IL NUOVO PAPA

Jorge Mario, papa della svolta: primo gesuita, primo sudamericano, primo Francesco

Ha chiamato al telefono Ratzinger. Domenica il primo Angelus

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Papa Bergoglio (F. Adamo Di Loreto)




ROMA. Papa Francesco è il 266esimo Pontefice della Chiesa cattolica.
A scegliere un nome inedito nella bimillenaria storia del Papato è stato il cardinale argentino, Jorge Mario Bergoglio, primo latinoamericano ad assurgere al Soglio di Pietro. Il 75esimo Conclave della storia lo ha eletto al quinto scrutinio, dopo due giorni di votazioni.
Subito dopo l'esito del voto, il cardinale decano Giambattista Re si è rivolto al porporato scelto con la domanda sull'accettazione: «Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice? – Con quale nome vuoi essere chiamato?».
Un’ora e 20 minuti dopo la fumata bianca, avvenuta alle 19.06, il nuovo Papa si è affacciato alla Loggia centrale della Basilica.
«Fratelli e sorelle buonasera», ha detto, «voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma e sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo alla fine del mondo, ma siamo qui».
«Cominciamo un cammino di fratellanza» per il mondo e la città di Roma, ha detto il nuovo pontefice, che ha voluto pregare per il papa emerito Benedetto XVI, chiedendo prima della benedizione la preghiera per sé da parte dei fedeli.
A Buenos Aires gira in autobus, non vive nell'episcopato ma in un piccolo appartamento e passerà alla storia anche per essere il primo papa latinoamericano.
Domenica ci sara' il primo Angelus e sempre ieri sera Francesco ha telefonato a Benedetto XVI.
Il Conclave e' stato comunque più lungo di quello che nel 2005 elesse Joseph Ratzinger. Per giungere a quell'elezione, infatti occorsero quattro scrutini, svoltisi in due giorni, uno il 18 e tre il 19 aprile 2005.

FAMIGLIA DI ORIGINE PIEMONTESE
Bergoglio è nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, da una famiglia di origine piemontese, Mario, impiegato ferroviere e Regina Sivori, casalinga, genitori di cinque figli. Ha studiato e si è diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed è entrato nel seminario di Villa Devoto. L'11 marzo 1958 è passato al noviziato della Compagnia di Gesù, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia presso la Facoltà di Filosofia del collegio massimo «San José» di San Miguel.
Fra il 1964 e il 1965 è stato professore di letteratura e di psicologia nel collegio dell'Immacolata di Santa Fe e nel 1966 ha insegnato le stesse materie nel collegio del Salvatore di Buenos Aires.Dal 1967 al 1970 ha studiato teologia presso la Facoltà di Teologia del collegio massimo «San José», di San Miguel, dove ha conseguito la laurea. Il 13 dicembre 1969 è stato ordinato sacerdote. Nel 1970-71 ha compiuto il terzo probandato ad Alcalá de Henares (Spagna) e il 22 aprile 1973 ha fatto la sua professione perpetua.
È stato maestro di novizi a Villa Barilari, San Miguel (1972-1973), professore presso la Facoltà di Teologia, Consultore della Provincia e Rettore del collegio massimo. Il 31 luglio 1973 è stato eletto Provinciale dell'Argentina, incarico che ha esercitato per sei anni. Fra il 1980 e il 1986 è stato rettore del collegio massimo e delle Facoltà di Filosofia e Teologia della stessa Casa e parroco della parrocchia del Patriarca San José, nella Diocesi di San Miguel. Nel marzo 1986 si è recato in Germania per ultimare la sua tesi dottorale; quindi i superiori lo hanno destinato al collegio del Salvatore, da dove è passato alla chiesa della Compagnia nella città di Cordoba come direttore spirituale e confessore.

NEL 1992 DIVENTA VESCOVO
Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo titolare di Auca e Ausiliare di Buenos Aires. Il 27 giugno dello stesso anno ha ricevuto nella cattedrale di Buenos Aires l'ordinazione episcopale dalle mani del Cardinale Antonio Quarracino, del Nunzio Apostolico Monsignor Ubaldo Calabresi e del Vescovo di Mercedes-Luján, Monsignor Emilio Ogñénovich.
Il 3 giugno 1997 è stato nominato Arcivescovo Coadiutore di Buenos Aires e il 28 febbraio 1998 Arcivescovo di Buenos Aires per successione, alla morte del Cardinale Quarracino. Diventa così Primate d'Argentina. Dal 6 novembre dello stesso anno è anche ordinario per i fedeli di rito orientale in Argentina che non possono contare su un Ordinario del loro rito.
Da Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 2001, del Titolo di San Roberto Bellarmino.
Da Cardinale è stato Relatore Generale aggiunto alla 10ª Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2001). Ha partecipato nel Conclave del 18 e 19 aprile del 2005. Ha partecipato ed è membro del Consiglio post sinodale dell’XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, dal 2 al 23 ottobre del 2005.

«IL LATO OSCURO»
Intanto il sito Peacereporter in un articolo del  2006  sostiene che il neo papa «è accusato di collusione con la dittatura argentina che sterminò novemila persone. Le prove del ruolo giocato da Bergoglio a partire dal 24 marzo 1976, sono racchiuse nel libro L’isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, del giornalista argentino Horacio Verbitsky, che da anni studia e indaga sul periodo più tragico del Paese sudamericano, lavorando sulla ricostruzione degli eventi attraverso ricerche serie e attente».
Nei primi anni Settanta Bergoglio, 36 anni, gesuita, divenne il più giovane Superiore provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina.
Nel febbraio del ’76, un mese prima del colpo di stato, «Bergoglio», ricostruisce ancora Peacereporter, «chiese a due dei gesuiti impegnati nelle comunità di abbandonare il loro lavoro nelle baraccopoli e di andarsene. Erano Orlando Yorio e Francisco Jalics, che si rifiutarono di andarsene. Non se la sentirono di abbandonare tutta quella gente povera che faceva affidamento su di loro».
Verbitsky racconta come Bergoglio reagì con due provvedimenti immediati. «Innanzitutto li escluse dalla Compagnia di Gesù senza nemmeno informarli, poi fece pressioni all’allora arcivescovo di Buenos Aires per toglier loro l’autorizzazione a dir messa. Pochi giorni dopo il golpe, furono rapiti. Secondo quanto sostenuto dai due sacerdoti, quella revoca fu il segnale per i militari, il via libera ad agire: la protezione della Chiesa era ormai venuta meno. E la colpa fu proprio di Bergoglio, accusato di aver segnalato i due padri alla dittatura come sovversivi».

GIOIA A L’AQUILA «SEMPRE STATO VICINO A POVERI»
«Sono contentissimo, il mio cuore è pieno di gioia per l'elezione di papa Francesco. E' un uomo di profondissima spiritualità e che è sempre stato vicino ai poveri». Così l'arcivescovo dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, sulla elezione del nuovo Papa. «La sua vicinanza ai poveri - continua Molinari - in questo periodo di crisi economica è il segno evidente che la Chiesa è sempre vicina a chi soffre. Per di più la sua provenienza è significativa perché in America Latina ci sono moltissimi cattolici. Noi come comunità diocesana gli assicuriamo tantissima preghiera per questo compito così alto che il Signore gli ha affidato. Lo affidiamo - conclude - alla Madonna del Popolo Aquilano, a Sant'Ignazio e a san Francesco d'Assisi di cui ha scelto il nome».

D’ERCOLE: «PERSONA STRAORDINARIA»
«E' una persona straordinaria. Avevo immaginato il nome Francesco. Questa elezione è un gesto di grande attenzione al popolo latino americano. Credo sia stato un gesto di grande apertura da parte dei cardinali». Così il vescovo ausiliare dell'arcidiocesi de L'Aquila, monsignor Giovanni D'Ercole. «Per me - ha aggiunto - non è una grande sorpresa. Confesso che nei giorni scorsi avevo previsto che il nuovo Papa si sarebbe chiamato Francesco. Questa elezione - ha aggiunto - ha smentito tutte le previsione dei giornali dimostrando che i media a volte purtroppo costruiscono su elementi non supportati dalla realtà. Sicuramente Bergoglio era tra i papabili perché candidato già con Ratzinger nel conclave del 2005. Un grande gesto di apertura al mondo che cambia. Sono entusiasta per questo papa»