LEGGI E DIRITTI

Approvata la legge “salva olio italiano”

Per Coldiretti Abruzzo un passo determinate verso la trasparenza e la legalità

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Approvata la legge “salva olio italiano”
ABRUZZO. «Un risultato che rappresenta un passo straordinariamente importante nella direzione della trasparenza e della lotta alla contraffazione sugli oli extravergini di oliva a tutela dei produttori e dei cittadini».



Lo dice il direttore della Coldiretti Abruzzo Simone Ciampoli in riferimento alla legge Mongiello-Scarpa, cosiddetta ‘salva olio made in Italy’, definitivamente approvata con il via libera in sede deliberante della Commissione agricoltura della Camera. Secondo la Coldiretti, l’unanimità nell’approvazione della legge – di cui si temeva alcuni giorni fa un rallentamento dell’iter - sta a significare come la norma sia fortemente condivisa. Tra le novità introdotte ci sono l’estensione del reato di contraffazione di indicazioni geografiche a chi fornisce in etichetta informazioni non veritiere sull’origine, l’introduzione di sanzioni aggiuntive come l’interdizione da attività pubblicitarie per spot ingannevoli, il rafforzamento dei metodi investigativi con le intercettazioni, il diritto di accesso ai dati sulle importazioni aziendali, il riconoscimento di nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo, la fissazione di sanzioni in caso di scorretta presentazione degli oli di oliva nei pubblici esercizi fino all’introduzione in etichetta del termine minimo di conservazione a 18 mesi dalla data di imbottigliamento. Novità importanti soprattutto in riferimento all’importanza che riveste il settore olivicolo nell’economia nazionale. L’olio di oliva è praticamente presente sulle tavole di tutti gli italiani con un consumo nazionale stimato in circa 14 chili a testa. L’Italia è il secondo produttore mondiale di olio di oliva con circa 250 milioni di piante e una produzione di oltre mezzo milione di tonnellate e puo’ contare su 40 oli extravergine d'oliva Dop/Igp. Il fatturato del settore è stimato in 2 miliardi di euro con un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative.
Con la nuova legge - sottolinea la Coldiretti - mettere in etichetta indicazioni fallaci e non veritiere “che evocano una specifica zona geografica di origine degli oli vergini di oliva non corrispondente alla effettiva origine territoriale delle olive” diventa reato di contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine (articolo 517-quater del codice penale). Vengono inoltre aggiunte sanzioni accessorie, con l’interdizione per cinque anni dal realizzare attività di comunicazione commerciale e attività pubblicitaria aventi per oggetto oli di oliva e il divieto di ottenere, a qualsiasi titolo, contributi, finanziamenti o mutui agevolati da parte di istituzioni nazionale e/o europee, per chi sia stato oggetto di condanna per reati nel settore. Per i marchi che evocano una specifica zona geografica che non coincide con l’effettiva origine delle materie prime scatta quindi il ritiro. Si inaspriscono - continua la Coldiretti - anche i controlli, con il rafforzamento degli istituti processuali e investigativi (intercettazioni, ecc.). Contro il segreto sulle importazioni agroalimentari, verrà poi garantito il diritto d'accesso alle informazioni concernenti l’origine degli oli di oliva detenute dalle autorità pubbliche a tutti gli organi di controllo e alle amministrazioni interessate.
Si va, ancora, a migliorare la leggibilità delle etichette e si completa l’intervento già anticipato dal Parlamento con una norma precedente sul valore probatorio del panel test, al fine di garantire la corrispondenza merceologica e la qualità degli oli di oliva e punire la non conformità dei campioni degli oli di oliva vergini alla categoria dichiarata in etichetta. Si fissano inoltre limiti più restrittivi per il contenuto di etil esteri degli acidi grassi (Eeag) e di metil esteri degli acidi grassi (Meag) e saranno rese note - conclude la Coldiretti - le risultanze delle analisi che sono pubblicate ed aggiornate mensilmente in una apposita sezione del portale internet del Ministero delle Politiche Alimentari e Forestali. In etichetta viene anche previsto un termine minimo di conservazione non superiore a 18 mesi dalla data di imbottigliamento non che specifiche modalità di presentazione degli oli di oliva nei pubblici esercizi, imponendo l’obbligo di idonei dispositivi di chiusura o di etichettatura e di sanzioni connesse alla violazione delle relative disposizioni.
Una norma importante anche per l’Abruzzo, dove l’olivo è la secondo coltura arborea più coltivata dopo la vite. «E’ doveroso ricordare infatti», conclude Ciampoli, «che nella nostra regione l’olivicoltura rappresenta un’importante realtà produttiva con una produzione di circa ventimila tonnellate di olio, tre Dop e una qualità riconosciuta da numerosi premi nazionali e internazionali che ci pongono su un livello di primissimo piano».