L'INCHIESTA

Mafia: da Bari scacco a clan georgiani, 16 arresti

Boss decidevano omicidi in summit

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Mafia: da Bari scacco a clan georgiani, 16 arresti




BARI. La guerra è cominciata nei primi decenni del 1900, all'indomani della caduta del regime zarista in Russia.
E' nata allora la mafia russa e da una costola di questa, la criminalità georgiana, considerata tra le più pericolose al mondo. Un pezzo di questa guerra ha raggiunto Bari.
E' il 6 gennaio 2012. Tchuradze Rezav, detto 'Rezo', 51 anni, viene ucciso con 4 colpi di pistola a braccia, gambe e fronte davanti alla stazione ferroviaria centrale. La sua morte é solo l'inizio di un'indagine internazionale che oggi ha consentito di smantellare i vertici del clan 'Kutaisi', di cui la vittima era ritenuta un'autorità criminale.
Il gip di Bari, su richiesta della Dda, ha emesso un provvedimento restrittivo a carico di 28 persone. Ma solo 16 sono state arrestate. Un'unica indagine condotta dalla squadra mobile della Questura di Bari in collaborazione con lo Sco, confluita in due diverse ordinanze. La prima nei confronti dei presunti componenti del commando che uccise 'Rezo' (quattro cittadini georgiani, due arrestati in Portogallo, gli altri due latitanti, tutti affiliati al clan rivale dei 'Rustavi'); la seconda nei confronti di 24 presunti affiliati al clan 'Kutaisi' (10 latitanti e 14 arrestati in Italia, Lituania, Ungheria, Repubblica Ceca, Russia).
Tra questi anche il capo mafia Dzangveladze Merab, detto 'Jango', catturato in Ungheria. In una delle sue abitazioni di Praga, una lussuosa villa, sono stati sequestrati 100mila euro e documentazione contabile.
Gli investigatori ritengono si tratti di parte della cosiddetta 'obshak', la cassa comune dove confluiscono tutte le somme derivanti dalle attività illecite nelle varie parti del mondo.
«In un rapporto dell'Interpol risalente al 1995 - ha riferito il procuratore di Bari, Antonio Laudati - il valore di questa cassa era stimato in circa 105 milioni di dollari».
Basi operative in Italia sono state individuate a Bari, Napoli, Empoli, Venezia, Roma e Milano. A Bari i due gruppi criminali georgiani, in conflitto tra loro, controllavano il traffico commerciale da e verso la Georgia attraverso due agenzie di spedizioni, la 'Italiano srl' e la 'Geotransit srl'. Un pizzo dovuto da 50 centesimi ad 1,2 euro al chilo per ogni pacco spedito. Intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e appostamenti, hanno consentito di ripercorrere i fatti e ricostruire le evoluzioni di quella guerra dopo il delitto di Bari. La risposta a quel fatto di sangue è arrivata esattamente un anno dopo, nel gennaio 2013, con l'omicidio del capo mafia dei 'Rustavi', a Mosca.