficio di presidenza della Regione Lamberto Quarta e' stato condannato a 6 anni e 6 mesi per il reato di associazione per delinquere relativa alla seconda cartolarizzazione, concussione e tentata concussione. Il tribunale ha inoltre assolto Quarta da alcuni episodi di concussione da abuso e falso.

L'ex parlamentare del Pdl Sabatino Aracu e' stato condannato a 4 anni per concussione e al pagamento della somma di 50 mila euro alla Regione. Inoltre alcuni capi di imputazione sono stati dichiarati prescritti. Aracu e' stato assolto dall'associazione per delinquere relativa alla prima cartolarizzazione e da altri episodi di concussione.
Francesco Di Stanislao, ex direttore dell'agenzia sanitaria regionale, e' stato condannato a 2 anni per associazione per delinquere relativa alla seconda cartolarizzazione e per abuso d'ufficio. E' stato invece assolto dal reato di soppressione di atto pubblico, omissione in atto d'ufficio e abuso d'ufficio. Pierluigi Cosenza e' stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa) per falso, mentre per alcuni reati di imputazione e' intervenuta la prescrizione ed e' stato assolto, tra l'altro, per il reato di associazione per delinquere in relazione alla prima cartolarizzazione. L'ex assessore regionale alla sanita' della giunta Pace di centro destra Vito Domenici e' stato assolto dal reato di associazione per delinquere relativa alla prima cartolarizzazione. Mentre per altri capi di imputazione e' intervenuta la prescrizione.

RISARCIMENTI MILIONARI ALLE PARTI CIVILI

Cifra tonda per il risarcimento in favore delle parti civili: ben 10 milioni da suddividere tra Del Turco (30%), Quarta (18%), Cesarone (25%); Boschetti (7%), Mazzocca (9%), Di Stanislao (6%), Cosenza  (1%), Angelini (4%). Conga e Aracu al 50% dovranno versare 100 mila euro.
Inoltre gli ex amministratori del centrosinistra dovranno pagare 20mila euro per le spese in giudizio della Regione Abruzzo.
Conga e Aracu invece dovranno risarcire Angelini di 100mila euro  per la concussione continuata (tramutata però in corruzione dal tribunale)  relativamente alle tangenti incassate di 1,8 mln tra il 2004 ed il 2005 e di ulteriori 4,4mln versati a Conga.
Ci sono poi tutta una serie di condanne che dovranno essere liquidate in un giudizio civile a parte e che riguardano sempre Conga e Aracu e la parte civile , la Asl  Lanciano-Chieti-Vasto
Se il dispositivo risulta difficile da comprendere nel merito (si attendono le motivazioni in 90 giorni) più facile è riassumere questa pagina politica e giudiziaria mutuando le parole dell’ex procuratore Trifuoggi che ha detto:  «per decenni i cittadini normali come noi continueranno a pagare per le cose fatte da questi signori».

TUTTE LE CONDANNE
OTTAVIANO DEL TURCO: 9 anni e 6 mesi , interdizione perpetua dai pubblici uffici
VINCENZO ANGELINI: 3 anni e 6 mesi, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici
LUIGI CONGA: 9 anni, interdizione perpetua dai pubblici uffici
CAMILLO CESARONE: 9 anni, interdizione perpetua dai pubblici uffici
LAMBERTO QUARTA: 6 ani e 6 mesi, interdizione perpetua dai pubblici uffici
SABATINO ARACU: 4 anni, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici
ANTONIO BOSCHETTI: 4 anni, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici
PIERLUIGI COSENZA 1 anno e 6 mesi, divieto di contrattare con le pubbliche amministrazioni per la durata della pena
BERNARDO MAZZOCCA:  2 anni (pena sospesa), divieto di contrattare con le pubbliche amministrazioni per la durata della pena
FRANCESCO DI STANISLAO: 2 anni (pena sospesa), divieto di contrattare con le pubbliche amministrazioni per la durata della pena
LA SOCIETA' VILLA PINI SRL è stata condannata al pagamento di 400 quote societarie del valore di 500 euro l’una pari alla somma di 200 mila euro.

Alessandro Biancardi

*** IL DISPOSITIVO (INGRANDISCI)

ABRUZZO. SANITOPOLI LA SENTENZA