mercoledì 17 settembre 2014

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PIANETA CARCERE

Carceri, nel 2011 67.000 detenuti. Negli ultimi 11 anni cresciuti del 25,8%

Sovraffollamento problema maggiore: ogni 100 posti letto 46 detenuti in più

Carceri, nel 2011 67.000 detenuti. Negli ultimi 11 anni cresciuti del 25,8%
ROMA. Sono circa 10 milioni i detenuti nel mondo, in gran parte già condannati. Il tasso di detenzione per 100.000 abitanti è pari a 112,6 in Italia, a 127,7 in Europa, a 156 nel mondo.

Al 31 dicembre 2011, invece,  erano detenute nelle carceri italiane 66.897 persone, con una riduzione dell’1,6% rispetto al 2010.
Sono i dati resi noti oggi dall’Ista sull’affollamento delle carceri nel nostro Paese
Il numero di detenuti presenti è di gran lunga superiore alla capienza regolamentare, fissata a 45.700 posti. Negli ultimi 11 anni l’ammontare della popolazione detenuta ha subito un incremento del 25,8%.
La maggior parte dei detenuti entrati nelle carceri nel 2011 (76.982) è in attesa di giudizio, mentre soltanto il 10% circa ha una condanna definitiva. Il 25% di questi torna in libertà entro una settimana. Il cosiddetto fenomeno delle “porte girevoli” (detenzioni brevi) riguarda quasi esclusivamente gli imputati (il 98%).

IN CELLA PER DROGA
Le violazioni della normativa sugli stupefacenti rappresentano la tipologia più diffusa di reati per i detenuti presenti (27.459). Seguono i reati contro il patrimonio, per i quali si contano 17.285 detenuti che hanno commesso rapine e 13.109 furto.
Il 95,8% dei detenuti è di sesso maschile: si tratta di una quota stabile nel corso del tempo.
Cresce al 36% la percentuale dei detenuti stranieri (era il 29% nel 2000). Tra i detenuti entrati in carcere dallo stato di libertà gli stranieri rappresentano il 43%.
Le detenute con prole al seguito sono ospitate in sezioni idonee per bambini fino a tre anni. Al 31 dicembre 2011 erano 50 e avevano quasi tutte un solo figlio con sé, mentre le donne in gravidanza erano 13.
Gli asili nido funzionanti al 31 dicembre 2011 erano 17.

SOVRAFFOLLAMENTO: 46 PERSONE IN PIU’
Il problema del sovraffollamento rende l’impatto con il carcere molto duro. La media in Italia è pari a 146 detenuti su 100 posti letto: la situazione peggiore si registra in Puglia (182 detenuti presenti ogni 100 posti disponibili), la migliore in Trentino Alto Adige (72). Il problema del sovraffollamento è minore per le  detenute.
Non mancano le forme di protesta: lo sciopero della fame è la più diffusa, 6.628 casi nel 2011, seguono il rifiuto del vitto e delle terapie (1.179 casi) e il danneggiamento degli oggetti (529 casi). Le forme di protesta non collettive sono comunque diminuite del 16,8% rispetto al 2010, soprattutto le astensioni dalle attività lavorative e trattamentali e i danneggiamenti.
Al sovraffollamento e agli eventi critici si aggiungono episodi drammatici frutto di situazioni di disagio: nel corso del 2011 sono stati registrati 63 casi di suicidio (pari a 0,9 su 1.000 detenuti mediamente presenti) e 1.003 di tentato suicidio, mentre gli atti di autolesionismo sono stati 5.639.

CONDANNATI: IL 51% HA UNA PENA INFERIORE A 5 ANNI
Dei 38.023 condannati detenuti in carcere circa la metà (il 51%) deve scontare una pena inferiore a cinque anni.
Il 45,6% dei detenuti non ha avuto carcerazioni precedenti, il 41,8% ne ha avute da 1 a 4 e il restante 12,6% più di 5.
Il 62,7% dei detenuti è nato in Italia, il 32% al Sud. In testa la Campania che rappresenta la regione di nascita più frequente sia per i maschi che per le femmine in stato di detenzione.
I detenuti stranieri, invece, provengono per la maggior parte dall’Africa (50,4%), in particolare dal Marocco e dalla Tunisia, e dall’Europa (38,4%).
Il 58,3% dei detenuti ha meno di 40 anni. Una quota minoritaria (neanche il 17%) ha più di 50 anni e circa il 5% più di 60 anni.

DETENUTI CELIBI
I detenuti sono soprattutto celibi o nubili (nel 47,4% dei casi), seguono i coniugati (34%) e coloro che convivono con un partner (10,1%).
I corsi scolatici attivati nel 2010/2011 sono stati 946: li ha frequentati il 21,8% della popolazione penitenziaria e 4 su 10 sono stati i promossi.  Sono stati invece 291 i corsi di avviamento professionale.
Pochi detenuti hanno la possibilità di lavorare, il 20,9%. Quaranta anni fa erano 1 su 2, ma il costo della manodopera era più basso. Significative le differenze regionali: in Veneto circa uno su due lavorano per soggetti esterni all’Amministrazione Penitenziaria.  

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18/12/2012 - 14:54

La Redazione

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