ARTE E FALLIMENTI

Abruzzo. Dalla Cina agli Usa tutti pazzi per i quadri di Vincenzo Angelini

Chiusa la prima parte dell’asta dei beni artistici sequestrati

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Abruzzo. Dalla Cina agli Usa tutti pazzi per i quadri di Vincenzo Angelini




CHIETI. Un collezionista russo ha acquistato per 45 mila euro la copia lignea del Teatro palladiano di Vicenza (opera del 700), un francese ha fatto incetta di mobili antichi per la sua abitazione, tre cinesi si sono sfidati a colpi di rilanci per aggiudicarsi un tavolino di lacca rosso.
Sono solo alcune curiosità dell’asta dei beni artistici sequestrati ad Enzo Angelini, patron di Villa Pini, e che ha già ha fruttato circa 700 mila euro di incasso.
Con 80 opere aggiudicate e 16 ancora in gara per questa prima parte dell’asta che proseguirà a settembre ed ottobre, l’operazione può essere giudicata un successo. Insperabili per numero e qualità sono stati infatti i rilanci che hanno fatto lievitare la media del valore di aggiudicazione (a volte di quattro-cinque volte la base d’asta), del tutto nuova la partecipazione non solo degli operatori professionali da Cina, Usa, Russia, Francia e così via. 


Gallerie e singoli collezionisti si sono dati battaglia per i pezzi più pregiati, senza disdegnare però anche oggetti più modesti.
Si va da pochi euro per oggetti comuni ai 200 mila pagati per un quadro di Giacomo Favretto, pittore veneziano dell’800 molto apprezzato dai collezionisti, visto che dalla stima di 4 mila euro iniziali per la sua tela “Alle zattere” del 1897 si è arrivati ai 200 mila dell’aggiudicazione. Quotatissime anche due opere ancora da aggiudicare e cioè due quadri di Tiziano Vecellio (80-100 mila euro) e di Marc Chagall (400-600 mila euro). Ma sono moltissimi anche i quadri ed i disegni aggiudicati dai 1000-2000 euro in su per opere di Mirò, De Chirico, Mafai, Vespignani, Guttuso, Brindisi e Sironi. Questa prima parte dell’asta si è svolta con offerte che andavano dal doppio del minimo della stima in su. 


Chi era interessato ha fatto la sua offerta on line e per iscritto ed ha potuto seguire i rilanci fino all’aggiudicazione, avvenuta anche con la registrazione della data e dell’ora dell’offerta.
«Non tocca a me dirlo - spiega Matteo Smolizza, che è stato il deus ex machina di tutta l’operazione gestita da “Gioielli di carta” – ma credo che siamo di fronte ad un risultato eccezionale, non solo per il successo economico. C’è stata una partecipazione incredibile sia di singoli collezionisti sia di case d’asta e di gallerie, sia di critici d’arte. E questo è frutto di un’organizzazione che ha usato molto internet e spedito news letter a 40 mila indirizzi selezionati. Insomma è stata vincente la scelta di lanciare l’asta con il catalogo completo su 5 motori di ricerca tra i più importanti. Il risultato è stato che 8 milioni di persone hanno seguito in diretta tutta la vendita». Senza dire che molti critici d’arte hanno visto di persona le opere della collezione Angelini esposte a Vicenza in una galleria del Centro direzionale del quartiere orafo.

Sebastiano Calella

*** TUTTI LE OPERE D'ARTE IN VENDITA DELLA COLLEZIONE ANGELINI