LA MANINA E LA POLTRONCINA

Abruzzo/ Arriva l’emendamento bipartisan: è il ‘salva Piccone’

Ne gioverà anche il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca

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Abruzzo/ Arriva l’emendamento bipartisan: è il ‘salva Piccone’

 

 





ABRUZZO. E’ stato piazzato lì, in gran segreto, tra quasi mille emendamenti del ‘decreto del fare’ ed ha già ricevuto il via libera nelle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali.
Potrebbe essere ribattezzato emendamento ‘salva Piccone’, perché se Camera e Senato nei prossimi giorni dovessero approvarlo il sindaco di Celano e deputato del Pdl, Filippo Piccone potrebbe continuare a tenere un piede in due scarpe.
Ovvero la sua posizione di incompatibilità perché contemporaneamente primo cittadino e deputato decadrebbe e non dovrebbe dimettersi.
Salvo anche il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca (Pd) che in qualità di vice ministro da circa 3 mesi avrebbe dovuto lasciare palazzo di città.
Cose a cui la politica ci ha abituati da tempo e che ora già fa insorgere i più anche per le motivazioni addotte.
I due noti parlamentari hanno tergiversato, preso tempo, fatto melina nelle ultime settimane e schivato l'onda anomla montata da chi chiedeva le loro dimissioni. Pubblicamente hanno anche dichiarato che si sarebbero dimessi, come Piccone che solo qualche giorno fa diceva agli oppositori: «tranquilli me ne andrò».
La settimana scorsa anche il deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca gli aveva ricordato che doveva scegliere una delle due cariche. Per poco i due non sono arrivati alle mani, alla Camera. Solo grazie all’intervento dei commessi non è finita come in un film di Bud Spencer.

 

L’EMENDAMENTO
L’emendamento bipartisan (Pdl, Pd e Sel) punta tutto su un tema caro ai cittadini: il contenimento della spesa e prevede dunque la modifica dell’articolo 13, comma 3 del decreto legge 138 del 13 agosto 2011 poi convertito nella legge 148 del 14 settembre 2011.
«Ai fini del contenimento della spesa pubblica», si legge nel testo, «per lo svolgimento di consultazioni elettorali locali la norma deve essere intesa nel senso che la causa di incompatibilità ivi prevista si applichi solo rispetto alle cariche pubbliche elettive di natura monocratica relative ad organi di governo di enti pubblici territoriali con popolazione superiore a 5000 abitanti le cui elezioni si siano tenute successivamente alla data di entrata in vigore del decreto».
«L’attenzione per i problemi pubblici è totalmente assente da parte della politica», protesta Elio Morgante, consigliere comunale di Celano. «Come vediamo essi sono solamente interessati a ricoprire quante più cariche possibili per guadagnare quanto più possibile, affatto preoccupati per la condizione di precarietà in cui versa la stragrande maggioranza degli italiani, ai quali occorrerebbero personaggi di guida che in campo politico, contrariamente a quanto fanno costoro, si impegnino a raggiungere, concretamente, validi obiettivi per lo sviluppo del nostro paese».


a.l.