DIRITTO ALLO STUDIO

Università numero chiuso, il perverso meccanismo dei nuovi bonus speciali

Melilla (Sel): «disparità di trattamento»

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ABRUZZO. Il Ministero dell'Istruzione ha disposto con decreto che a partire dal presente anno scolastico agli studenti che vorranno iscriversi ad un corso di laurea ad accesso programmato, venga valutato il percorso scolastico.
«Il criterio è in sè valido se non contenesse molte incongruenze e disparità di trattamento», denuncia il deputato di Sel, Gianni Melilla.
Il nuovo meccanismo funziona così: gli studenti che hanno ottenuto una votazione pari o superiore a 80/100 potrebbero aver diritto ad un bonus che varia da 4 a 10 punti. Questo dato si desume dalla distribuzione in percentili (cioè la percentuale di popolazione superata con una data prestazione) dei voti ottenuti dagli studenti che hanno conseguito la maturità nella stessa scuola nell'anno scolastico precedente.
«In poche parole per avere un massimo di 10 punti», fa notare Melilla, «bisognerà diplomarsi con un punteggio che l'anno scorso è stato superato soltanto dal 5% degli studenti della medesima scuola. Mentre per ottenere 8 punti occorrerà raggiungere o superare il punteggio superato dal 10% degli studenti dell'anno scorso».
Il deputato abruzzese denuncia però «una grave contraddizione» tra studenti che frequentano lo stesso tipo di scuola pubblica in due realtà territoriali differenti e che ottengono lo stesso risultato finale agli esami di stato e un differente bonus di ingresso all'Università. 


La situazione poi si aggraverebbe ulteriormente nel momento in cui si considerano le scuole paritarie: «spesso operano come veri e propri "diplomifici" per alunni che non riescono a conseguire promozioni e titoli di studio nella scuola pubblica», protesta Melilla.
Dunque, per il deputato abruzzese troppe sarebbero le conseguenze negative della scelta del Ministero dell'Istruzione: «c’è una disparità di trattamento tra studenti che frequentano la stessa tipologia di scuola a livello nazionale; una disparità di trattamento tra studenti che frequentano i licei e studenti che frequentano gli istituti tecnici e professionali; una disparità tra studenti della scuola pubblica con quelli delle scuole paritarie».
Melilla ha dunque presentato una interrogazione al ministro per chiedere «se non intenda rivedere con estrema urgenza tale Decreto per evitare disparità gravi tra gli studenti che concorrono alle università con accesso programmato».