Lavori autostradali fatti male: riciclaggio e corruzione. Parte l’inchiesta

Materiali scadenti per caselli si sospetta che dietro ci sia la camorra

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2578

Lavori autostradali fatti male: riciclaggio e corruzione. Parte l’inchiesta



FIRENZE.  A un certo punto il cartello è venuto giù, quasi su un'auto in transito: il braccio metallico che lo reggeva si è spezzato, proprio sulla saldatura fra il palo piantato per terra e quello orizzontale che passa sopra la carreggiata.
 Questo a Santa Maria Capua Vetere. All'uscita di Rosignano (Livorno), invece, il maltempo ha fatto cedere un'impalcatura metallica del casello. Secondo la procura di Firenze non sono casi isolati. I magistrati ipotizzano che una serie di opere sulle autostrade di tutta Italia siano state costruite male, senza rispettare il progetto o impiegando lavoratori non specializzati, oppure usando materiali scadenti. Non si tratta solo di cartellonistica o dei caselli. Gli accertamenti riguardano anche un cavalcavia, per esempio. L'ipotesi di reato è 'attentato alla sicurezza dei trasporti'.
Oggi la Direzione investigativa antimafia di Firenze, con l'aiuto di quelle di Napoli e di Roma e dei carabinieri dell'Aquila, ha eseguito una serie di perquisizioni in tutta Italia. Almeno nove gli indagati. Si tratta di sei imprenditori, perlopiù campani, che si sono aggiudicati gli appalti, di un direttore dei lavori e di due funzionari: uno di loro ha lavorato sia per Autostrade sia per Salt e l'altro è della Pavimental, società del gruppo Autostrade. Gli accertamenti della Dia, è stato spiegato, si concentrano anche su «ingenti capitali di dubbia provenienza» e su «tentativi sistematici di corruzione».
 Non solo. Le indagini, coordinate dal procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi e dai pm Giuseppina Mione e Leopoldo De Gregorio, mirano anche ad appurare se vi sia il coinvolgimento della camorra. Il lavoro dei magistrati toscani riguarda i caselli autostradali di Firenze nord e Valdarno sull'A1, Viareggio e Rosignano (Livorno) sull'A12, del nuovo cavalcavia in ferro e del nuovo casello autostradale di Capannori (Lucca) sull'A11. In particolare, spiegano gli investigatori, è stato scoperto che molti lavori non sono stati eseguiti in maniera conforme ai progetti affidati agli imprenditori da Autostrade e questo «ha ripetutamente provocato, tra il 2008 ed il novembre scorso, gravi cedimenti strutturali», mettendo in pericolo gli automobilisti. Altre procure stanno indagando su vicende simili. Fra queste, quelle di Monza, Alba e, appunto, Santa Maria Capua Vetere. Fra le imprese su cui sono in corso accertamenti c'é la Carpenfer di Roma, la Patm e la Costruzioni Travi Elettrosaldati Srl. Queste ultime tre fanno capo all'imprenditore campano Mario Vuolo. L'inchiesta è nata dalla segnalazione di un ex carabiniere che ha lavorato come addetto alla sicurezza in alcune imprese appaltatrici e che ha segnalato alla Dia i suoi sospetti sui lavori.