LA PROTESTA

Stampa e diffamazione, il Senato approva la ‘salva direttori’

Giornalisti lunedì in sciopero

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Stampa e diffamazione, il Senato approva la ‘salva direttori’
INFORMAZIONE. L'aula del Senato ha approvato ieri la norma ''salva direttori'', inserita nel ddl diffamazione dal relatore Filippo Berselli, Pdl.


Popolo delle Libertà e Lega vanno avanti. Lunedì il Pd tenterà il tutto per tutto quando l'aula del Senato dovrà proseguire le votazioni. Non c'è stata, infatti, l'unanimità necessaria per superare la decisione assunta dalla conferenza dei capigruppo.
Per il momento si è stabilito che il giornalista autore dell'articolo incriminato può essere condannato fino a un anno di carcere, mentre il direttore e il vicedirettore della testata dove compare il pezzo sono tenuti al pagamento di multa che può arrivare fino a 50mila euro.
Il Governo aveva espresso parere negativo per «incostituzionalità» ma l'emendamento è stato comunque approvato con 122 sì, 111 no e 6 astenuti.
L’emendamento è passato con «l'assoluta contrarietà» del Pd perchè, ha detto la capogruppo in commissione Giustizia, Silvia Della Monica, è un «testo con errori di carattere tecnico e con violazioni di carattere costituzionale». Il ddl «ha perso sempre di più il suo carattere di legge generale ed astratta ed è diventato un ddl ad personam». «Leggi ad personam di cui - ha aggiunto - avevamo perso le tracce col governo tecnico e che vediamo risorgere in coda di legislatura».
Gerardo D'Ambrosio, Pd, ex sostituto procuratore generale di Milano non ha partecipato alla votazione ma ha parlato di «obbrobrio giuridico» e di «sceneggiata incredibile». Contro si sono espressi anche Idv, Udc e Api.
La norma cosiddetta salva direttori è passata al termine di una lunghissima votazione scandita dal ripetuto richiamo della presidente d'Aula, Rosi Mauro, ai senatori perchè si sedessero, presumibilmente per limitare che si votasse anche per gli assenti, con il fenomeno battezzato dei 'pianisti'.
Franco Siddi, segretario della Fnsi, ha annunciato lo sciopero per lunedì 26 novembre: '«La mobilitazione riguarderà l'intera categoria: giornalisti di quotidiani, televisioni, agenzie di stampa, periodici, testate web, free lance, uffici stampa».
Si legge nel comunicato della Fnsi: «I giornalisti italiani hanno proclamato, per il 26 novembre prossimo, la giornata del silenzio dell' informazione per protestare contro il progetto di legge sulla diffamazione, in discussione al Senato, che si va configurando come un disegno di aggressione a un'intera categoria professionale senza riparare eventuali lesioni della dignità e dell'onore delle persone per errori o orrori di stampa». Prosegue la nota: «Con il carcere possibile solo per tutti i giornalisti italiani, alimentando differenze e disparità di attenzione, si crea un mostro giuridico che non risolve alcun problema di interesse pubblico. Di contro si realizza, con un atto di ingiustizia palese, una minaccia e una grave intimidazione che mortificano il giornalismo investigativo tutto, limitandone possibilità di ricerca e proposta di verità».
Da qui la richiesta al Parlamento «di bloccare questo disegno di legge».
Quanto a Sallusti, scaduti i trenta giorni di sospensione della pena a 14 mesi di carcere, il direttore del ''Giornale'' attende di sapere dai suoi legali, convocati oggi in Procura a Milano, cosa accadrà nelle prossime ore. Per il momento ha annunciato che lunedì il suo giornale sarà regolarmente in attività.