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Rai, Gubitosi: «staneremo gli italiani che non pagano il canone»

Conti in rosso ma «l'azienda può rialzarsi»

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Luigi Gubitosi

Luigi Gubitosi

TELEVISIONE. «E' un anno difficile. Quando sono arrivato a luglio e' apparso subito evidente che il pareggio di bilancio previsto era assolutamente irrealizzabile. Perderemo qualcosa di più di 200 milioni».

Repubblica ha intervistato il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi che ha fatto una analisi ad ampio raggio sulla televisione pubblica. Non ha nascosto le proprie perplessità («se dicessi di non essere preoccupato sarei un irresponsabile») ma lavora con tranquillità (« vedo le potenzialità per rialzarsi e ricominciare a crescere»).
Sulle nomine dei nuovi direttori, tra tutte quelle del Tg1 spiega che Maccari non sarà rinnovato perchè «non rinnoviamo contratti scaduti a chi è andato in pensione. Vale per tutti. Con il massimo rispetto per l'ottimo lavoro svolto da Maccari».
Assicura che le scelte non saranno influenzate dalle pressioni politiche: «tutte quelle che abbiamo fatto sono state decise da me e dalla presidente. La sfido a trovare una nomina che abbiamo deciso perchè me lo ha chiesto qualcuno».
Ma il direttore ha parlato anche degli evidenti problemi economici: «la perdita è importante perchè i trend del mercato pubblicitario hanno penalizzato tutti. Per la Rai pesa il fenomeno dell'anno pari cioè i costi per diritti sportivi dei grandi eventi. Sgombriamo il campo, non ci saranno tagli lineari. Sono sbagliati concettualmente. Noi faremo investimenti. Ossia taglieremo il superfluo ma investiremo in maniera importante. A partire dal processo di digitalizzazione dell'informazione. La Rai è indietro ma entro fine anno il Tg2 sarà digitale e partiranno subito dopo Tg1 e Tg3. Stiamo riaprendo le sedi estere e andremo per la prima volta in Brasile. La Rai deve fare da ponte tra l'Italia e il resto del mondo». Gubitosi ha anche annunciato «più fiction nel 2013».
E il canone aumenterà? «Non lo so, è una decisione che non compete a noi. Ma sicuramente cercheremo di render la vita difficile a chi non paga. Sono in fase di elaborazione una serie di proposte. A fine anno le porteremo all'azionista».