L'INCHIESTA

Derivati: pm Trani chiede archiviazione per tarantola

Anche per 007 Bankitalia. nuova indagine su attacco a mercati

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Derivati: pm Trani chiede archiviazione per tarantola




TRANI. Hanno agito correttamente.
Dopo oltre un anno, la procura di Trani ha chiuso con una richiesta di archiviazione le indagini sull'ex vicedirettore generale di Bankitalia, Anna Maria Tarantola, ora presidente della Rai, e su sette ispettori di Palazzo Koch indagati per omesso controllo sui titoli derivati.
La richiesta di archiviazione è firmata dal pm Antonio Savasta e sta per essere inoltrata all'ufficio del gip, a cui spetta decidere se mandare gli atti in archivio. Per Tarantola e i sette 007 di via Nazionale la pubblica accusa ipotizzava l'omesso controllo per non aver correttamente valutato la genuinità dei derivati che alcuni istituti di credito avevano immesso sul mercato negli anni scorsi.
Durante gli accertamenti, però, il pm Savasta ha accertato che proprio l'ufficio ispettivo di Bankitalia, guidato da Tarantola, tra il 2008 e il 2009, aveva inviato atti alla procura di Roma, alla Consob e all'audit interno dei gruppi bancari segnalando anomalie nei derivati.
Quindi - questa è in sostanza la conclusione - a carico degli otto indagati non vi è alcun elemento per sostenere l'accusa a dibattimento. Così come non ve ne saranno, ma solo per difetto di querela, per i dipendenti delle agenzie del nord barese di Banca Intesa, San Paolo di Torino e Banco di Napoli (tutte del gruppo Intesa San Paolo) accusati di truffa ai danni dei risparmiatori a cui avrebbero fatto sottoscrivere in passato derivati, presentandoli come un investimento redditizio.
Le banche in questo caso hanno risarcito tutti i querelanti, che a breve ritireranno le accuse. Essendo la truffa un reato procedibile per querela, l'inchiesta sarà chiusa. Le indagini sui derivati del pm Savasta proseguono invece su Mps, che non ha finora avanzato ipotesi risarcitorie. Dei derivati si occupa pure un altro pm tranese, Michele Ruggiero, che ha in corso accertamenti che riguardano anche altre banche: Bnl, Unicredit, Mps e Credem. Ruggiero però contesta agli indagati il reato (procedibile d'ufficio) di truffa pluriaggravata dal danno rilevante e dal rapporto fiduciario tra banca e cliente. Quindi, anche in caso di una transazione per il risarcimento del danno, le inchieste proseguirebbero. 


LA NUOVA INDAGINE ESPLOSIVA
Il pm Ruggiero ha però da tempo sulla sua scrivania un'altra indagine che si preannuncia esplosiva nel corso della quale ha accertato che tra il 31 ottobre e il primo novembre 2011, pochi giorni prima delle dimissioni da premier di Silvio Berlusconi (rassegnate il 12 novembre), ci fu una forte manipolazione speculativa sui mercati italiani con il sistema 'High frequency trading' (Hft), il sistema elettronico di contrattazione utilizzato dal 10-12% di trader italiani che - secondo l'accusa - fanno speculazioni in Borsa. L'inchiesta è stata avviata per verificare se queste tecniche di trading ad altissima frequenza alterino o meno la par condicio tra i trader. Questo perché l'Hft consente, attraverso software molto sofisticati e assai veloci, di comprare e vendere titoli in modo tale - ipotizza il pm - che le proposte di vendita e di accettazione possano essere alterate rispetto alle condizioni esistenti sul mercato. Il reato ipotizzato a carico di ignoti è la manipolazione del mercato e riguarda proprio il ricorso all'Hft, superutilizzato - secondo il magistrato - da tutti e 14-15 gli operatori italiani tra il 31 ottobre e il primo novembre 2011. Proprio nel giorno di Ognissanti lo spread btp-bund era altissimo: sfondò il muro dei 450 punti base toccando i 455,1 punti. Il risultato fu che, sul mercato secondario, il rendimento del decennale italiano volò al 6,33% dal 6,29% in meno di 20 minuti e chi operava con lo strumento dell'Hft avrebbero fatto guadagni importanti.