FINE MONTI

12 mesi di Governo Monti, l’analista: «economia mai così male»

«Livelli record per debito pubblico e disoccupazione»

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Mario Monti

Mario Monti

ROMA. L'economista ed analista della Federcontribuenti, Fabrizio Zampieri, analizza i 12 mesi di Mario Monti.
Aumento del 60% tra sfratti per morosità e case vendute all'asta. Le richieste di esecuzione presentate all'Ufficiale giudiziario sono state 123.914, mentre gli sfratti eseguiti 28.641. Oltre 58 mila famiglie italiane non riescono a pagare in tempo affitti e mutui. Produzione industriale ai minimi storici tra delocalizzazione e fallimenti.
Produrre in Italia costa troppo non solo per la forza lavoro, soprattutto a causa dello schiacciante carico fiscale e l'alto tasso di corruzione.
Tasso di disoccupazione; novembre 2012 11,1% contro il 9,30% del nov.'11 e le stime per il 2013 sono per il raggiungimento del picco negativo del 13%. Disoccupazione giovanile (16-25 anni) record negativo del 35,4%. Pil, siamo passati da - 0,51%, al - 2,56% in un solo anno, attestandosi sui livelli del 2001 (introduzione dell'euro); praticamente la ricchezza del nostro Paese è tornata indietro di oltre 10 anni, e le previsioni per il nuovo anno sono sempre negative (-1%).
Debito Pubblico, con Monti si è toccato il livello storico negativo di 1.975 miliardi di euro, 2000 miliardi entro fine dicembre. Rapporto Deficit/PIL 126,40% nonostante, dal 2007 (inizio della crisi) ad oggi, gli italiani abbiano subito manovre finanziarie per un ammontare complessivo di oltre 218 miliardi di euro.
A quanto pare questa immensa mole di denaro non è riuscita ad equilibrare il deficit dei conti pubblici. Consumi delle famiglie (-3,69%) con una preoccupante contrazione di circa il 50% rispetto all'anno precedente. Mutui: 50% in meno di erogazioni rispetto all'anno precedente, per i prestiti a famiglie ed imprese la percentuale sale. Fuga dei capitali all'estero; nel solo mese di ottobre'12 si è registrata una diminuzione dei depositi bancari, rispetto al mese precedente, di circa 26,4 miliardi di euro.
Ciò è dovuto essenzialmente a due motivi, spiega l’analista Zampieri: «in primo luogo, la paura di molti italiani di una sempre più probabile applicazione di una patrimoniale sui depositi bancari, ed in secondo luogo il timore per il risultato delle prossime elezioni politiche, con un alto rischio di ingovernabilità. Il quadro che ne emerge per il 2012 è quello di un'Italia ancor più impoverita, meno competitiva, e molto più indebitata». Per concludere la disamina il presidente di Federcontribuenti, Marco Paccagnella: «grazie allo stragismo politico, che prima ha evocato Mario Monti e che ora lo spodesta, i contribuenti italiani si troveranno a dover pagare ulteriori 30 miliardi di euro, 150 punti base sui tassi alle imprese e 90 punti base sui tassi variabili dei mutui delle famiglie. Tre volte il gettito dell'Imu».